Se invece volete volare per le strade della città, prenotate un tour in bicicletta.
Il primo dei quattro giorni nella capitale inizia quindi con la visita di questa piazza che nel Medioevo era un grande terreno sterrato in cui si svolgevano fiere e mercati.
Nel secolo XV invece, si trasformò nell’ospedale più grande della città ovvero l’Ospedale Reale di Tutti i Santi e in seguito diventò sede delle processioni in cui sfilavano i condannati a morte.
Il terremoto del 1755 distrusse quasi tutta la piazza e la ricostruzione fu affidata all’architetto ungherese Carlos Mardel, che fece edificare nuovi palazzi per ospitare istituzioni militari e governative. Il pavimento fu ricoperto con piccole pietre bianche e nere che tutte insieme formano un movimento ondulatorio a ricordo del maremoto che seguì al terremoto distruggendo la piazza.

Attualmente al centro possiamo ammirare la statua di D. Pietro IV ventottesimo re del Portogallo e primo imperatore del Brasile.
Alla base della statua si possono notare quattro figure allegoriche che raffigurano le quattro virtù cardinali: la giustizia, la sapienza, la fortezza e la temperanza, qualità attribuite proprio al Re.
Nella piazza si trova la stazione Rossio che collega Lisbona a Sintra, la cui facciata è ispirata alla tipica architettura manuelina che rinoviamo anche in altri monumenti della città ed è caratterizzato da elementi marinari come catene, ancore e funi che omaggiano le scoperte effettuate da Vasco da Gama e Pedro Alvares Cabral, motivi floreali e cristiani come le croci.

Nella via parallela alla piazza si trova una chiesa molto particolare: la Igreja De Sao Domingos. Qui vennero celebrati moltissimi atti solenni reali, battesimi e matrimoni. Ma ha un lato anche molto cupo perchè da qui che uscivano infatti i condannati per eresia, per essere poi uccisi in piazza Rossio. Le pareti all’interno sono nere a causa dell’incendio che avvenne nel 1959.
Prendete la Rua Augusta una via piena di negozi, andarte sempre dritti e, passando sotto l’arco trionfale, arriverete nella piazza più famosa di Lisbona ovvero Piazza del Commercio in portoghese Praça do Comércio, attrazione principale del quartiere della Baixa, voluta dal Marchese di Pombal, primo Ministro del Re Josè I che si affaccia direttamente sul fiume Tago. Fermatevi in uno dei tanti bar presenti per riposarvi, prendere un buon caffè per godere dell’ottima vista sul fiume.

Poi iniziate una camminata di dieci minuti verso Cais Do Sodre il capolinea della metropolitana verde e davanti all’uscita della metro troverete la stazione dalla quale dove partono i traghetti per visitare nella sponda opposta a Lisbona il sobborgo di Cacilhas su cui si trova il Cristo Rei.
Vi consiglio di andare il primo giorno verso sera, perché di qui potrete godervi un bel tramonto rosso fuoco sullo skyline della città. E’ raggiungibile tramite il traghetto che costa 1.30 euro più la tessera Viagem su cui si carica il biglietto.
Potete trovare più informazioni sul sito: https://ttsl.pt/
Si arriva al porto che è vicino alla parte vecchia della città, dove si trovano tantissimi locali che offrono menù a base di pesce.
Se volete andare a visitare il Cristo Rei, che io consiglio, non solo per la bellezza della statua e l’impareggiabile vista che si gode sulla città, ma anche per ammirare la bellissima cappella interna, potete andare o a piedi con una camminata di mezz’oretta oppure prendete il bus 101 acquistando il biglietto direttamente dal conducente al costo di 1.50 euro.
Potete trovare ulteriori informazioni sul sito: https://www.tsuldotejo.pt/
Nel nostro itinerario su cosa vedere a Lisbona in quattro giorni, è d’obbligo andare a visitare il Convento do Carmo che si può raggiungere prendendo l’elevador de Santa Justa, nel quartiere del Chiado.

Il Convento do Carmo fu fondato da Dom Nuno Álvares Pereira, fedele cavaliere del re João I che cambiò radicalmente vita, per immergersi totalmente nella preghiera. Fu edificato nel 1389 e dedicato a Nossa Senhora do Vencimento do Monte do Carmo.
Pensate che questa era la più imponente chiesa gotica di Lisbona e poi fu distrutta quasi interamente dal terremoto del 1755 che tanto danni causò nella città. La regina Maria I ordinò che la chiesa fosse ricostruita più bella dell’originale, ma i lavori non furono portati a termine e nell’Ottocento, in pieno clima culturale romantico, si pensò che le rovine così incomplete fossero molto affascinanti, cosicché il progetto di ristrutturazione fu abbandonato ed è diventata famosa come la chiesa senza soffitto, perché attraverso gli archi si può ammirare l’azzurrissimo cielo della città.
Annesso al convento do Carmo si trova il Museo Archeologico in cui è esposta una ricca collezione di reperti che narrano la storia di Lisbona dalla preistoria al Medioevo.
Di qui si può velocemente arrivare al mirador de Santa Justa, dal quale si gode di una splendida vista sulla città.
Sempre nei dintorni, nel quartiere del Chiado vi consiglio di vedere:
Se volete fare una pausa pranzo o cena presso uno dei ristoranti locali frequentato per lo più da portoghesi, vi consiglio di andare presso La Casa Da India, in cui ho mangiato un buonissimo frango asado con patatine riso ovvero il pollo alla brace, accompagnato da un ottimo vino locale.
Se non siete ancora sicuri, guardate su Tripadvisor le recensioni!!
L’Elevador de Santa Gloria è un antico tram o funicolare che parte in Piazza dos Restauradores e sale un ripidissimo vicolo che arriva nel cuore del quartiere Barrio o Bairro Alto.
Dalla terrazza panoramica di San Pedro de Alcantara è possibile ammirare la Baixa dall’alto, con vista sulla collina del Castello e la Cattedrale.
Accanto alla Praca do Principe Real c’è l’ingresso per il Giardino Botanico, una vera oasi di pace nascosta lungo la collina contenente 2500 piante provenienti da ogni parte del mondo.
La sera il quartiere si riempie di ragazzi che frequentano i vari locali notturni di ogni genere e nazionalità che si trovano nelle celebri vie di Rua da Misericordia, Rua da Rosa, Rua Dom Pedro V e Praca dos Camoes.
Raggiunto dal mitico tram 28 e visita che che non può mancare nel nostro itinerario di quattro giorni a Lisbona, è il quartiere dell’ Alfama.

Questo era considerato il quartiere più malfamato della città ed era abitato dai veri portoghesi, di cui ne rimane ancora qualche raro esempio in case che grazie ai proprietari hanno mantenuto affitti a canone calmierato. Ormai è diventato un quartiere alla moda con affitti molto alti, in cui abitano studenti e stranieri.
Qui alcuni abitanti vendono ancora prodotti fatti in casa come la celebre Gingjinia un buonissimo liquore all’amarena, che vi consiglio di assaggiare.

Tra sali scendi e stradine che si inerpicano verso l’alto, possiamo ammirare innanzitutto la cattedrale di Lisbona ”la Sè” che è l’abbreviazione di “sede episcopalis”, cioè sede vescovile. Questo perché nel 1150 Alfonso I del Portogallo fece erigere una cattedrale per celebrare Gilberto di Hastings il nuovo vescovo di Lisbona sul luogo in cui si trovava una vecchia moschea. La cattedrale, distrutta da tre terremoti, nel tempo subì notevoli trasformazioni ed oggi è un insieme di vari stili architettonici.
Camminando verso l’alto si arriva al punto panoramico più bello della città: il Miradouro di Santa Luzia da cui si può ammirare il fiume Tago e che si trova su una piazzetta piena di bouganville e azulejos, nella quale spesso possiamo trovare dei cantanti che allietano l’atmosfera.

Un’altra attrazione è Il Castello di São Jorge le cui parti più antiche risalgono al sesto secolo quando fu fortificato dai romani, poi dai visigoti e alla fine dai Mori.
In ultimo vi consiglio di fare un giro perdendosi tra saliscendi e vicoli, nei quali troverete anche qualche ristorante in cui suona il fado la tipica musica portoghese.
Il fado classificato Patrimonio dell’Umanità dall’ UNESCO, riporta a galla la saudade ovvero la tristezza per ricordo del passato, dell’impero che fu sconfitto e l’amor della patria. È la storia di Lisbona che mostra le cicatrici della sua anima, cantate da grandi cantanti come Amalia Rodrigues, Hermínia Silva, Alfredo Marceneiro, Maria da Fé, Argentina Santos e Carlos do Carmo.
State attenti a fermarvi nei locali in cui si suona il fado perché alcuni – acchiappa turisti – vi presenteranno un conto salato alla fine della cena.
Se volete cenare con del buon cibo, accompagnati da questa tipica musica portoghese, vi consiglio di prenotare lo spettacolo di fado con cena portoghese.
Se siete appassionati di mercati, vi consiglio di visitarne due molto differenti tra loro.
Il primo è il Mercado da Ribeira. Il mercato è diviso in due parti: nella prima si trovano i tipici generi alimentari portoghesi come frutta, verdura, carne e pesce, nella seconda parte troviamo quello che si chiama Time Out, al cui interno si trova uno spazio industriale circondato da vari ristorantini, in cui possono assaggiare piatti che vanno dal tradizionale al particolare. I prezzi sono un pochino alti, ma l’offerta è sicuramente di qualità e alcuni stand sono gestiti da chef rinomati.
Il secondo mercato è LX Factory Sunday Market ex area industriale riqualificata in cui si trovano vari negozi di design e tantissimi ristoranti decorati con originali murales.

Vi consiglio di vistarlo di domenica mattina, perché è il luogo giusto per comprare qualche oggetto particolare e passare alcune ore in serenità.
Come arrivare con i mezzi pubblici: tram 15, bus n. 27, 28, 714, 729, 751
In un itinerario che tratta di cosa vedere a Lisbona in quattro giorni, non può assolutamente mancare la visita all’imponente Mosteiro dos Jerónimos, che fu fatto costruire dal Re Manuel I per celebrare il ritorno del navigatore portoghese Vasco Da Gara che aveva scoperto la rotta per le Indie.

Oltre ad essere famoso per i suoi fregi in stile manuelino che possiamo ammirare sulla facciata, al suo interno sono conservate due tombe molto importanti: quella del navigatore Vasco da Gama e del poeta Luís Vaz de Camões, mentre nella cappella del chiostro, riposano dal 1985 le spoglie dello scrittore Fernando Pessoa.
A due passi dal Monastero, si trova una della caffetterie più famose di tutta Lisbona, perchè è la pasticceria più antica della città: Pastéis de Belem.

Qui potrete degustare il dolce più famoso del Portogallo ovvero il Pastéis de Nata che è preparato seguendo la segretissima ricetta originale e si racconta che solo tre persone in tutta Lisbona la conoscano. La ricetta, inventata dai monaci, risale agli inizi del XIX secolo e fu rivelata a cinque maestri pasticceri, che la tramandarono alle generazioni successive.
,Vi assicuro che il pasteis mangiato con l’accompagnamento di una cioccolata calda seduti ai tavolini del bar, è una vera delizia.
Il Monumento delle Scoperte fu costruito nel 1960, per celebrare le scoperte dei navigatori portoghesi fra il XV e il XVI secolo.
Si arriva al monumento attraversando un piazzale antistante, decorato con centinaia di piastrelle di marmo multicolore che formano una splendida rosa dei venti, in cui vengono raffigurati tutti gli stati che vennero scoperti dai navigatori.

Il monumento fatto a forma di caravella riproduce sulla prua Enrico il Navigatore proprio con una caravella in mano e dietro di lui, in due file discendenti, sono rappresentati gli eroi portoghesi che parteciparono alle scoperte.
Prendendo un ascensore, è possibile salire in cima al monumento, dal cui belvedere si gode di una splendida vista su Lisbona e sul Tago.
Come arrivare con i mezzi pubblici: tram 15, bus n. 27, 28, 714, 729, 751
Una delle attrazioni più famose di Lisbona è la Torre di Belem che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1983 ed è un eccezionale esempio della cosiddetta architettura manuelina. Fu costruita da Francisco de Arruda, architetto militare, che si era occupato anche della costruzione del vicino Monastero dei Geronimi tra il 1514 e il 1520 per volontà di Dom Manuel I, affinché fungesse da faro e torre di difesa nei pressi dell’estuario del Tago.

E’ stata edificata usando blocchi di pedra real una pietra calcarea tipa del Portogallo che facevano parte di quelli scartati o non utilizzati per costruire il vicino Mosteiro dos Jerónimos.
Se volete visitare l’interno non aspettatevi grandi arredamenti, perché è abbastanza spoglia, però vi consiglio di arrivare al tramonto per godere la vista della torre che si staglia sul arancione del cielo e sull’azzurro del fiume.
Una curiosità: se aguzzate la vista potrete vedere sull’angolo, una testa di rinoceronte, questo per rendere omaggio al rinoceronte africano che venne regalato al re Manuel I dal sultano Gujarat, che purtroppo annegò quando venne trasportato a Roma come dono a Papa Leone X.
In questo articolo vi ho indicato molte attrazioni da vedere, ma potete anche prenotare un tour con una visitata guidata nella quale potrete scoprire molte curiosità su Lisbona.
Oppure potrete partecipare ad un free tour e lasciare alla guida ciò che pensate sia un giusto compenso per il suo tour.
Oppure se avete un giorno in più, prenotate una visita a Sintra, Cascais, Palacio da Pena e Quinta da Regaleira.
NOTA FINALE:
Alcuni link che trovi nell’articolo sono affiliati: questo significa che, se decidi di prenotare attraverso di essi, riceverò una piccola commissione che mi aiuta a mantenere vivo il blog e a continuare a viaggiare lentamente per raccontarti nuovi luoghi autentici, senza alcun costo extra per te. Grazie per il tuo sostegno.
Sintra: https://www.laprincipessadeiviaggi.it/sintra-un-luogo-da-favola/
Tavira: https://www.laprincipessadeiviaggi.it/cosa-vedere-a-tavira-la-citta-e-le-spiagge/
Se volete passare un weekend immersi nella natura e praticare sport respirando aria pulita, la meta che vi consiglio è Cervinia in Valle D’Aosta, che si trova a 2050 metri d’altezza e si può considerare come il paradiso degli sciatori e non solo.
È il paradiso degli sciatori, perché il suo comprensorio è uno dei più estesi delle Alpi, infatti racchiude tre vallate: Breuil Cervinia, Valtournenche, Zermatt e due nazioni: Italia e Svizzera. Sono 322 km di piste e 52 impianti che permettono di sciare tutto il giorno, senza ripetere mai la stesso percorso.
Io sono cresciuta su queste piste, perché a 4 anni avevo già gli sci ai piedi. Ho fatto tutte le scuole, arrivando al livello pre-agonistico e non mi sono mai annoiata a sciare a Cervinia, anzi mi sono sempre divertita moltissimo ed ho conosciuto molti altri appassionati sciatori come me.

Se volete sapere quali piste percorro solitamente, ve lo racconto. Salgo sull’ovovia che parte da Cervinia ed arriva fino a Plan Maison. Qui prendo le tre seggiovie che arrivano quasi al piccolo Cervino e poi inizio a scendere per scaldare le gambe. Sono piste larghe, ben innevate e battute e sono indicate sia per sciatori esperti che per i principianti.
Dopo un po’ di riscaldamento prendo la funivia che va al Plateau Rosà. Vi consiglio di mettere gli sci ai piedi iniziare a scendere per pochi metri e poi fermarvi ed ammirare il paesaggio che vi circonda specie se è una bella giornata di sole. Sarete circondati da cime innevate ed una vista mozzafiato su Cervinia, che vi farà rigenerare ed essere in pace con il mondo.
Fate una bella foto ricordo e poi partite per affrontare il Ventina pista molto famosa, che parte da Plateau Rosà ed arriva fino a Cervina paese. È lunga 11 km ed alterna pezzi di neve battuta a pezzi di neve ghiacciata, tratti soleggiati e tratti in ombra, per questo preferisco percorrerla a metà mattina, quando le gambe non sono ancora affaticate, perché è una pista complessa, dove bisogna prestare la massima attenzione ed essere in forma. Si alternano infatti discese in cui si va molto veloci, a pezzi in cui i cumuli di neve farinosa mettono a dura prova le gambe, a pezzi ghiacciati in cui bisogna avere un buon controllo degli sci. Però quando si arriva a al termine la soddisfazione è grandissima.

A fine pista tolgo gli sci riprendo l’ovovia fino a Pan Maison e di qui prendo la seconda ovovia che mi porta vicino alla seggiovia che porta sul comprensorio di Valtournenche. Sono piste abbastanza semplici da fare nel pomeriggio in cui le gambe sono più affaticate, ma molto divertenti.
Solitamente, mi fermo per la pausa pranzo in una delle tante baite dislocate lungo le piste per assaporare un buon piatto di polenta e salsiccia o una pizza ed ottime torte e un buon bombardino come fine pasto, bevanda tipica che fornisce energie per proseguire la giornata.

Se non avete voglia di praticare discesa, potete praticare sci di fondo visto che sono presenti 3 km di piste sia per principianti che per esperti. La pista che si trova in quello che durante l’estate è il campo da golf, ha una magnifica vista sulle montagne che circondano l’intero perimetro.

Una chicca che non potete perdervi è la “Grotta di ghiaccio” che è situata all’arrivo della funivia del Piccolo Cervino incastonata nel ghiacciaio del Klein Mattheorn ed è raggiungibile attraverso una galleria scavata nel ghiaccio a 15 metri di profondità. Grazie all’illuminazione soffusa e alla musica lounge questa grotta è una sorta di luogo incantato in cui si possono ammirare varie sculture realizzate con il ghiaccio ed addirittura una macchina a grandezza reale.
Vi ho parlato dell’inverno, ma è possibile praticare sport anche d’estate si possono fare molte passeggiate, trekking, gite in mountain bike, arrampicate accompagnati dalle famose guide del Cervino ed infine praticare golf su un campo da 18 buche.
Vi ho già accennato che Cervinia è il paradiso degli sciatori, perché d’estate si possono raggiungere i 3500 m del Plateau Rosà che garantiscono neve perfetta in tutte le stagioni anche se, vi avverto dovrete condividere le piste con le squadre dello Sci Club che si allenano tutto l’anno.
Se poi non siete amanti dello sci, ma volete solo rilassarvi e fare un pò di shopping, vi consiglio innanzitutto di recarvi in Cervinia centro a vedere nella piazza principale la piccola chiesetta, in cui potrete ammirare delle statue in legno ed una bellissima vetrata colorata raffigurante la Madonna.

Davanti alla Chiesa potrete vedere la simpatica statua dedicata a Mike Bongiorno che guarda verso il Cervino con la sua tipica espressione: “Allegria!”. Il presentatore era molto amante dello sci e lo praticava soprattutto qui a Cervinia, tanto da far conoscere la sua montagna in televisione tramite una celebre pubblicità di grappe in cui il Mike pronunciava la celebre frase: “Sempre più in alto” indicando il Cervino.

Recatevi poi presso la pasticceria “Sweet Side Mattheorn” che si trova vicino alla Chiesa sotto i portici che portano al supermercato, per bere una deliziosa cioccolata con panna.
Se poi volete andare a fare un po’ di shopping, percorrete la via principale ed oltre ai vari negozi di vestiti ed abbigliamento da sci, vi consiglio di andare a curiosare da Bosin dove potrete ammirare degli oggetti di arredamento veramente ricercati che a fatica troverete in città, oltre a degli alberi di Natale riccamente adornati.

Quando sono andata mi ha colpito in maniera particolare un presepe fatto a mano che sembrava realizzato in ceramica e poi ho scoperto che era carta. Ci sono degli oggetti unici scelti dalla proprietaria che gira le fiere di settore e poi compra per il negozio degli oggetti fatti a mano, molto particolari. Vi consiglio assolutamente di fare un giro!
E se volete passare un weekend di coccole e relax in un ambiente ricercato e ritrovare la giusta armonia interiore, vi consiglio di soggiornare presso l’hotel 5 stelle Hermitage.

L’hotel si presenta come una tipica baita di montagna in legno e pietra, in cui è possibile riscaldarsi assaporando una tisana fumante davanti al camino sempre acceso o abbandonarsi a dei piacevoli momenti di relax tuffandosi nella piscina interna riscaldata o abbandonarsi ad un massaggio rilassante per ritrovare l’armonia mentale e fisica attraverso un percorso personalizzato. Se invece volete mantenervi in forma potete allenarvi nella palestra allestita con attrezzature Technogym.
L’hotel ho stretto una collaborazione con il marchio Bellefontaine che fornisce i suoi prodotti. L’ingrediente principale è il fiore dell’Edelweiss, una stella alpina che cresce a 1.346 metri d’altezza che garantisce un’intensa azione antiossidante.

Le camere sono confortevoli, con vista mozzafiato sulle splendide montagne ed arredate con la massima cura dei dettagli per regalarvi dei giorni di intenso relax o per accogliervi dopo una giornata di sci nel comprensorio sciistico di Breuil Cervinia.

Il pranzo e la cena sono serviti nel ristorante “La Chandelle” luogo in cui vengono proposti i migliori prodotti locali, di alta qualità freschi e genuini, affiancati da oltre 1000 etichette di vini.
Il relax soggiornando in questa stupendo hotel è assicurato!!
Appena arrivati a Madrid ci si accorge che è una città particolare: immensa ma facile da girare allo stesso tempo, piena di persone e turisti che affollano le viuzze del quartiere antico, ma anche le ampie strade dello shopping. Ed inoltre svettano imponenti magnifici palazzi che rendono grandiosa questa città.
Come prima meta vi consiglio di recarvi presso Palazzo Reale che è stata la residenza reale da Carlo III fino ad Alfonso XIII e sebbene non sia la dimora del monarca attuale, viene utilizzato come edificio di rappresentanza. Se arrivate nel pomeriggio dopo le 16 la visita è gratuita, se no consultate il sito ufficiale: https://www.patrimonionacional.es/visita/palacio-real-de-madrid.

Fu Filippo V a dare l’ordine di edificare l’attuale palazzo ed anche se il primo incaricato a costruire il palazzo fu Filippo Juvara, sarà il suo allievo Juan Bautista Sachetti, a finirlo dopo la morte del suo predecessore nel 1738.
Una curiosità: Carlo III noto con il soprannome di “il re sindaco” per le numerosissime riforme, fu il primo monarca ad abitare nel palazzo e a completarne la decorazione. I suoi successori, a cui si deve la creazione del Salone degli Specchi, aggiunsero degli oggetti decorativi.
Davanti a Palazzo Reale si trova la Cattedrale dell’Almudena che non potete assolutamente perdervi, perché contiene delle perle di impareggiabile bellezza. È dedicata alla patrona della città, la Virgen de la Almudena e fu addirittura consacrata da Giovanni Paolo II nel 1993, infatti nella piazzetta davanti alla Chiesa, possiamo ammirare una statua proprio del Papa.

All’interno si trovano l’altare della Virgen de la Almudena e la tomba della regina Mercedes d’Orléans, qui trasferita nel 2000 dall’Escorial. Vi consiglio di salire la rampa di scale per andare ad omaggiarla e poi scendere per ammirare la volta della cattedrale in stile spagnolo e superbamente dipinta. Inoltre visitate la piccola cappella in cui è possibile solo pregare, in cui sono rappresentate delle scene dalla vita di Gesù grazie a bellissimi mosaici, che sembrano quasi uscire dal muro come in
Seconda meta da visitare in 3 giorni a Madrid è il Mercado Central che a differenza degli altri non contiene frutta, verdura o abbigliamento ma stand di tapas dolci o salate una più buona dell’altra, che potrete accompagnare con del vino o dell’ottima birra.
Usciti dal mercato è ora di visitare la piazza più famosa di Madrid: Plaza Mayor. Pensate che fu costruita sulla superficie di un’antica piazza denominata Plaza del Arrabal, in cui era ubicato il mercato più popolare della città alla fine del XV secolo, fino a quando la corte di Filippo II si trasferì a Madrid.

Nel centro della piazza si trova la statua dedicata a Filippo III, iniziata da Giambologna e poi terminata da Pietro Tacca. Anticamente era situata a Casa del Campo e fu la regina Isabella a portarla in questa piazza.

È presente un altro edificio che dovete assolutamente ammirare, è la Casa della Panderia che si chiama così, perché fu la panetteria generale della città. La facciata contiene dei bellissimi dipinti di Carlos Franco, che ritraggono figure mitologiche come la dea Cibele, molto venerata qui a Madrid.
Un’altra piazza principale è la Puerta del Sol dove si trovano 3 attrazioni da non perdere: il famoso Chilometro Zero ovvero il punto da cui partono le strade spagnole.
La statua dell’orso con il corbezzolo, che celebra proprio questa pianta che, originaria dei dintorni di Madrid, fu usata nel ‘500 per curare la malaria.

Infine l’orologio della Casa De Correos, che ogni 31 dicembre festeggia l’arrivo dell’anno nuovo con i suoi dodici rintocchi a mezzanotte.
Da questa piazza partono tutte le strade commerciali della città, dove potrete trovare molti brand famosi e fare un po’ di shopping, se avete voglia.
Madrid è anche sede di due importantissimi musei: il Prado che è una delle pinacoteche più famose al mondo e contiene le opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi e poi il Il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía che è un museo d’arte moderna ed arte contemporanea, dedicato alla produzione artistica dall’inizio del Novecento ad oggi.
Se avete ancora un po’ di tempo, come ultima meta da visitare in 3 giorni, andate a passeggiare nel Parco del Buen Retiro, dove potrete vedere il Palazzo di Cristallo che fu costruito nel 1887 in occasione dell’Esposizione delle isole Filippine.

È un edificio in metallo e cristallo realizzato da Ricardo Velázquez Bosco e davanti si trova un bellissimo lago artificiale, nel quale si possono vedere degli esemplari di cipresso calvo delle paludi, il cui tronco e le radici si trovano sotto la superficie dell’acqua, molto suggestivo davvero.
Un’ultima informazione su dove mangiare. Io vi consiglio di andare o al Museo del Jamon, che ha un buon rapporto qualità/prezzo.

Oppure provate Sobrino de Botin che è il ristorante certificato più vecchio del mondo e dove potrete assaggiare dei buonissimi maialini e agnelli arrosto in stile castigliano. È un po’ caro, ma ne vale la pena!!
In questo articolo vi ho indicato molte attrazioni da vedere, ma se volete invece fare un tour con una visitata guidata come ho fatto io il primo giorno, vi segnalo un ottimo tour su Civitatis nella quale potrete scoprire molte curiosità su Madrid:
https://www.civitatis.com/it/madrid/tour-privato-madrid/
Oppure potrete partecipare ad un free tour e lasciare alla guida pensate che sia giusto come compenso per il suo tour:
https://www.civitatis.com/it/madrid/free-tour-madrid/
O ancora potrete assistere ad un tipico spettacolo di Flamenco:
https://www.civitatis.com/it/madrid/spettacolo-flamenco-madrid/?aid=101147
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Ho visitato Valencia in Spagna tantissimi anni fa e me la ricordavo come una piccola cittadina affollata nei dintorni della stazione, ma con stradine intorno al centro semi deserte ed invece mi sono ritrovata in una grande città che offre ogni tipo di attrazione. Ma vediamo cosa visitare a Valencia in due giorni a piedi.
Innanzitutto sono arrivata in aereo ed invece di giungere in città con la metro che dispone di ben due linee la 3 e la 5, ho deciso di prendere il metro bus 105 che con un biglietto da 1.50 €. Tra l’altro i biglietti si fanno a bordo ed io disponevo solo di 20 €, la conducente una signora molto gentile mi ha indicato un un botteghino dove potevo cambiare i soldi e mi ha addirittura aspettata. Quindi ho attraversato tutta la città in mezz’ora circa e sono scesa all’ultima fermata in centro.
Mi sono affidata a Google Maps, per arrivare al B&B che avevo prenotato “Rotaret”.
Arrivata da una vietta laterale, non riuscivo a trovare l’entrata dell’ alloggio ed Oscar il proprietario non vedendomi, mi ha chiamata e mi ha fornito le indicazioni per arrivare sana e salva!! Sono salita mi ha fatto vedere la camera, il bagno in comune pulitissimo e poi mi ha dato una cartina disegnando con un biro un itinerario, segnando con un cerchio tutte le cose più importanti da vedere.
Per girare la città con i mezzi pubblici, vi consiglio di comprare la Valencia Card che da diritto a sconti in musei e attrazioni e l’uso illimitato del trasporto pubblico, ecco il link:
https://www.civitatis.com/it/valencia/valencia-card/
Cosa visitare a Valencia in due giorni a piedi?
Ho iniziato la mia visita da Plaza del Ayuntamento.

Questa piazza è stata modificata dall’architetto Javier Goerlich, tra 1931 e il 1934, che ha eliminato il mercato dei fiori e lo ha portato in superficie, dove permane ancora oggi con qualche bancarella. Inoltre ha creato una piazza molto grande in cui si affacciano dei palazzi modernisti che ora ospitano case private, hotel di lusso, le Poste ed anche il comune di Valencia.
Proseguendo dritto, si arriva al Mercato Central un edificio in stile Liberty costruito da Alejandro Soler March e Francisco Guàrdia Vial tra il 1914 e il 1928, nel quale è possibile trovare ogni tipo di frutta e verdura, ma anche degustare prodotti tipici come la famosa horcata, tapas o panini con jamon serrano.

Sempre nella piazza è possibile ammirare due edifici molto importanti della città: la Lonja de la Seda che ospita all’interno l’accademia culturale di València, che nel 1996 fu insignita del titolo di patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Lonja deriva dalla parola italiana “loggia” ovvero portico, perché nei tempi antichi numerosi mercanti si trovavano sotto i portici della città per contrattare i prezzi delle loro merci. Vale la pena visitarla anche all’interno, ve lo consiglio.
Se volete visitare l’interno della Lonja de la Seda e della Chiesa di san Nicola, prenotate il tour con GetYourGuide.
Il secondo edificio è la Chiesa del Santi Juanes, edificio gotico straordinario. Sulla facciata rivolta verso la Piazza del Mercato spicca la scultura della Vergine del Rosario opera di Jacopo Bertesi, nella cui sommità è posizionata la torre dell’orologio, affiancata dai due Santi Juanes e dalla banderuola, conosciuta come l’uccello di San Juan.

Quello che più mi ha colpito di questa città, è il massiccio numero di murales presenti sui muri e sulle saracinesche, tanto che si può definire questa come una vera e propria “città murales” almeno nella parte vecchia. E vi assicuro che vi stupiranno, perché sono molto belli.
Sempre seguendo un itinerario circolare, arriviamo alle Torre De Quart. Anche se durante la seconda metà del secolo XIX si ebbe una demolizione delle mura cittadine, per fortuna questa porta fu risparmiata.

È veramente imponente sia dalla parte anteriore che posteriore ed io mi sono divertita ad attraversarla, come se fossimo nei tempi antichi e dovessi usare la porta per entrare in città.
Da qui vi consiglio di arrivare in Plaza del Carmen piccola pizzetta contenente una bellissima chiesa e un giardinetto dove vi potrete sedere ed ammirare gli splendidi murales oppure degustare una Sangria, vino tinto o birra, nel baretto sulla piazza. La tranquillità e l’aria gioiosa che si respira, hanno fatto sì che diventasse il mio luogo del cuore di Valencia.
Se proseguite dritto per via Roteros, potrete visitare le Porte Serranos. Pensate che, costruite alla fine del XIV secolo, queste erano le porte principali di entrata ed uscita della città e sono tutt’ora considerate le porte gotiche più grandi di tutta Europa.
Da qui tornate indietro e dirigetevi verso la Plaza De La Virgen dove troverete quattro monumenti famosi: “La fuente del Turia” ovvero un fontana in cui sul piedistallo troviamo un uomo barbuto in posizione distesa con il torace sollevato che rappresenta il fiume Turia, le cui acque hanno sempre sostenuto la vita dei cittadini ed intorno delle figure femminili che rappresentano i vari canali di irrigazione che ricevono l’acqua dal fiume e la riversano sulla campagna.

Sullo sfondo della piazza troviamo la Real Basilica de Nuestra Senora de los Desamparados. È molto venerata dagli spagnoli, perché all’interno si trova una statua mariana dedicata alla vergine, che viene considerata come miracolosa dai fedeli. Se uscite dal retro vi troverete in una piazza che ne collega un’altra dove si trova il Palazzo del Governo.
Proseguite dritto passando sotto un arco e camminando, troverete la bellissima Cattedrale in cui si narra dovrebbe trovarsi l’originale calice che Gesù avrebbe utilizzato durante l’ultima cena ovvero Il Santo Graal. È una coppa di Agata lucida di origine orientale. Inoltre potrete ammirare numerosi affreschi e il museo che espone fino a 90 opere di stili diversi. Se avete voglia di vedere la città dall’alto, potere salire fino in cima al Miguelete attraverso i suoi 207 gradini. La porta barocca della Cattedrale si affaccia su Piazza della Rejna, che è dedicata alla regina Maria de las Mercedes di Orleans prima moglie di Alfonso XII.
La sera vi consiglio di perdervi nella stradine che avete visitato di giorno, perché sono molto suggestive ed hanno un aria molto romantica.
Poi riposate un po’ le vostre gambe, perché vi attende un’altra giornata di cammino.
Mettete la sveglia presto per il giorno seguente, perché vi aspetta una bellissima visita tra monumenti futuristici che è d’obbligo in un itinerario di due giorni a piedi.
Se volete potrete raggiungere questa meta con i mezzi pubblici, ma io vi consiglio, se il tempo lo permette, di andare a piedi e fare una passeggiata all’interno del parco, partendo dal Palazzo della Musica ed ammirare gli splendidi edifici che man mano incontrerete.

Simbolo delle arti diviso in 4 sale indipendenti, offre una ricca programmazione che include opere, concerti, zarzuela e balletti.

L’Hemisfèric è un vero e proprio cinema digitale 3D, con un enorme schermo concavo di 900 metri, che avvolge gli spettatori. Con il biglietto di entrata, si ricevono degli occhiali 3D con cui è possibile anche cambiare la lingua della proiezione.
Costruzione che vi lascerà senza fiato, è stata disegnata dall’architetto Santiago Calatrava ed ha la forma di un occhio, che si riflette in un lago.
L’Oceanogràfic è l’acquario più grande d’Europa. Comprende sette zone marine diverse ed inoltre sono presenti circa 45.000
Anche questo L’edificio è stato disegnato da Santiago Calatrava e ricorda lo scheletro di una balena.

Si tratta di un museo delle scienze che offre diverse esposizioni interattive sulla scienza e la tecnologia. Si può accedere senza biglietto solo al pianterreno, ma vale la pena visitarlo tutto.
Se volete visitare in combo il museo Oceanografico e quello della Scienza, prenotate la combo su GetYourGuide.
Questo edificio che si trova separato dalle altre strutture da un lungo ponte, è stato realizzato dal valenciano Calatrava ed ha una struttura di tipo trencadís ovvero un mosaico che unisce frammenti di ceramica insieme alla malta e simboleggia l’unione di due mani. Non finito è utilizzato per eventi e spettacoli all’aperto.

Si conclude la visita ad una delle città più belle della Spagna, che vi avvolgerà con la sua atmosfera semplice, serena, ma anche allegra e piena di vita.
Quello che hai appena letto è l’itinerario che ti consiglio per visitare Valencia, ma se non hai voglia di vederla in autonomia su Civitatis potrai trovare un free tour con tante curiosità sulla città, in cui pagherai la guida per quello che ritieni sia il giusto per il tour:
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