Tour 2-3 giorni

Monforte D'Alba
Se c'è un luogo nelle Langhe UNESCO dove l'arte, la storia del vino e la grande musica si incontrano, quello Leggi tutto
Cosa vedere a Siena in 3 giorni Ii Facciatone
Siena non è una città da "mordi e fuggi". È un luogo che ti scruta, che ti mette alla prova Leggi tutto
Monforte D'Alba
Se c'è una regione italiana che unisce bellezza storica, arte e un'atmosfera serena ideale per chi viaggia da solo o Leggi tutto
Se sogni un weekend tra mare turchese, città storiche e panorami mediterranei, Malta è la meta perfetta. In soli 3 Leggi tutto

Se c’è un luogo nelle Langhe UNESCO dove l’arte, la storia del vino e la grande musica si incontrano, quello è Monforte d’Alba.

Vi propongo qui l’itinerario perfetto, un percorso completo che vi guiderà attraverso le bellezze essenziali di questo borgo: dai suoi tesori sacri ai panorami infiniti sui vigneti di Barolo.

La maestosità della Madonna della Neve

Iniziamo la visita dalla Chiesa Parrocchiale della Madonna della Neve. Parcheggiate l’auto nel piazzale, dove la vostra attenzione sarà catturata dalla scultura monumentale “Io sono la chiave” dell’artista Franco Sebastiano Alessandria.

o sono la chiave Monforte d'Alba

Questa imponente opera in metallo raffigura un Cristo crocifisso alto oltre tre metri, interamente forgiato utilizzando chiavi antiche (che compongono la figura di Gesù) e serrature (il basamento e la croce) e simboleggia la fede cristiana, rappresentando la figura di Gesù Cristo crocifisso e il sacrificio di Cristo per la salvezza dell’umanità.

Nel cuore suggestivo di Monforte d’Alba, la Chiesa della Madonna della Neve (conosciuta come il Duomo) si rivela come un autentico scrigno di storia e bellezza, nonché la scelta d’elezione per le coppie che desiderano un matrimonio intriso di charme e significato. Sebbene l’architettura imponente crei un’atmosfera profondamente suggestiva, la chiesa è di fatto un esempio di chiaro stile neogotico, relativamente recente, costruito tra il 1909 e il 1912.

Chiesa di Nostra Signora della Neve Monforte Alba

La facciata è resa scenografica da una doppia scalinata che conduce al portale principale. Questo ingresso maggiore, incorniciato in pietra e dotato di lunetta in bassorilievo, è affiancato da due ingressi laterali più piccoli. La parte superiore si completa con un gioco di archetti e due pinnacoli slanciati. Sul lato sinistro, domina il maestoso campanile alto 54 metri.

All’interno, la chiesa si sviluppa su una pianta a croce latina, dove quattro possenti colonne sostengono la volta centrale, decorata con affreschi dorati e blu. L’altare in marmo e le scene affrescate dedicate a Maria nel transetto completano la ricchezza di questo luogo, unendo solennità storica e scenari fotogenici.

Chiesa della Madonna della Neve interni

Varcate la soglia di questo edificio, ricostruito in stile Neo-Gotico tra il 1909 e il 1912. Gli splendidi interni a croce latina, con le loro ampie volte a crociera, sono un inno al cielo: sono decorati prevalentemente in blu cobalto e azzurro pastello. Questa decorazione (opera di Fedele Finati) crea un’atmosfera serena e maestosa, mentre gli affreschi nel transetto di Luigi Morgari completano la ricchezza visiva di questo tesoro in Langa.

Salita emozionale: borgo, panorama e anima Jazz

Lasciata l’eleganza della chiesa, avventuratevi nelle stradine acciottolate del centro storico, il “Monfortine”. La salita graduale è un piacere per gli occhi, tra scorci medievali e antiche case in pietra.

Al culmine, trovate l’iconico Auditorium Horszowski. Questo non è un teatro costruito, ma un magnifico anfiteatro naturale, ricavato dalla piazza antica sfruttando la pendenza del terreno. La sua bellezza è data dal fondale storico: la Torre Campanaria romanica (resto della chiesa medievale demolita), le mura del Castello Scarampi e gli Oratori antichi che incorniciano il palco.

L’Auditorium è stato intitolato nel 1986 al celebre pianista polacco Mieczysław Horszowski in occasione di un suo memorabile concerto. La particolare conformazione geologica e la ricchezza delle mura circostanti conferiscono a questo luogo una acustica straordinaria e un’atmosfera sospesa nel tempo, rendendolo una delle location all’aperto più suggestive al mondo.

Il ritmo di Monforte: Monfortinjazz

Proprio in questo scenario da sogno, ogni estate (solitamente tra luglio e agosto), prende vita il Monfortinjazz. Non è solo un festival, ma una delle rassegne jazzistiche più prestigiose d’Italia.

Nato dall’intuizione di valorizzare la bellezza dell’Auditorium, il festival è cresciuto negli anni fino ad attrarre artisti internazionali di altissimo calibro (come Chick Corea, Pat Metheny e Jan Garbarek), che si esibiscono in un contesto intimo e magico.

Ascoltare musica jazz di fama mondiale avvolti dal silenzio delle colline e dalla magia di un tramonto piemontese è un’esperienza che unisce arte, paesaggio e alta cultura.

Se pianificate la visita in quel periodo, assicuratevi di controllare il calendario degli eventi: il Monfortinjazz è il motivo per cui Monforte è conosciuta ben oltre i confini del vino.

La Panchina Gigante: il progetto e la visione di Chris Bangle

Dopo l’immersione nel borgo, la Big Bench (Panchina Gigante), situata in posizione panoramica, vi attende.

Questa installazione fuori scala fa parte del Big Bench Community Project (BBCC), un’iniziativa culturale e turistica ideata dal famoso designer americano Chris Bangle e da sua moglie Catherine, che hanno scelto le Langhe come loro casa.

anchina gigante Monforte d'Alba

Obiettivi e impatto del progetto

Nata nel 2010 a Clavesana, l’idea è diventata un movimento no-profit con due scopi principali:

  1. Nuova prospettiva: l’installazione di una panchina, ingrandita fuori misura, vuole farci sentire di nuovo bambini, offrendo una prospettiva unica e “ridimensionata” sulla grandezza del paesaggio. Sedersi sulla panchina è un invito a rallentare e a godersi la bellezza delle colline UNESCO.

  2. Valorizzazione del territorio: il progetto è gestito come iniziativa comunitaria. Le panchine vengono realizzate esclusivamente con fondi privati e il lavoro di volontari e artigiani locali. La fondazione BBCC fornisce gratuitamente il design e il marchio, ma esige che il comune ospitante si impegni a valorizzare le eccellenze artigiane del posto e a promuovere il turismo sostenibile nelle aree rurali meno battute.

Pause di gusto: i sapori autentici delle Langhe

Monforte è sinonimo di eccellenza enogastronomica. Per la pausa pranzo, le osterie locali vi offriranno il meglio della tradizione Piemontese.

Assolutamente da gustare le saporite carni (come il brasato al Barolo o il vitello tonnato e gli iconici plin (piccoli ravioli) magari insaporiti con una grattugiata di tartufo che potreste trovare nel territorio circostante, sperimentando l’esperienza di una caccia al tartufo unendovi a un esperto cercatore di tartufi e ai suoi cani addestrati.

Agnolotti Plin

Per concludere, non perdetevi i dolci iconici: l’imperdibile Torta di Nocciole (spesso servita con zabaione caldo), il cremoso Bunet (budino di cacao e amaretti) o la classica Panna Cotta. Non dimenticate di abbinare il tutto con un calice di Barolo DOCG o un Moscato per il dessert.

Non perdetevi poi un’esperienza autentica con una visita in una cantina di produzione vitivinicola.

Passeggiata tra i filari fino alla Chiesa colorata

L’ultima tappa richiede un breve spostamento in auto per raggiungere la zona collinare esterna. Parcheggiate e godetevi l’ultima passeggiata tra i filari che vi condurrà alla suggestiva Cappella della Madonna delle Grazie, l’indimenticabile “chiesetta colorata” (spesso chiamata Cappella del Barolo).

L’edificio fu costruito nel 1914 come semplice riparo per i contadini dalle intemperie (come grandine e temporali) e non fu mai consacrato. Dopo l’acquisto del vigneto Brunate da parte della famiglia vinicola Ceretto nel 1970, la struttura cadde in uno stato di abbandono, riducendosi a un rudere e venendo usata persino come deposito per attrezzi agricoli (poteva contenere un trattore!).

Cappella di Coazzolo

Fu l’intuizione della famiglia Ceretto, guidata dal desiderio di creare un progetto che unisse il prestigio del Barolo con l’arte contemporanea, a salvare il rudere.

Nel 1999 fu commissionato il restauro a due giganti internazionali:

Questa trasformazione cromatica e artistica ha reso la Cappella un simbolo di rinascita culturale, elevandola da semplice rudere a icona delle Langhe UNESCO.

Monforte d’Alba è un gioiello che merita ogni chilometro. Quindi salva questo articolo per pianificare il tuo prossimo weekend tra il Barolo e l’arte. Lasciati meravigliare dalla magia delle Langhe UNESCO!

NOTA FINALE

Alcuni link che trovi nell’articolo sono affiliati: questo significa che, se decidi di prenotare attraverso di essi, riceverò una piccola commissione che mi aiuta a mantenere vivo il blog e a continuare a viaggiare lentamente per raccontarti nuovi luoghi autentici, senza alcun costo extra per te. Grazie per il tuo sostegno.

 

Se ti è stato utile questo articolo, ti potrà anche interessare:

Barolo in un giorno: cosa vedere e fare nella capitale del vino Piemontese

Siena non è una città da “mordi e fuggi”. È un luogo che ti scruta, che ti mette alla prova tra le sue vie acciottolate e che si concede solo a chi sa guardare dove gli altri passano dritti. Dopo averla visitata tutta, ho capito che la sua vera magia non sta nei grandi monumenti da cartolina, ma nei dettagli che nessuno ti racconta.

Se volete viverla davvero, dimenticate il navigatore: ho scritto per voi un itinerario, che vi svela monumenti, leggende e cibo tipico.

Giorno 1: il battito del Campo e la voce del “Mangia”

Il mio primo rito è sempre lo stesso: arrivo in Piazza del Campo e mi siedo sul mattonato rosso, proprio lì, nella “conchiglia“.

Piazza del Campo Siena

Si chiama così perchè è stata modellata su un antico campo agricolo, inclinata verso la Fonte Gaia per far defluire l’acqua e divisa in nove grandi spicchi. che rappresentano i nove Signori che la governarono nel suo periodo di massimo splendore.

Fonte Gaia: l’acqua che fece impazzire di gioia i senesi

Cosa vedere a Siena in 3 giorni Fonte Gaia

La torre del Mangia

Davanti a me svetta la torre del Mangia, 87 metri di puro orgoglio. La amo perché è nata da una sfida: doveva pareggiare al centimetro l’altezza del campanile del Duomo, per gridare al mondo che Stato e Chiesa qui hanno lo stesso peso.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni Ii Facciatone

Inoltre la chiamano così in omaggio a Giovanni di Balduccio, il primo custode detto il “Mangiaguadagni” perché spendeva tutto nelle taverne. Se avete fiato, salite i suoi 400 gradini: arriverete faccia a faccia con Sunto, la grande campana che è la voce di Siena. Originariamente aveva un uso civico e batteva le ore e chiamava le adunanze. Oggi scandisce i tempi del corteo storico, accompagnandone l’intero svolgimento. Il nome Sunto deriva dal fatto che la campana è dedicata a Maria Vergine Assunta in cielo.

Sulla piazza affacciano dei meravigliosi dimore nobiliari e all’interno di Palazzo Pubblico si trova il Museo Civico che si trova al primo piano e nei quali sono conservati i capolavori dell’arte senese.

La loggia della mercanzia

Nella mia visita passo sempre davanti alla loggia della mercanzia celebre perchè qui  Antonio Federighi realizzò le magnifiche statue di Sant’Ansano e San Vittore, entrambe raffigurate mentre volgono con fierezza e orgoglio lo sguardo verso destra, in direzione di Firenze, quasi a voler proteggere la città dalla sua antica e irriducibile rivale. Qui inoltre era il luogo dove un tempo i mercanti decidevano le sorti dell’economia europea. È il punto esatto in cui la città respira e si incrocia.

Per pranzo, non accetto compromessi: vado da Tuscanello dove ordino i pici: grossi, irregolari, fatti a mano. È il mio “comfort food” senese.

Giorno 2: una vista pazzesca sulla città

C’è un appuntamento a cui non manco mai: la salita al Facciatone al mattino presto. È il relitto di quello che doveva essere il Duomo Nuovo, una cattedrale così immensa che la peste decise di fermare per sempre.

Vi consiglio di puntare la sveglia presto, fare colazione al bar storico Nannini che è un’istituzione a Siena per i suoi dolci tradizionali senesi, caffè e aperitivi, che porta avanti la tradizione di famiglia dal primo ‘900 ed arrivare al Facciatone all’apertura per fare meno coda.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni itinerario, leggende e cibo tipico

La passerella in cima è stretta e il vento punge, ma la vista a 360 gradi che abbraccia la Torre del Mangia e le colline del Chianti è, senza mezzi termini, la più potente della città.

Il Duomo: Un tappeto di marmo unico al mondo

Continuo il mio tour con la visita del Duomo il cui nome è Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta. Già da fuori la facciata è uno spettacolo gotico senza eguali, ma appena varcata la soglia, abbasso lo sguardo e mi rendo conto del perchè il pavimento del Duomo di Siena è stato definito da Vasari “il più bello, grande e magnifico che mai fosse stato fatto”. È un libro di pietra dove 40 artisti hanno intarsiato marmi preziosi per raccontare storie bibliche ed esoteriche.

Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta Siena

La Libreria Piccolomini: un’esplosione di colore

Mentre camminate lungo la navata sinistra, troverete una porta che sembra un portale per un altro mondo. È la Libreria Piccolomini. Appena entrati, il contrasto tra il bianco e nero del Duomo e i colori accesi degli affreschi di Pinturicchio vi lascerà senza fiato. Sembrano dipinti ieri, invece hanno più di 500 anni. È qui che viene custodito il tesoro di Papa Pio II, ed è qui che la luce di Siena si fa pittura pura.

La Cripta e il Battistero

Uscite e girate intorno alla cattedrale per scendere verso il Battistero di San Giovanni. Qui il protagonista è il Fonte Battesimale, dove hanno lavorato giganti come Donatello e Jacopo della Quercia. Con la sua atmosfera magica in penombra, vi lacerà senza parole per la bellezza.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni

Un’ sorpresa è la Cripta: rimasta sigillata e dimenticata per sette secoli, è stata riscoperta solo nel 1999. I colori dei dipinti del Duecento sono rimasti intatti perché protetti dal buio e dai detriti. È il luogo più intimo e potente di tutto il complesso.

I luoghi insoliti della città

La Croce incisa

Mentre scendo dal Duomo, guardo bene i gradini del sagrato per vedere la Croce incisa. La leggenda narra che proprio qui il Diavolo, furibondo perché Santa Caterina gli strappava le anime con la preghiera, cercò di aggredirla. Finì malissimo per lui: fu respinto con tale forza da cadere rovinosamente, lasciando un marchio nella pietra che i senesi hanno poi “segnato” con quella croce per tenerlo lontano in eterno. Calpestate quel punto e sentirete la forza di questa terra.

Il mistero di Via del Re: il “Refe Nero” e la Sirena a due code

Mentre cammino verso il Duomo, rallento in via del Refe Nero. Qui, se alzo lo sguardo verso i palazzi, Siena mi metterà alla prova con due enigmi di pietra che adoro raccontare.

Cosa vedere a siena in 3 giorni donna alla finestra

Giorno 3: la bellezza che non delude mai

L’ultimo giorno lo dedico alla bellezza che rigenera con due luoghi speciali.

Il Santuario e la casa di Santa Caterina

Scendo verso la valle di Fontebranda, per visitare in un luogo carico di un’energia silenziosa: il Santuario nato dalla casa natale di Caterina Benincasa.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni itinerario, leggende e cibo tipico

Fontebranda

Proprio ai piedi della casa di Santa Caterina si trova Fontebranda, la più antica e celebre fonte di Siena. Mentre ammiro le sue imponenti arcate gotiche, penso che persino Dante ne scrisse nella sua Commedia.

Cosa vedere 3 giorni a Siena Fontebranda

È un luogo d’ombra e di frescura dove un tempo i tintori lavoravano le stoffe e dove oggi si respira la forza del passato. Infatti mi  sono fermata ad ascoltare lo scorrere dell’acqua: è il suono della Siena più vera e laboriosa.

La Pinacoteca Nazionale

Mi chiudo nella Pinacoteca Nazionale, famosa per la sua raccolta di dipinti “fondi oro” del Trecento e Quattrocento senese È un’esperienza mistica, un silenzio dorato che non trovi altrove.

Poi, mi infilo nel cortile di Palazzo Chigi Saracini. Se siete fortunati, sentirete le note di un violino uscire dalle finestre dell’Accademia Chigiana. È la colonna sonora perfetta per salutare la città tra pozzi monumentali e statue barocche.

Per l’ultima cena , vado a colpo sicuro: Osteria Papey. È un posto di contrada, schietto, dove è possibili degustare i piatti tipici senesi e non ci sono filtri, il vino scorre facile tra i racconti della giornata.

Guida pratica: tour guidati, biglietti, prenotazioni e dove dormire

Se non avete voglia di girare da soli la città, potete prenotare un tour guidato che comprende anche la visita al Duomo con una bravissima guida che vi farà scoprire i segreti di Siena.

Se invece volete fare una tour del vino tra le colline del Chianti, potete prenotare questa bellissima gita nelle cantine con degustazione.

Come prenotare il Complesso del Duomo (Opa Si Pass)

Per evitare le code, acquistate l’Opa Si Pass sul sito ufficial del Duomo. Se visitate la città durante la scopertura del pavimento (giugno-ottobre), la prenotazione online è vitale.

Dove dormire a Siena: svegliarsi sopra i tetti

Per dormire ho prenotato il B&B I Tetti di Siena, perchè svegliarsi, aprire la finestra e vedere la il Duomo che sbuca il cielo tra i tetti rossi, ti lascia a bocca aperta.

Il Palio: non una corsa ma l’anima delle 17 Contrade

Parlare di Siena senza citare il Palio è impossibile, ma attenzione: non chiamatelo mai “manifestazione turistica”. Il Palio è un rito ancestrale che si celebra ufficialmente due volte l’anno, il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta), ma che per un senese dura 365 giorni.

Le Contrade: Piccoli stati nel cuore della città

Siena è divisa in 17 Contrade ed ogni Contrada è un vero e proprio piccolo stato con i suoi confini, il suo museo, la sua chiesa e il suo popolo. Entrando nei vicoli, noterete spesso delle bandiere alle finestre o delle formelle in ceramica sui muri: indicano in quale territorio vi trovate.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni itinerario, leggende e cibo tipico

La Piazza che diventa pista

Durante i giorni del Palio, Piazza del Campo si trasforma. Viene ricoperta dal “tufo” (una miscela di terra e sabbia dal colore bruciato) per permettere ai cavalli di correre. La corsa in sé dura poco più di 90 secondi, ma la tensione che si respira nel momento della “mossa” (la partenza) è qualcosa che vibra nello stomaco anche di chi non è nato qui.

Siena è un incantesimo di pietra ed orgoglio che aspetta solo di essere scoperto. Portate scarpe comode e occhi curiosi: la magia della conchiglia più bella del mondo farà tutto il resto.

 

NOTA FINALE:

Alcuni link che trovi nell’articolo sono affiliati: questo significa che, se decidi di prenotare attraverso di essi, riceverò una piccola commissione che mi aiuta a mantenere vivo il blog e a continuare a viaggiare lentamente per raccontarti nuovi luoghi autentici, senza alcun costo extra per te. Grazie per il tuo sostegno.

 

Se ti è piaciuto questo articolo, ti può anche interessare:

Cosa vedere a Firenze in tre giorni

Se c’è una regione italiana che unisce bellezza storica, arte e un’atmosfera serena ideale per chi viaggia da solo o in compagnia, quella è il Piemonte delle Langhe.

Questa terra partendo dalle vigne dichiarate PATRIMONIO UNESCO passando per i centri storici rinascimentali, è un invito a rallentare, assaggiare e riscoprirsi in maniera sostenibile.

Ecco un itinerario sostenibile pensato per ottimizzare i tuoi spostamenti e goderti appieno le gemme del Cuneese, delle Langhe e del Monferrato.

Mondovì

La prima tappa è Mondovì una città dal modo di vivere sostenibile, che si svela in due parti distinte. La prima è Breo, quella bassa e commerciale e la seconda, è Piazza, l’antico borgo in cima alla collina.

Puoi iniziare la visita nel centro storico di Breo (città bassa), con i suoi portici e la piazzetta San Pietro, lasciando l’auto vicino alla vecchia Stazione.

Poi sali a Piazza che è raggiungibile grazie alla sua storica funicolare. Piazza è un balcone panoramico sulle Alpi e un luogo di quiete dove il tempo sembra essersi fermato tra edifici barocchi, l’antica Cattedrale e le tracce della sua gloriosa storia.

L’esplorazione della città inizia a Piazza Maggiore, l’antica Agorà, cuore pulsante della vita politica e amministrativa di un tempo e centro storico che ha dato il nome al rione.

Questa piazza possiede una forma curiosa e affascinante: è spezzata su due livelli da un’elegante scalinata che addolcisce la naturale inclinazione del terreno. A fare da corona a questo palcoscenico storico si innalzano gli edifici più importanti e ricchi della città: dal Palazzo dei Bressani, riconoscibile per il suo tetto merlato, si passa al solenne Palazzo del Governatore e all’antico Palazzo di Città.

Ecco poi altri suggestivi luoghi da vistare a Mondovì.

Chiesa Barocca della Missione Mondovì

Tesori della tavola Monregalese

La cucina di Mondovì e del suo territorio celebra i sapori ricchi e robusti di montagna e collina con ingredienti coltivati in maniera sostenibile.

Consigli TOP: esperienze uniche e natura intorno a Mondovì

Per chi cerca l’avventura e le attrazioni fuori dal comune, Mondovì è un hub perfetto:

  1. Santuario di Vicoforte (5 km): Monumento barocco di rilevanza mondiale, vanta la cupola ellittica più grande del mondo. Grazie al progetto “Magnificat”, è possibile fare una visita adrenalinica: salire con casco e imbragatura tra i cunicoli dell’antico cantiere.

  1. Grotte Carsiche: Il sottosuolo del Monregalese è ricco di grotte. Tre cavità sono visitabili: la più grande e famosa è la Grotta di Bossea, in Val Corsaglia, una delle più imponenti grotte turistiche italiane.
  2. Oasi di Crava-Morozzo: Un concentrato di natura a dieci minuti d’auto, un vero santuario verde che si estende per circa 290 ettari, ideale per l’osservazione di circa 150 specie di uccelli.

  3. Volo in mongolfiera: Mondovì è la capitale italiana del volo ad aria calda. Alzando lo sguardo è facile imbattersi in mongolfiere, ed è possibile sperimentare l’emozione del volo con piloti esperti.

Saluzzo

Saluzzo è un gioiello medievale, antica capitale dell’omonimo Marchesato, che ha conservato intatto il suo fascino rinascimentale. L’atmosfera qui è d’altri tempi: un luogo ideale per perdersi in solitaria tra i vicoli acciottolati e godere della magnifica vista del Monviso (il “Re di Pietra”) che domina l’orizzonte.

Saluzzo

L’itinerario

Si consiglia di iniziare la visita dal centro storico basso detto anche Borgo Nuovo, dove si trovano la maggior parte dei parcheggi e i servizi principali. Qui si possono ammirare:

  1. La Cattedrale di Saluzzo (Duomo): Partendo dal Duomo, imponente cattedrale gotico-piemontese situata in Piazza Risorgimento, si ammira il contrasto cromatico dei suoi mattoni rossi.

Saluzzo Chiesa Assunta

  1. La salita al centro storico alto: Dalla piazza, prendi via Volta o via San Giovanni per iniziare l’ascesa. La strada acciottolata ti conduce progressivamente alla parte alta, o Castiglia.

  2. Il Culmine: la Castiglia e la torre Civica: Al termine della salita si erge la Castiglia, l’antico castello marchionale (già fortezza e poi carcere) che domina la città. Nelle vicinanze si trova la torre Civica, che offre la migliore vista panoramica.

Castiglia Saluzzo

️ A caccia di sapori tipici

A Saluzzo troverai una cucina ricca e varia, creata con ingredienti del territorio coltivati in maniera sostenibile.

Vitello tonnato

Consigli TOP: le fortezze del Marchesato

Saluzzo è un ottimo punto di partenza per visitare altri capolavori del suo ex Marchesato:

Fossano

Fossano, nata nel lontano 1236, ti accoglie con il respiro della storia impresso nel suo maestoso Castello dei Principi d’Acaja. Questo monumento, eretto tra il 1324 e il 1332 per volontà di Filippo I d’Acaia (le cui quattro torri quadrate dominano Piazza Castello), si trasformò presto in un elegante palazzo residenziale dei Savoia, che aggiunsero i pregevoli loggiati cinquecenteschi.

Le sue mura, che conobbero ruoli drammatici come carcere (tragicamente famoso per l’internamento di 1800 Valdesi nel 1689) e poi caserma militare, oggi si sono addolcite per ospitare un vivace centro culturale: la biblioteca civica e l’Archivio Storico.

Castello Fossano

Cattedrale di Santa Maria e San Giovenale Fossano

Chiesa della Santissima Trinità Fossano.

Monforte d’Alba

Monforte è un borgo arroccato, un vero anfiteatro naturale di vicoli e pietra, che invita alla lentezza e all’introspezione. Arrivando, si percepisce subito un’atmosfera raccolta, quasi un abbraccio discreto delle colline. È un luogo dove l’eleganza della Langa incontra la spiritualità del paesaggio.

Monforte d'Alba panorama

L’itinerario

Il borgo si sviluppa in salita, culminando in un punto panoramico che domina la distesa infinita di vigne patrimonio UNESCO.

Chiesa di Nostra Signora della Neve Monforte Alba

anchina gigante Monforte d'Alba

L’Esperienza BBCP: il  progetto artistico e turistico è stato ideato dal designer statunitense Chris Bangle e da sua                      moglie. Sedersi su questa panchina gigante, come su tutte quelle del progetto, restituisce la sensazione di “tornare                          bambini”, invitando a godersi il paesaggio in modo rilassato e inusuale, valorizzando la prospettiva e la bellezza                               semplice della natura.

Consiglio

Se hai voglia di conoscere nello specifico la storia di questo bellissimo paese, prenota un tour con una guida esperta e non te ne pentirai.

Puoi anche prenotare una degustazione di vini e cena tradizionale in cui un esperto ti racconterà la storia dei vini langaroli e potai così distinguere i vari tipi di gusto.

Cosa vedere nei dintorni

A poco distanza da Monforte potere ammirare:

Cappella di Coazzolo

️ L’Enogastronomia del borgo

Monforte incarna il piacere lento del bere e del mangiare bene. Ecco cosa potete degustare durante la vista.

Barolo

Il borgo è dominato dal profilo austero del Castello Falletti, un’imponente fortezza le cui radici affondano nel X secolo, quando fu eretto come baluardo difensivo. Nel XIV secolo divenne proprietà della potente famiglia dei Falletti, che lo trasformarono in una nobile residenza.

Castello Falletti di Barolo

Wine Tour

Luoghi insoliti

️Assaggi reali e sapori nascosti

L’enogastronomia di Barolo è l’eco perfetta del suo vino, opulenta e nobile.

Castello di Grinzane Cavour

Il Castello di Grinzane Cavour, Patrimonio UNESCO, si erge come un faro, legato indissolubilmente alla figura di Camillo Benso Conte di Cavour, che ne fu sindaco e amministratore per diciassette anni.

Castello di Grinzane Cavour

La Storia e la dimora di Cavour

Luoghi insoliti ed eccellenze

️ Sapori di Langa e grandi vini

Alba

Alba, Capitale delle Langhe, è una città dalla doppia anima: l’eleganza raffinata si posa su fondamenta che affondano nell’antica Roma.

Il vero epicentro della vita cittadina è Piazza Risorgimento, l’agorà centrale dove si affacciano il Duomo, il Palazzo Comunale e maestosi edifici. Puoi iniziare il tuo tour proprio da qui.

Cattedrale di San Lorenzo Alba

La città delle cento torri

Alba si guadagnò l’appellativo di “città delle cento torri” nel Medioevo. Queste strutture erano simboli di potere e grandezza familiare.

Le 100 torri di Alba

La fiera del tartufo bianco d’Alba

Ogni anno nel periodo autunnale, generalmente tra ottobre e novembre.si tiene la fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba

Quando l’autunno accende i colori sulle colline delle Langhe, la città di Alba diventa, tra ottobre e novembre di ogni anno, l’epicentro mondiale del gusto. perchè si tiene la fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba.

mercato tartufo Alba

L’evento celebra il Tartufo Bianco (Tuber magnatum Pico), un fungo ipogeo rarissimo che non può essere coltivato, ma è un tesoro della terra ricercato dai trifolai e dai loro cani addestrati, spesso nelle ore notturne. La Fiera Internazionale offre l’opportunità di ammirare e acquistare questa meraviglia nel suo prestigioso Mercato Mondiale, dove l’aroma è intenso e inconfondibile.

L’esperienza si completa con degustazioni guidate di eccellenze come Barolo e Barbaresco, show cooking di chef stellati e le vivaci rievocazioni culturali, tra cui il famoso Palio degli Asini, rendendo la visita un viaggio sensoriale e autentico nel cuore del Piemonte.

Consiglio

Se hai voglia di conoscere nello specifico la storia di questo bellissimo paese, prenota un tour con una guida esperta e non te ne pentirai.

️ L’Enogastronomia

Alba è inestricabilmente legata al piacere del gusto, che si celebra sia nella sua tradizione dolciaria che in quella salata.

Asti

Asti è un tesoro piemontese dove l’eleganza medievale e la cultura del vino si fondono.

È celebrata in tutto il mondo per il suo storico Palio, la corsa di cavalli più antica d’Italia, che ogni settembre ne infiamma le piazze.

Palio Asti

Ma il fascino di Asti travalica la competizione stagionale: con il suo dedalo di vie nobiliari, le antiche torri, e i palazzi gotici, offre un’atmosfera ricca e accogliente in ogni stagione, dai colori del tartufo autunnale al silenzio della sua arte in inverno. È il punto di partenza ideale per esplorare la storia e i sapori del Monferrato.

Consiglio per risparmiare

Un consiglio pratico: quasi tutte le principali attrazioni cittadine fanno parte della Fondazione Asti Musei. Munirsi del biglietto cumulativo (costo di soli 10 Euro) è estremamente conveniente e ti consente l’accesso ai sei siti più importanti. Il pass può essere acquistato a Palazzo Mazzetti, il punto di partenza ideale.

Asti

Santuario della Beata Vergine del Portone Asti

Il complesso monumentale di san pietro consavia

Cattedrale di Santa Maria Assunta Asti

Cattedrale di Santa Maria Assunta foglie colonne dipinte

Consiglio

Se vuoi godere del panorama che si ha intorno alla città, ti consiglio il Wine Tour & Picnic in Vigna in cui potrai visitare un’azienda vinicola locale, scoprire e degustare i vini locali.

Questo itinerario è stato pensato per chi desidera partire da solo ed immergersi in un territorio straordinario. Un viaggio intimo tra la storia e la ricchezza delle Langhe, dove i sapori autentici del cibo e dei vitigni si fondono con la maestosità di panorami incredibili che toccano l’anima.

 

NOTA FINALE:

Alcuni link che trovi nell’articolo sono affiliati: questo significa che, se decidi di prenotare attraverso di essi, riceverò una piccola commissione che mi aiuta a mantenere vivo il blog e a continuare a viaggiare lentamente per raccontarti nuovi luoghi autentici, senza alcun costo extra per te. Grazie per il tuo sostegno.

 

Se ti è piaciuto questo articolo, ti potrebbe anche interessare:

Barolo in un giorno: cosa vedere e fare nella capitale del vino Piemontese

Se sogni un weekend tra mare turchese, città storiche e panorami mediterranei, Malta è la meta perfetta. In soli 3 giorni puoi scoprire il fascino di Valletta, rilassarti a Sliema, nuotare nella Blue Lagoon di Comino e perderti tra le stradine di Gozo.

In questa guida troverai un itinerario con spostamenti in bus, traghetto e Bolt, pensato per chi viaggia senza auto ma vuole vivere al meglio le isole maltesi.

Come spostarsi a Malta senza auto

Visitare Malta senza auto è più semplice di quanto si possa pensare. Grazie a bus, traghetti e app puoi muoverti facilmente tra città, isole e spiagge senza stress. Ecco cosa utilizzare:

  • Bus pubblici (Malta Public Transport): economici e affidabili. Orari e percorsi su publictransport.com.mt.

  • App Tallinja: utile per pianificare gli spostamenti e acquistare i biglietti digitali.

  • Traghetti: Sliema ↔ Valletta ogni 30 minuti; Ċirkewwa ↔ Gozo/Comino in orario regolare.

  • Bolt: alternativa rapida ai taxi, economica e comoda per spostarsi la sera.Bolt

Giorno 1 – Arrivo a Malta e prima serata a Sliema

Dopo l’atterraggio all’aeroporto di Luqa, raggiungere il tuo alloggio è semplice:

  • Linea X4: collega l’aeroporto a Valletta in circa 25 minuti.

  • Linea X2: arriva direttamente a Sliema, ideale se alloggi qui.

Ti consiglio di dormire proprio a Sliema: è tranquilla, elegante, affacciata sul mare e ben collegata con bus e traghetti. Dopo il check-in, goditi una passeggiata sul lungomare fino a St. Julian’s tra caffè, negozi e vista mare.

Qui potrai ammirare le classiche case maltesi che presentano i caratteristici balconi in legno chiusi e colorati chiamati Gallarija. Si pensa che derivino dall’architettura islamica, in particolare dalla mashrabiya, la tipica finestra aggettante diffusa nelle regioni influenzate dalla cultura araba. Queste strutture permettevano di ampliare lo spazio interno, favorire il contatto con l’esterno e, al tempo stesso, offrire riparo dal forte sole

Balconi-maltesi-Gallarija

Cena consigliata: prova un ristorante locale vista porto, poi rilassati con una camminata serale lungo la promenade di Sliema illuminata dalle luci di Valletta.

Dove dormire a Sliema

Durante il mio soggiorno a Malta ho scelto un appartamento davvero perfetto nel cuore di Sliema, per non immergermi nel caos della capitale La Valletta:
New Two Bedroom Flat Kamila on a Dwell – Sliema

 New-Two-Bedroom-Flat-Kamila-on-a-Dwell Sliema.

È spazioso, pulitissimo e dotato di ogni comfort. Ideale per chi cerca un alloggio comodo vicino al mare e ai ristoranti.

Consigliato sia single, per coppie che per piccoli gruppi di amici, visto che ha due stanze e un salottino e due bagni.

Giorno 2 – Escursione a Comino o Gozo

Opzione 1: Comino e la Blue Lagoon

Parti al mattino da Sliema per una gita in barca organizzata che ti porterà direttamente a Comino, la piccola isola famosa per la Blue Lagoon, un vero paradiso di acque cristalline perfette per nuotare e fare snorkeling e poi prosegui per l’isola di Gozo.

Prenota qui il tuo tour consigliato: crociera alle isole di Gozo e Comino.

Blue Lagoon Malta

Durante il tour potrai ammirare le grotte marine e la costa di Gozo prima di rientrare nel pomeriggio. Porta crema solare, acqua e scarpe comode, l’isola è piccola ma splendida anche da esplorare a piedi.

Opzione 2: Gita a Gozo passando per il Popeye Village

Se preferisci esplorare via terra, prendi la linea 222 da Sliema verso Ċirkewwa, il porto dei traghetti.

Durante il tragitto puoi fermarti al pittoresco Popeye Village, il villaggio colorato dove fu girato il film “Braccio di Ferro”, che si può raggiungere con il bus.

L’isola di Gozo

Da Ċirkewwa parte il traghetto per Gozo: costa circa €5 e in 25 minuti arriva a Mġarr. Una volta sull’isola, puoi spostarti con i bus locali (linee 301, 303 e 322) e scoprire:

Chiesa Gozo
  • La Cittadella di Victoria, un’antica fortezza con vista panoramica sull’isola.

  • Ramla Bay, la spiaggia di sabbia rossa più famosa.

  • Dwejra Bay, per ammirare il tramonto sulle scogliere.

  • Le saline di Qbajjar, un paesaggio unico modellato dal mare.

Assaggia i pastizzi, sfogliatine tipiche ripiene di ricotta o piselli, perfette per uno spuntino tra una tappa e l’altra.

Pastizi

Rientra a Malta nel tardo pomeriggio: se sei stanco, una corsa con Bolt ti riporterà comodamente in hotel a Sliema.

Giorno 3 – Valletta, Le Tre Città e Marsaxlokk

Mattina – La Valletta e i suoi tesori

Raggiungi Valletta con il traghetto da Sliema (5 minuti di navigazione panoramica) oppure prendi uno dei tanti bus.
La capitale maltese è una gemma barocca: ogni strada racconta una storia.

Se vuoi visitare la capitale con l’aiuto di una guida, prenota un free tour oppure visita la città a piedi perdendoti tra le sue vie e monumenti.

Cosa non perdere:

  • La Fontana dei tritoni che raffigura tre imponenti tritoni in bronzo, ritratti in una posa maestosa mentre sollevano un grande bacino.

  • La porta di entrata alla città pensata da Renzo Piano.
  • La strada principale de La Valletta  che è Republic Street.
Concattedrale La Valletta
  • Concattedrale di San Giovanni, chiesa tutta decorata in oro e in cui possono ammirare due capolavori del Caravaggio: la decollazione di San Giovanni Battista e San Girolamo scrivente. Prenota i biglietti sul sito ufficiale per saltare la coda.
  • Forte Sant’Elmo e il Museo nazionale della guerra.
  • Il Palazzo del Gran Maestro che è la sede odierna del Presidente della Repubblica ed ospitò  i Grandi Maestri dei Cavalieri di Malta.
  • Upper Barrakka Gardens con vista spettacolare sul Grand Harbour e sulla tre città.
Grand Harbour
  • Il Teatro Manoel che è il teatro nazionale di Malta ed il terzo più antico di tutta Europa.
  • Il Museo Archeologico Nazionale.

Prendi poi una delle piccole gondole maltesi (solo €3) per attraversare il porto e visitare Le Tre Città: Birgu, Senglea e Cospicua. Questi antichi borghi fortificati raccontano la storia dei Cavalieri di Malta tra bastioni, chiese barocche e vicoli silenziosi.

Gondole maltesi

Passeggiare qui significa scoprire un volto più tranquillo e genuino dell’isola, con panorami spettacolari, porticcioli pittoreschi e caffè sul mare dove il tempo sembra essersi fermato.

Pomeriggio – Marsaxlokk, il villaggio dei pescatori

Nel pomeriggio prendi il bus 81 da Valletta e raggiungi Marsaxlokk, il villaggio dei pescatori più colorato di Malta.
Sul porticciolo vedrai i tradizionali luzzu, barche blu e gialle con occhi dipinti sulla prua.

Marsaxlokkl villaggio dei pescatori

Fermati a gustare pesce fresco in uno dei ristorantini sul mare, perfetto per chiudere in bellezza la giornata.

Giorno 4 – Mdina e Rabat, la Città del Silenzio

L’ultimo giorno visita Mdina, la città fortificata medievale conosciuta come la Città del Silenzio. Puoi arrivarci da Valletta in bus (linee 51, 52 o 53).

Cosa vedere a Mdina e Rabat:

  • Mdina Gate, la porta d’ingresso più scenografica di Malta.

  • Le viuzze dorate, perfette per foto suggestive.

  • St. Paul’s Cathedral e il museo annesso.

  • A pochi minuti a piedi, nella vicina Rabat, visita le Catacombe di San Paolo e il museo cristiano.

Rabat Malta

Mdina e Rabat sono dei luoghi magici: camminare tra le mura al tramonto è come fare un salto indietro nel tempo.

Per mangiare dei pastizzi freschi a Rabat, consiglio di provare il bar Crystal Palace, un piccolo locale situato di fronte alle mura di Mdina, che è rinomato per la sua produzione sul momento e il costo veramente ridotto.

Scogliere di Dingli

Fra i luoghi più belli che si possono ammirare a Malta, troviamo le scogliere di Dingli che regalano dei panorami più spettacolari di Malta. Situate nel punto più elevato dell’isola, si innalzano maestose fino a circa 200 metri sopra il livello del mare.

Conclusione

In soli tre giorni Malta saprà conquistarti con la sua storia, il mare cristallino e la cordialità dei suoi abitanti.
Che tu scelga l’avventura a Comino, la cultura di Valletta o la quiete di Mdina, ogni angolo dell’isola ha qualcosa di unico da offrire.

NOTA FINALE: 

Alcuni link che trovi nell’articolo sono affiliati: questo significa che, se decidi di prenotare attraverso di essi, riceverò una piccola commissione che mi aiuta a mantenere vivo il blog e a continuare a viaggiare lentamente per raccontarti nuovi luoghi autentici, senza alcun costo extra per te. Grazie per il tuo sostegno.

 

Se ti è piaciuto questo articolo, ti potrà interessare:

Cosa vedere a Lisbona in quattro giorni