Torino

Galleria di Diana Venaria Reale
Nascosta tra le verdi colline del Piemonte, la Reggia di Venaria raccoglie meraviglie storiche ed artistiche e rappresenta un'opera maestosa Leggi tutto
La cappella della Beata Vergine Maria
Un venerdì sera tornata da lavoro sono andata a fare una passeggiata in via Po ed ho notato che era Leggi tutto
Porta Palazzo c'è il mercato più grande d'Europa
Dove si trova il mercato più famoso di Torino? A Porta Palazzo c'è il mercato più grande d'Europa. Come arrivare Leggi tutto
Fontana Angelica
Questo itinerario che consiste in una breve visita di Torino tra piazze e palazzi storici, vi farà addentare nei meandri Leggi tutto

Nascosta tra le verdi colline del Piemonte, la Reggia di Venaria raccoglie meraviglie storiche ed artistiche e rappresenta un’opera maestosa e un’icona di splendore artistico che continua a incantare visitatori provenienti da ogni angolo del mondo.

Situata a pochi chilometri da Torino, questa sontuosa dimora reale, offre un’esperienza straordinaria attraverso la sua architettura sfarzosa, i giardini incantevoli e le collezioni d’arte eccezionali.

Venaria Reale esterno

La maestosa Reggia di Venaria, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, vanta un’architettura barocca che affascina con la sua magnificenza. I visitatori rimangono estasiati dalla sontuosità degli interni decorati con affreschi straordinari, soffitti dorati e dettagli architettonici finemente scolpiti che raccontano la storia della nobiltà italiana.

Gli appassionati d’arte troveranno pane per i loro denti nelle numerose gallerie espositive che ospitano opere di artisti rinomati. Dai dipinti rinascimentali ai capolavori barocchi, la collezione comprende opere di artisti celebri come Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona e molti altri.

Come raggiungerla

Per raggiungere la Reggia di Venaria da Torino, ci sono diversi modi comodi e pratici.

In Auto:

  • Prendi la tangenziale di Torino (A55) in direzione nord.
  • Prendi l’uscita “Venaria Reale” e segui le indicazioni per la Reggia di Venaria.

In Bus:

Le gallerie

La Reggia di Venaria Reale è una gemma architettonica che offre un’esperienza straordinaria di meraviglie storiche ed artistiche, impreziosita dalle numerose stanze che si susseguono, ciascuna con la propria storia e bellezza unica.

Galleria Venaria Reale

Scopriamo insieme le principali gallerie visitabili all’interno di questo palazzo storico:

1. Sale di Diana e Apollo

Le Sale di Diana e Apollo accolgono i visitatori con la loro magnificenza. Decorate con affreschi e stucchi raffinati, queste stanze rappresentano la quintessenza del gusto barocco, testimoniando il fasto e la sontuosità dell’epoca.

2. Stanze dei Duchi e delle Duchesse

Queste stanze sono un omaggio alla vita quotidiana della nobiltà. I visitatori possono ammirare camere da letto sfarzose, sale da ballo e spazi privati, immergendosi nell’intimità delle vite dei duchi e delle duchesse di epoche passate.

3. Galleria di Diana

Questo spazio espositivo è famoso per ospitare una vasta gamma di opere d’arte pregiata. I visitatori possono ammirare dipinti di artisti rinomati come Tiziano, Rubens, e altri maestri del Rinascimento e del Barocco.

Oltre all’imponenza artistica, la Galleria di Diana suscita emozioni profonde. È un luogo che invita alla contemplazione, dove la bellezza delle opere d’arte fa vibrare corde invisibili nel cuore di chi si lascia incantare da tanta magnificenza.

Galleria di Diana Venaria Reale

4. Sale delle Battaglie e Sale delle Arti

Le Sale delle Battaglie sono un’ode alla grandezza ilitare, con dipinti epici che narrano vittorie storiche. Le Sale delle Arti, invece, sono uno spazio dedicato alle arti decorative, con opere che mostrano la maestria degli artigiani dell’epoca.

5. Appartamenti di Vittorio Emanuele II

Questi appartamenti narrano la storia più recente della Reggia, offrendo uno sguardo nell’intimità della vita di Vittorio Emanuele II. Camere lussuose e arredi regali rivelano il gusto e lo stile dell’epoca.

6. Cappella di Sant’Uberto

Un gioiello di architettura religiosa, la Cappella di Sant’Uberto è un punto di riferimento per gli amanti dell’arte sacra. Decorata con affreschi e sculture di pregevole fattura, offre un’esperienza spirituale e artistica unica.

La Cappella di Sant’Uberto è stata un luogo di preghiera e contemplazione per i membri della famiglia reale e per la corte. La sua atmosfera raccolta e solenne, unita alla bellezza delle decorazioni, trasmette una sensazione di spiritualità e di importanza storica.

Cappella Sant'Uberto

La Cappella è dedicata a Sant’Uberto, patrono dei cacciatori e degli ambienti rurali. Sant’Uberto, originario dell’VIII secolo, è stato vescovo di Liegi, in Belgio, ed è venerato nella tradizione cattolica come santo protettore dei cacciatori, dei boscaioli e degli animali selvatici.

7. Sale delle Feste e Salone delle Guardie

Le Sale delle Feste sono testimonianza degli eventi più sontuosi tenuti nella Reggia, con magnifici soffitti affrescati e arredi sontuosi. Il Salone delle Guardie, invece, racconta la storia delle guardie che presidiavano la residenza reale.

Il bucintoro e le carrozze

Nelle ex scuderie della reggia è possibile ammirare il “bucintoro” ovvero una tipologia di imbarcazione utilizzata per le cerimonie ufficiali a Venezia durante la Repubblica Serenissima.

Bucintoro Venara Reale

La Reggia di Venaria è conosciuta anche per la sua collezione di carrozze storiche, le quali fanno parte del Museo delle Carrozze presente al suo interno. Queste carrozze, simbolo di lusso e eleganza del passato, sono esposte in diverse sale della reggia, offrendo ai visitatori un’immersione nella storia del trasporto regale.

Le carrozze esposte rappresentano vari periodi storici e stili artistici differenti. Molte di esse sono state utilizzate dalla nobiltà e dalla famiglia reale per viaggi, cerimonie ufficiali e eventi di prestigio. Ogni carrozza è un capolavoro artigianale, riccamente decorate e realizzate con materiali pregiati.

I giardini

I giardini della Reggia di Venaria sono un’opera d’arte a cielo aperto. Con una combinazione di parterre all’italiana, percorsi verdi, fontane e vasche, questi giardini paesaggistici incantano con la loro bellezza e il loro design impeccabile.

Giardini Venaria Reale

I visitatori possono godere di piacevoli passeggiate attraverso sentieri ben curati e percorsi che permettono di esplorare i vari angoli dei giardini. È possibile passeggiare tra alberi secolari, siepi artistiche e giardini tematici, offrendo un’esperienza di tranquillità e contemplazione.

Le fontane coreografiche e le vasche d’acqua sono elementi distintivi dei giardini della reggia. Il gioco dell’acqua, le sculture e le composizioni architettoniche offrono spettacoli mozzafiato e creano un’atmosfera rinfrescante e suggestiva.

I giardini spesso ospitano eventi culturali, spettacoli e attività ricreative che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente. Concerti, mostre floreali o eventi legati al mondo naturalistico possono arricchire ulteriormente la visita.

CONSIGLI

Se vuoi scoprire ulteriori curiosità su questa dimora storica e sui Savoia, partecipa ad un tour guidato:

visita guidata della Reggia di Venaria Reale

 

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Cosa vedere a Torino in un giorno

Un venerdì sera tornata da lavoro sono andata a fare una passeggiata in via Po ed ho notato che era aperta una Chiesa che mi ha sempre incuriosito, perché incastonata tra le case di una delle vie più importanti della città: la Chiesa di San Francesco Da Paola a Torino.

Chiesa di San Francesco Da Paola

Entro, inizio a fare un po’ di foto e vedo una persona che mi guarda, continuo a scattare ma poi mi avvicino al signore che decide di presentarsi: “Ciao io sono il parroco, hai bisogno di aiuto?”. Io gli rispondo: “Piacere, vorrei fare un reportage sulla Chiesa, può fornirmi delle informazioni?”. Soddisfatto mi risponde: “Si, felice di esserti utile!”.

Questa Chiesa che si chiama San Francesco da Paola, è stata costruita grazie alle generose elargizioni di Cristina di Francia, del principe cardinale Maurizio di Savoia ed è l’unico elemento rimasto dell’antico complesso architettonico del convento dei Minimi, l’ordine religioso fondato da San Francesco da Paola e soppresso nei primi anni dell’800. A causa di ciò, per un breve periodo l’intera area fu oggetto di degrado, ma tra il 2008 e il 2018 fu quasi interamente restaurata.

La facciata ha subito diversi cambiamenti ed è diventata molto più sobria rispetto al progetto iniziale. È costituita nella parte sovrastante da un frontone triangolare e nella parte sottostante da un finestrone barocco che ospita uno stemma marmoreo con la croce sabauda del duca Vittorio Amedeo I, intrecciata con i gigli di Maria Cristina di Francia.

L’interno è veramente stupefacente perché costituito da preziosi marmi policromi che incastonano l’altare maggiore, i dipinti, i confessionali, l’organo e la bellissima cappella della beata Vergine Maria Ausiliatrice.

L’altare maggiore

L’altare maggiore della chiesa di San Francesco Da Paola, fu progettato dall’architetto Amedeo di Castellamonte e realizzato tra il 1653 e il 1665 ed è costituito da quattro colonne tortili in marmo policromo che incorniciano una pala raffigurante la gloria di San Francesco da Paola, nella quale è raffigurato il Santo che sale in cielo circondato dagli angeli che lo sorreggono.

Altare Chiesa San Francesco Da Paola

In basso ritroviamo Cristina di Francia inginocchiata in atto di supplica per ottenere in dono la maternità e come ringraziamento i suoi due figli.

La cappella della Beata Vergine Maria

Quando sono entrata nella chiesa di San Francesco Da Paola, dopo aver dato una prima occhiata in generale, sono stata attratta come da una forza maggiore dalla cappella della Beata Vergine Maria. È costituita da un altare sopra il quale si trova una nicchia dorata al cui interno è collocata la statua della Madonna del Buon Soccorso con in braccio il bambino Gesù.

La cappella della Beata Vergine Maria

La storia narra che Don Bosco spesso venisse a pregare in questa cappella la stessa Madonna alla quale in seguito, dedicherà il santuario di Maria Ausiliatrice in Valdocco.

Se siete curiosi potete andare a leggere la storia nel mio articolo sulla Basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

La cappella della Santissima Trinità

I padri minimi donarono nel 1694 una delle cappelle al marchese Morozzo della Rocca che la allestirà a sue spese. Gli verrà così concesso non solo di realizzare le sepolture della sua famiglia al di sotto della sua cappella, ma anche di poter ampliare le tombe che si trovavano sotto la chiesa.

La cappella della Santissima Trinità

Nella cappella è presente una bellissima pala d’altare dipinta da Andrea Martinez, nipote di Juvarra, che raffigura il Transito di San Giuseppe assistito da Gesù e da Maria.

All’interno della chiesa di San Francesco Da Paola sono presenti altre quattro cappelle barocche che vi consiglio di ammirare quali: la cappella di santa Genoveffa, la cappella di San Michele, la cappella del Crocifisso e la cappella dell’Immacolata Concezione.

Organo

Inoltre se vi girate verso il fondo della chiesa potrete ammirare il bellissimo organo che è stato donato nel 1687 dal conte Amoretti come segno di devozione verso San Francesco da Paola.

La Sacrestia

Gentilmente il parroco mi ha fatto anche visitare la Sacrestia per farmi ammirare un ambiente unico nel suo genere, arredato con ampi armadi barocchi in legno e un lavatoio ancora funzionante.

La sacrestia

Inoltre è presente un grande dipinto che raffigura Il Sacro Cuore di Gesù e sono qui conservati gli unici due dipinti superstiti da una serie di quattordici ovali che ornavano le porte dell’ex dormitorio.

Dove si trova il mercato più famoso di Torino? A Porta Palazzo c’è il mercato più grande d’Europa.

Come arrivare a Porta Palazzo con i mezzi pubblici

Tram:               tram        Bus: 11

Per arrivare al mercato di Porta Palazzo, presso la stazione di Porta Nuova prendere i mezzi tram o bus alla fermata Porta Nuova a e scendere alla fermata Porta Palazzo per iniziare il tour a piedi.

Cliccate sul numero del tram o bus nei link sopra per vedere il tragitto o andate sul sito ufficiale GTT TORINO: http://www.gtt.to.it/cms/

Porta Palazzo

Per arrivare a Porta Palazzo che ospita il mercato più grande d’Europa, da Piazza Castello, prendete via Garibaldi poi girate a destra in via Milano ed arriverete nel quartiere più multietnico di Torino.

Qui si trova il mercato all’aperto più grande d’Europa che si tiene nella piazza che viene denominata dai torinesi Porta Palazzo, anche se in realtà il nome ufficiale è Piazza della Repubblica“.

A Porta Palazzo c'è il mercato più grande d'Europa

Un po’ di storia: dopo vari cambiamenti il mercato si stabilì qui definitivamente nel 1835, anno in cui un manifesto vicariale, a causa del diffondersi colera, proibì la vendita di prodotti ortofrutticoli nelle altre piazze della città.

Sullo spiazzo si affaccia “L’antica tettoia dell’orologiotipico esempio di struttura metallica eretta nel 1916, all’interno della quale si trova un mercato coperto dove sono presenti solo prodotti alimentari, suddivisi in 88 punti-vendita numerati.

Una curiosità: all’esterno di questa tettoia negli anni si è creato in parallelo un mercato spontaneo all’aperto costituito da contadini, che vendevano prodotti agricoli direttamente ai consumatori. Nel tempo si aggiunsero piccoli artigiani e commercianti con merci di dubbia provenienza o scarsa qualità. Per questo tale porzione di mercato venne denominata dai torinesi “l mercà dij busiard” (il mercato dei bugiardi), anche se comunque riscuoteva un buon successo per merito dei prezzi assai contenuti.

Tettoia orologio Porta Palazzo

Visitando questo rione ci si ritroverà immersi in un mondo di colori e tradizioni che non hanno eguali nel contesto torinese. Questa eccezionale mescolanza di culture ha origine dal passato del quartiere che, da sempre zona popolare della città, ha fornito prima ospitalità alle diverse ondate migratorie che hanno interessato Torino nel corso degli anni, provenienti inizialmente dal sud Italia e in seguito dall’estero.

Qui ha sede infatti una delle più grandi comunità marocchine di Torino che con il tempo ha aperto negozi di tradizione islamica. Bazar, macellerie e ristoranti. Se siete amanti della cucina araba vi suggerisco assolutamente di andare a mangiare in una delle locande che si trovano nelle vie interne, nelle quali potrete mangiare dell’ottimo cous cous e dove sarete sicuramene i benvenuti visto l’eccezionale livello di integrazione tra marocchini, torinesi e turisti.

Porta Palazzo c'è il mercato più grande d'Europa

Dopo aver visitato il mercato, fate un giro nel dedalo di viuzze che lo circondano e vi ritroverete di colpo immersi in un’atmosfera magica, d’altri tempi. In questa zona storica di Torino meno conosciuta dai turisti troverete, oltre ai tanti negozi di antiquariato, anche tantissime trattorie che propongono cucina tipica piemontese a prezzi davvero accessibili.

Balon, il mercatino dell’antiquariato

Il sabato è il giorno in cui mi diverto di più ad andare a Porta Palazzo in cui è presente il mercato all’aperto più grande d’Europa. Infatti tra le vie Goffredo Mameli, via Borgo Dora e via Bernardino Lanino, si tiene il Balon, famoso mercatino delle pulci e dell’antiquariato, considerato a buon titolo come una delle istituzioni cittadine. Le strette viuzze sono piene di bancarelle che vendono ogni genere di oggetti usati come mobili, giocattoli, abbigliamento, casalinghi, dischi in vinile, libri usati, artigianato italiano ed etnico e le stradine sono invase da una moltitudine di gente di tutte le nazionalità, che contrattata con i commercianti delle bancarelle per strappare il prezzo migliore e portare a casa il suo oggetto vintage. Quello che mi piace di più è osservare la mescolanza di colori, profumi ed etnie che in quel momento concorrono ad un unico scopo: fare un affare e cercare di tirare giù il prezzo per accaparrarsi il loro oggetto del desiderio.

Viette degli artigiani Porta Palazzo

Vi racconto un aneddoto personale. Anni fa mi ero decisa finalmente a comprare una bicicletta per andare al lavoro. Dopo essermi recata in vari negozi per trovare il modello giusto che mi facesse toccare con i piedi per terra – visto che sono bassina!! – ho chiesto ad un mio amico di accompagnarmi al Balon. Dopo aver girato a lungo, abbiamo finalmente trovato la via degli artigiani. Mi aggiro guardinga tra i tanti oggetti proposti e finalmente la vedo: azzurra e un po’ arrugginita. Ci salgo sopra per fare un giro dell’isolato ed è amore a prima vista. Inizio anch’io il momento della contrattazione e riesco a portarmela via per pochi euro. Forse non ci crederete, ma sono passati sette anni ed io ancora uso quella bicicletta. Ne ho comprata una più moderna, ma non c’è mai stato feeling, così l’ho rivenduta ed ancora oggi scorrazzo per le strade della città con la mia “Sarina” azzurra!!

Inoltre ogni seconda domenica del mese bar, ristoranti, bancarelle e negozi danno vita al Gran Balon, manifestazione a cui partecipano 250 espositori e i numerosi negozi di antiquariato della zona. L’avvenimento si ripete regolarmente tutti i mesi dell’anno.

Galleria Umberto I

Se volete finire la visita in bellezza, attraversate la Galleria Umberto I. Quest’area dal 1575 fu sede dell’Ospedale Mauriziano, il più grande ospedale della città di Torino fino al 1884 anno in cui fu poi trasferito.

Passeggiando tra i suoi corridoi dove si trovano ancora parecchie attività storiche affiancate da bar e ristoranti moderni, potrete ammirare la sua particolare architettura in vetro e metallo.

Galleria Umberto I Torino

Curiosità musicali e cinematografiche

Molte le canzoni popolari piemontesi furono dedicate a Porta Palazzo, da Tome tomin di Pino Cerruti, a quelle del noto cantautore folk piemontese Gipo Farassino, che nacque poco distante da qui. Per i primi anni della sua carriera fu chiamato Gioanin ‘d Pòrta Pila e compose e cantò alcuni brani dedicati alla zona, quali, ad esempio, la raccolta Le canson ëd Pòrta Pila.

Il cantautore Gianmaria Testa scrisse una canzone intitolata Al mercato di Porta Palazzo, il cui testo della canzone narra di una ragazza che sotto una copiosa nevicata, partorisce un bambino nella piazza del mercato.

Nel film La donna della domenica di Luigi Comencini molte scene furono girate nell’ affollato mercato del Balon.

La piazza viene inquadrata anche nel film Al bar dello sport, di Francesco Massaro che è stato interamente girato a Torino.

Infine un’intera puntata della serie di documentari Food Markets: Profumi e Sapori a Km 0, girata dalla casa di produzione cinematografica torinese Stefilm, è stata dedicata a Porta Palazzo,

Se vi fermate a Torino più giorni, potete consultare gli altri itinerari per visitare le bellezze del centro storico:

Cosa vedere a Torino in un giorno
Cosa vedere a Torino in due giorni: un itinerario tra piazze e musei

Questo itinerario che consiste in una breve visita di Torino tra piazze e palazzi storici, vi farà addentare nei meandri della simbologia esoterica di cui questa città è impregnata.

Girare Torino con i mezzi pubblici

Vi chiederete: “Che cosa c’è da vedere a Torino?”. Ho creato degli itinerari su misura per chi desidera fare una passeggiata guidata sia a piedi che con i mezzi per vedere innanzitutto il centro e le sue bellezze.

Poiché Torino è molto ben collegata con i mezzi pubblici e con la metropolitana, vi indicherò le possibili combinazioni di tram e bus per visitarla in tutta tranquillità.

Ho creato per voi una piccola mappa che potete anche scaricare sul link sottostante, così potrete orientarvi meglio e capire dove sono ubicati i monumenti che descrivo nell’articolo. Potete salvarla e poi stamparla per portarvela dietro in formato cartaceo.

Un breve giro a Torino tra piazze e palazzi storici_

Per aprire e stampare la mappa scaricabile, cliccate sul link qui sotto:

                   

Un breve giro a Torino tra piazze e palazzi storici

Piazza Solferino

Per arrivare con i mezzi pubblici

In questa breve visita di Torino come primo luogo ammiriamo piazza Solferino.

Per arrivarci con i mezzi pubblici da Porta Nuova dovete recarvi in Corso Re Umberto e poi prendere i bus 14 o 63 in direzione Solferino e scendere al capolinea.

Bus: 14, 63

tram

Il nome Piazza Solferino deriva dal comune di Solferino in provincia di Mantova dove fu combattuta la famosa battaglia il 24 giugno del 1859, nella quale le truppe franco-piemontesi vinsero contro gli austriaci durante la seconda guerra d’indipendenza.

Mentre oggi la piazza si trova in pieno centro, nell’antichità delimitava i confini meridionali dell’antico Castrum Romano ovvero la periferia della città. Era conosciuta prima come piazza del mercato del legno, poi come piazza del bosco ed inoltre come piazza dei combustibili.

Nella piazza troviamo vari monumenti degni di nota.

  1. Innanzitutto la fontana Angelica costituita da quattro gruppi di statue che rappresentano le stagioni. Fu voluta dal ministro Bajnotti come omaggio alla memoria dei suoi genitori. Egli voleva che fosse costruita in piazza San Giovanni, ma lo scultore incaricato della sua realizzazione – Giovanni Riva – ritenne opportuno spostarla in piazza Solferino e venne infine inaugurata nel 1929.

Fontana Angelica

Questa statua è famosa per la sua presunta simbologia esoterica. Le statue poste sulla fontana, rappresentano le quattro stagioni. Le due statue femminili riproducono la primavera e l’estate e rappresentano il sacro e l’amore. Invece le statue maschili ritraggono l’autunno e l’inverno riprodotti dai leggendari guardiani delle colonne d’Ercole. L’acqua che sgorga rappresenta la conoscenza. Ai piedi della statua troviamo delle pigne la cui struttura a scaglie è simbolo di fratellanza, concetto già presente nell’estate in cui sono raffigurate l’uva e delle melagrane. Infine i semi contenuti nelle pigne rappresentano la conoscenza esoterica riservata solo a pochi eletti.

2.  Di fianco alla fontana sulla destra troviamo il Teatro Alfieri uno dei più frequentati della città.

3. Il monumento equestre dedicato a Ferdinando di Savoia duca di Genova.

Monumento equestre

Molto suggestivo, fu costruito per ricordare la sanguinosa battaglia di Novara, rappresentando il cavallo ferito mentre si sta accasciando al suolo per il dolore. Il combattimento si concluse con la vittoria del maresciallo Radetzky che era a capo dell’esercito imperiale austriaco, che sconfisse l’esercito piemontese nella battaglia della Bicocca. Una curiosità: ogni anno a Novara viene celebrata la battaglia con rievocazione storica in costume.

4. Poco distante troviamo il monumento che ritrae Giuseppe Farina nell’atto di leggere un documento. La statua commemora il               patriota risorgimentale che contribuì all’unificazione nazionale e fu anche scrittore e politico.

Giuseppe Farina

 

5. Alla sinistra si trova una gigantesca testa di donna in bronzo dal peso di quasi 2 tonnellate che si chiama Hoy es Hoy del                         messicano Javier Martin che celebra due aspetti umani: quello intellettuale e quello emotivo.

Un breve giro a Torino tra piazze e palazzi storici

Palazzo Scaglia di Verrua

Per continuare una breve visita di Torino tra piazze e palazzi storici, da Piazza Solferino recatevi in via Cernaia che è la grande strada in cui passano bus e tram ed auto davanti alla statua Angelica, alla prima traversa girate a sinistra e vi ritroverete in via Stampatori. Arrivate al numero 4 e riconoscerete Palazzo Scaglia di Verrua.

Palazzo Scaglia Verrua

Merita una visita perché è l’unico palazzo cinquecentesco a conservare l’aspetto rinascimentale originario, senza essere mai stato modificato. Giacomo Solaro generale delle finanze tra il 1590 e il 1600 iniziò a comprare porzioni della casa che appartenevano ad altri proprietari e nel 1603 commissionò ad Antonino Parentani di affrescare sia la parte esterna che il cortile. Ancora oggi sono visibili gli affreschi colorati che rappresentano scene allegoriche, paesaggi e blasoni.

Palazzo Saluzzo Paesana

Palazzo Saluzzo Paesana che occupa un intero isolato tra via Garibaldi e l’incrocio con via della Consolata, fu voluto da Baldassarre Saluzzo di Paesana e progettato da Gian Giacomo Plantery tra il 1715 e il 1722, che lo concepì come una seconda reggia per far concorrenza a Palazzo Reale.

Entrando troviamo un enorme cortile che ospitava le scuderie e gli alloggi per la servitù ed ai piani superiori si trovavano gli appartamenti sia in vendita che in affitto, che ospitavano famiglie altoborghesi.

Ora le sale settecentesche del palazzo accolgono mostre d’arte, concerti ed attività culturali. Sono spesso allestite mostre d’arte contemporanea personali e collettive.

Palazzo Saluzzo Paesana

Infine una curiosità un po’ macabra. Fu ritrovato nelle cantine del palazzo il cadavere di una bambina che era sparita pochi mesi prima. Dopo varie indagini fu trovato il colpevole che era Giovanni Gioli, addetto alla raccolta della spazzatura del palazzo. L’incriminato subì un processo che non portò alla pena di morte, come tutti i cittadini ed istituzioni avrebbero desiderato, ma ad una condanna a 25 anni di carcere nel quale Gioli morì dopo soli otto anni.

Piazza Statuto

Ultima tappa per una breve visita di Torino tra piazze e palazzi storici visitiamo Piazza Statuto.

tram

Per raggiungere piazza Statuto con i mezzi pubblici da Porta Nuova ci sono due opzioni:

1) metropolitana linea A verso Fermi Scendete a XVIII dicembre e fare una breve passeggiata a piedi

2) Bus 52, direzione Scialoja scendere a Cernaia poi vi recate in via Cernaia e prendete il tram 13 o i bus 55 – 56 72 e scendete alla fermata XVIII dicembre

3) Da Piazza Castello: tram 13 o bus 55 – 56 e scendete alla fermata XVIII dicembre

Piazza Statuto ha una forma allungata ed è circondata da portici di epoca reale, che permettevano ai Savoia di fare una passeggiata anche con la pioggia.

Statua Frejus

Al centro si trova la fontana del Traforo del Frejus costruita da pietre che provengono proprio dal traforo medesimo, voluta dal Conte di Veglio presidente dell’Accademia delle Belle Arti. In cima si trova il Genio Alato che portava sul capo una stella a cinque punte simbolo di conoscenza e ai piedi le statue dei Titani che raffiguravano l’allegoria di come la forza della ragione (il genio alato) abbia la meglio sulla forza bruta (i titani). Una seconda interpretazione vedrebbe nelle statue stanche dei Titani la rappresentazione della sofferenza dei lavoratori che costruirono il traforo del Frejus, quindi un monumento commemorativo.

Una curiosità: la stella bronzea in capo all’angelo cadde a causa di un forte temporale e non fu più ritrovata, né sostituita.

Se rimanete a Torino per più giorni, utilizzate gli altri itinerari per visitare il centro di Torino:

Cosa vedere a Torino in un giorno
Cosa vedere a Torino in due giorni: un itinerario tra piazze e musei
Da vedere a Torino centro. Una passeggiata tra vicoli e musei