Siena non è una città da “mordi e fuggi”. È un luogo che ti scruta, che ti mette alla prova tra le sue vie acciottolate e che si concede solo a chi sa guardare dove gli altri passano dritti. Dopo averla visitata tutta, ho capito che la sua vera magia non sta nei grandi monumenti da cartolina, ma nei dettagli che nessuno ti racconta.

Se volete viverla davvero, dimenticate il navigatore: ho scritto per voi un itinerario, che vi svela monumenti, leggende e cibo tipico.

Giorno 1: il battito del Campo e la voce del “Mangia”

Il mio primo rito è sempre lo stesso: arrivo in Piazza del Campo e mi siedo sul mattonato rosso, proprio lì, nella “conchiglia“.

Piazza del Campo Siena

Si chiama così perchè è stata modellata su un antico campo agricolo, inclinata verso la Fonte Gaia per far defluire l’acqua e divisa in nove grandi spicchi. che rappresentano i nove Signori che la governarono nel suo periodo di massimo splendore.

Fonte Gaia: l’acqua che fece impazzire di gioia i senesi

Cosa vedere a Siena in 3 giorni Fonte Gaia

La torre del Mangia

Davanti a me svetta la torre del Mangia, 87 metri di puro orgoglio. La amo perché è nata da una sfida: doveva pareggiare al centimetro l’altezza del campanile del Duomo, per gridare al mondo che Stato e Chiesa qui hanno lo stesso peso.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni Ii Facciatone

Inoltre la chiamano così in omaggio a Giovanni di Balduccio, il primo custode detto il “Mangiaguadagni” perché spendeva tutto nelle taverne. Se avete fiato, salite i suoi 400 gradini: arriverete faccia a faccia con Sunto, la grande campana che è la voce di Siena. Originariamente aveva un uso civico e batteva le ore e chiamava le adunanze. Oggi scandisce i tempi del corteo storico, accompagnandone l’intero svolgimento. Il nome Sunto deriva dal fatto che la campana è dedicata a Maria Vergine Assunta in cielo.

Sulla piazza affacciano dei meravigliosi dimore nobiliari e all’interno di Palazzo Pubblico si trova il Museo Civico che si trova al primo piano e nei quali sono conservati i capolavori dell’arte senese.

La loggia della mercanzia

Nella mia visita passo sempre davanti alla loggia della mercanzia celebre perchè qui  Antonio Federighi realizzò le magnifiche statue di Sant’Ansano e San Vittore, entrambe raffigurate mentre volgono con fierezza e orgoglio lo sguardo verso destra, in direzione di Firenze, quasi a voler proteggere la città dalla sua antica e irriducibile rivale. Qui inoltre era il luogo dove un tempo i mercanti decidevano le sorti dell’economia europea. È il punto esatto in cui la città respira e si incrocia.

Per pranzo, non accetto compromessi: vado da Tuscanello dove ordino i pici: grossi, irregolari, fatti a mano. È il mio “comfort food” senese.

Giorno 2: una vista pazzesca sulla città

C’è un appuntamento a cui non manco mai: la salita al Facciatone al mattino presto. È il relitto di quello che doveva essere il Duomo Nuovo, una cattedrale così immensa che la peste decise di fermare per sempre.

Vi consiglio di puntare la sveglia presto, fare colazione al bar storico Nannini che è un’istituzione a Siena per i suoi dolci tradizionali senesi, caffè e aperitivi, che porta avanti la tradizione di famiglia dal primo ‘900 ed arrivare al Facciatone all’apertura per fare meno coda.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni itinerario, leggende e cibo tipico

La passerella in cima è stretta e il vento punge, ma la vista a 360 gradi che abbraccia la Torre del Mangia e le colline del Chianti è, senza mezzi termini, la più potente della città.

Il Duomo: Un tappeto di marmo unico al mondo

Continuo il mio tour con la visita del Duomo il cui nome è Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta. Già da fuori la facciata è uno spettacolo gotico senza eguali, ma appena varcata la soglia, abbasso lo sguardo e mi rendo conto del perchè il pavimento del Duomo di Siena è stato definito da Vasari “il più bello, grande e magnifico che mai fosse stato fatto”. È un libro di pietra dove 40 artisti hanno intarsiato marmi preziosi per raccontare storie bibliche ed esoteriche.

Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta Siena

La Libreria Piccolomini: un’esplosione di colore

Mentre camminate lungo la navata sinistra, troverete una porta che sembra un portale per un altro mondo. È la Libreria Piccolomini. Appena entrati, il contrasto tra il bianco e nero del Duomo e i colori accesi degli affreschi di Pinturicchio vi lascerà senza fiato. Sembrano dipinti ieri, invece hanno più di 500 anni. È qui che viene custodito il tesoro di Papa Pio II, ed è qui che la luce di Siena si fa pittura pura.

La Cripta e il Battistero

Uscite e girate intorno alla cattedrale per scendere verso il Battistero di San Giovanni. Qui il protagonista è il Fonte Battesimale, dove hanno lavorato giganti come Donatello e Jacopo della Quercia. Con la sua atmosfera magica in penombra, vi lacerà senza parole per la bellezza.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni

Un’ sorpresa è la Cripta: rimasta sigillata e dimenticata per sette secoli, è stata riscoperta solo nel 1999. I colori dei dipinti del Duecento sono rimasti intatti perché protetti dal buio e dai detriti. È il luogo più intimo e potente di tutto il complesso.

I luoghi insoliti della città

La Croce incisa

Mentre scendo dal Duomo, guardo bene i gradini del sagrato per vedere la Croce incisa. La leggenda narra che proprio qui il Diavolo, furibondo perché Santa Caterina gli strappava le anime con la preghiera, cercò di aggredirla. Finì malissimo per lui: fu respinto con tale forza da cadere rovinosamente, lasciando un marchio nella pietra che i senesi hanno poi “segnato” con quella croce per tenerlo lontano in eterno. Calpestate quel punto e sentirete la forza di questa terra.

Il mistero di Via del Re: il “Refe Nero” e la Sirena a due code

Mentre cammino verso il Duomo, rallento in via del Refe Nero. Qui, se alzo lo sguardo verso i palazzi, Siena mi metterà alla prova con due enigmi di pietra che adoro raccontare.

Cosa vedere a siena in 3 giorni donna alla finestra

Giorno 3: la bellezza che non delude mai

L’ultimo giorno lo dedico alla bellezza che rigenera con due luoghi speciali.

Il Santuario e la casa di Santa Caterina

Scendo verso la valle di Fontebranda, per visitare in un luogo carico di un’energia silenziosa: il Santuario nato dalla casa natale di Caterina Benincasa.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni itinerario, leggende e cibo tipico

Fontebranda

Proprio ai piedi della casa di Santa Caterina si trova Fontebranda, la più antica e celebre fonte di Siena. Mentre ammiro le sue imponenti arcate gotiche, penso che persino Dante ne scrisse nella sua Commedia.

Cosa vedere 3 giorni a Siena Fontebranda

È un luogo d’ombra e di frescura dove un tempo i tintori lavoravano le stoffe e dove oggi si respira la forza del passato. Infatti mi  sono fermata ad ascoltare lo scorrere dell’acqua: è il suono della Siena più vera e laboriosa.

La Pinacoteca Nazionale

Mi chiudo nella Pinacoteca Nazionale, famosa per la sua raccolta di dipinti “fondi oro” del Trecento e Quattrocento senese È un’esperienza mistica, un silenzio dorato che non trovi altrove.

Poi, mi infilo nel cortile di Palazzo Chigi Saracini. Se siete fortunati, sentirete le note di un violino uscire dalle finestre dell’Accademia Chigiana. È la colonna sonora perfetta per salutare la città tra pozzi monumentali e statue barocche.

Per l’ultima cena , vado a colpo sicuro: Osteria Papey. È un posto di contrada, schietto, dove è possibili degustare i piatti tipici senesi e non ci sono filtri, il vino scorre facile tra i racconti della giornata.

Guida pratica: tour guidati, biglietti, prenotazioni e dove dormire

Se non avete voglia di girare da soli la città, potete prenotare un tour guidato che comprende anche la visita al Duomo con una bravissima guida che vi farà scoprire i segreti di Siena.

Se invece volete fare una tour del vino tra le colline del Chianti, potete prenotare questa bellissima gita nelle cantine con degustazione.

Come prenotare il Complesso del Duomo (Opa Si Pass)

Per evitare le code, acquistate l’Opa Si Pass sul sito ufficial del Duomo. Se visitate la città durante la scopertura del pavimento (giugno-ottobre), la prenotazione online è vitale.

Dove dormire a Siena: svegliarsi sopra i tetti

Per dormire ho prenotato il B&B I Tetti di Siena, perchè svegliarsi, aprire la finestra e vedere la il Duomo che sbuca il cielo tra i tetti rossi, ti lascia a bocca aperta.

Il Palio: non una corsa ma l’anima delle 17 Contrade

Parlare di Siena senza citare il Palio è impossibile, ma attenzione: non chiamatelo mai “manifestazione turistica”. Il Palio è un rito ancestrale che si celebra ufficialmente due volte l’anno, il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta), ma che per un senese dura 365 giorni.

Le Contrade: Piccoli stati nel cuore della città

Siena è divisa in 17 Contrade ed ogni Contrada è un vero e proprio piccolo stato con i suoi confini, il suo museo, la sua chiesa e il suo popolo. Entrando nei vicoli, noterete spesso delle bandiere alle finestre o delle formelle in ceramica sui muri: indicano in quale territorio vi trovate.

Cosa vedere a Siena in 3 giorni itinerario, leggende e cibo tipico

La Piazza che diventa pista

Durante i giorni del Palio, Piazza del Campo si trasforma. Viene ricoperta dal “tufo” (una miscela di terra e sabbia dal colore bruciato) per permettere ai cavalli di correre. La corsa in sé dura poco più di 90 secondi, ma la tensione che si respira nel momento della “mossa” (la partenza) è qualcosa che vibra nello stomaco anche di chi non è nato qui.

Siena è un incantesimo di pietra ed orgoglio che aspetta solo di essere scoperto. Portate scarpe comode e occhi curiosi: la magia della conchiglia più bella del mondo farà tutto il resto.

 

NOTA FINALE:

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