Torino

Altare Chiesa San Giovanni Evangelista
A Torino soprattutto nelle vicinanze del centro, esistono molte chiese che vi consiglio di visitare. Ma ce n'è una in Leggi tutto
Chiesa Maria Ausiliatrice Torino
Vi chiederete: "Che cosa c'è da vedere a Torino centro?". Ho creato degli itinerari su misura per chi desidera fare Leggi tutto
Dov'è nato il bicerin
Il bicerin famosa bevanda della tradizione piemontese prende origine dalla bavareisa ed è composto da tre ingredienti principali: caffè espresso, Leggi tutto
MoleAntonelliana
Vi chiederete: "Che cosa vedere a Torino in due giorni?". Ho creato un itinerario su misura per chi desidera girare Leggi tutto

A Torino soprattutto nelle vicinanze del centro, esistono molte chiese che vi consiglio di visitare. Ma ce n’è una in particolare che mi ha lasciato a bocca aperta:  la chiesa di San Giovanni Evangelista che si trova presso il quartiere di San Salvario a Torino. Vi svelo in che modo ho conosciuto questo luogo sacro.

Una chiesa all’improvviso

Un sabato pomeriggio stavo passeggiando per il centro città ed arrivata in corso Vittorio Emanuele, uno dei più importanti di Torino perché collega la stazione di Porta Nuova con la collina, all’improvviso mi stupisco che sia aperta la maestosa chiesa di San Giovanni Evangelista, che solitamente è chiusa. Quindi con gioia entro per visitarla.

La Chiesa di San Giovanni Evangelista

Immediatamente mi stupisco perché l’interno è molto buio e non riesco a vedere bene che cosa contenga, faccio qualche foto ai dipinti laterali e nel frattempo mi avvicino all’altare centrale. Mi viene incontro un signore che si scusa per le luci spente e in men che non si dica la chiesa si illumina ed io posso ammirarne la bellezza che mi lascia stupefatta.

Continuo a fissare il meraviglioso altare e poi scatto una foto. Allora il signore si avvicina nuovamente per chiedermi se la chiesa è di mio gradimento. Gli rispondo che poche volte ho visto tanta bellezza e lui allora si presenta: “Piacere io sono Don Dario il parroco, se posso esserti utile, chiedi pure!”. Allora gli rispondo che mi fa tanto piacere conoscerlo e vorrei che mi raccontasse la storia di come Don Bosco riuscì a far edificare questa chiesa. Con gli occhi luccicanti inizia la sua spiegazione.

Altare Chiesa San Giovanni Evangelista

Don Bosco è tuttora uno dei santi più famosi di Torino. Dopo essere stato ordinato prete, decise di recarsi per le strade e rendersi conto in quale stato di degrado si trovassero i giovani e poi nelle carceri. I fondamenti della sua attività si possono riassumere in pochi aspetti: diventare amico dei giovani per donargli un’istruzione adeguata e avvicinarli alla chiesa. Per questo uno dei punti cardine su cui si fonda la comunità salesiana è diffondere l’amore di Dio in special modo ai giovani, ai più poveri e agli abbandonati dalla società.

Dipinto Don Bosco

Nel 1841 Don Bosco diede inizio alla sua opera di evangelizzazione, facendo catechismo ad un ragazzo di nome Bartolomeo Garelli. Si trovavano ogni domenica presso la sacrestia della chiesa di San Francesco D’Assisi a Torino. Così in pochi mesi si sparse la voce e centinaia di ragazzi ogni domenica si recavano presso la chiesa, non solo per sentire la parola di Dio spiegata da Don Bosco, ma anche per avere una sua parola di conforto o di aiuto. Dopo 5 anni spostò questi incontri nel quartiere Valdocco a Casa Pinardi dove vide la luce l’Opera Salesiana, grazie alla quale nacquero dei centri di formazione professionale e il concetto fondamentale di aiutare il prossimo si concretizzò nell’istituzione di missioni specifiche in Italia nel mondo.

Poiché quel luogo però non poteva contenere le miriadi di persone che accorrevano da lui, pensò di dar vita ad un secondo oratorio e così affittò per 450 lire annue una casetta con il cortile, adatta per accogliere tutti quei ragazzi, situata dove oggi si trova il presbiterio dell’odierna chiesa di San Giovanni Evangelista. Così dopo alcuni lavori per rendere più adatto l’ambiente, nel 1947 in una fredda giornata di neve, una moltitudine di ragazzi si recò da Valdocco al nuovo oratorio San Luigi.

Cristo Chiesa San Giovanni Evangelista

Con il passare del tempo questo luogo divenne un’icona di ritrovo per tutti i ragazzi della zona e così Don Bosco comprò il terreno intorno alla casa, per costruire una grande chiesa che fosse visibile da una delle strade più importanti di Torino: Corso Vittorio Emanuele. La fece disegnare dall’architetto Edoardo Arborio Mella che creò un edifico imponente in stile romanico, sul quale svettava il campanile che si trovava a 45 metri d’altezza. Nel 1878 fu collocata la pietra angolare sulla quale c’era un’incisione che recitava: “Fu messa in costruzione una chiesa, un oratorio e una scuola affinché a tutti venga data la comodità di soddisfare ai doveri religiosi e si possano istruire nella religione e nella scienza i ragazzi”.

Nel 1882 la costruzione fu terminata e il 14 agosto dello stesso anno l’Arcivescovo di Torino la consacrò solennemente. A mezzogiorno furono suonate le campane a festa per dare inizio alla prima Messa celebrata proprio da Don Bosco davanti ad una folla immensa. Questa chiesa nel tempo fu battezzata dai cittadini “San Giovannino” per distinguerla dalla cattedrale di San Giovanni Battista patrono della città.

Una curiosità: è una delle rare chiese di Torino costruita solo con le offerte dei fedeli, che risposero con grande generosità all’appello di Don Bosco.

Una chiesa dedicata all’Apocalisse

Innanzitutto è importante sapere che la chiesa di San Giovanni Evangelista è dedicata all’Apocalisse.

All’entrata è presente una statua che ritrae Pio IX opera di Francesco Gonfalonieri, che è stata voluta proprio da Don Bosco come ringraziamento al Papa che fu per lui benefattore ed amico.

Statua Pio IX

Al suo interno la chiesa è divisa in tre navate che culminano in una volta, nella quale si può ammirare uno squisito dipinto del pittore torinese Enrico Reffo che rappresenta una scena del calvario in cui il Redentore pronuncia le parole del Testamento: “Donna ecco tuo figlio” e al discepolo: “Ecco tua madre”. Nei cinque medaglioni sottostanti il dipinto sono rappresentati: San Pietro, San Giacomo, San Giovanni e Sant’Andrea e nei sette medaglioni sulle pareti laterali sono raffigurati i sette vescovi dell’Asia Minore citati nell’Apocalisse.

Volta San Giovanni Evangelista

Nella volta sopra il presbiterio, dipinti da Giuseppe Rollini, troviamo l’Agnello e due gruppi di angeli scena tratta dall’Apocalisse in cui Gesù rompe i sigilli che chiudevano i libri che avevano come argomento il futuro destino della chiesa, mentre i cori angelici cantano inni di lode e vittoria all’Agnello.

Una curiosità: l’altare è double face ovvero è costruito in modo identico sia davanti che dietro, questo perché una volta la Messa si poteva anche seguire dall’ingresso posteriore.

Retro San Giovani Evangelista

L’organo

Don Bosco aveva voluto che la chiesa di San Giovanni Evangelista fosse dotata di un grandioso organo ed infatti fu costruito a tre tastiere e con oltre 3600 canne. Per l’inaugurazione nel luglio del 1882 fu organizzata una settimana di concerti con i migliori organisti provenienti da tutta Italia.

Organo Chiesa San Giovanni Evangelista

Purtroppo nel tempo l’organo si danneggiò irrimediabilmente a causa dell’usura e del riscaldamento. Fu così restaurato, mantenendo l’apparato audio originale e fu trasferito dietro l’abside. Inoltre in occasione del bicentenario della nascita di Don Bosco, fu ampliato e rimesso a nuovo. Ad oggi rimane il terzo organo più grande di Torino ed ha un impianto elettrico che è simile a quello della Cattedrale di Notre Dame a Parigi.

In conclusione…

Ecco – mi dice il parroco a conclusione della sua spiegazione – questa è la storia della magnifica chiesa di San Giovanni Evangelista che ho il piacere di guidare da tanti anni, dopo essere tornato dalle missioni.

Poi ci sediamo un attimo in silenzio a contemplare ancora l’immensa bellezza dell’interno e all’improvviso Don Dario mi dona un piccolo rosario che ha preso a Gerusalemme affinché io mi ricordi di questo nostro casuale incontro e quando lo racchiudo tra le mie mani trattengo a stento le lacrime, perché penso che ogni tanto le coincidenze possano segnare la via da percorrere nella vita, quando non si è sicuri. Infatti ho sempre pensato che sarei voluta andare in Israele a vedere da vicino quella terra così martoriata politicamente, ma così piena di storia e spiritualità ed avevo sempre rimandato. Ora invece nella mia mente si fa strada una certezza: “Israele, ecco la meta del mio prossimo viaggio!!”.

Vi chiederete: “Che cosa c’è da vedere a Torino centro?”. Ho creato degli itinerari su misura per chi desidera fare una passeggiata guidata tra vicoli e musei, sia a piedi che con i mezzi per vedere innanzitutto il centro e le sue bellezze.

Poiché Torino è molto ben collegata con i mezzi pubblici e con la metropolitana, vi indicherò le possibili combinazioni di tram e bus per visitarla in tutta tranquillità.

Per avere degli sconti sui musei vi consiglio la tessera turistica di Torino che include l’accesso gratuito in numerosi musei, sia del capoluogo piemontese che della sua regione:

https://www.civitatis.com/it/torino/tessera-torino-piemonte-card/

ITINERARIO: DA PIAZZA PALAZZO DI CITTA’ AL RONDO’ DELLA FORCA

Per capire “Cosa c’è da vedere a Torino centro in un giorno” ho creato questo tour che vi condurrà per i vicoli del centro attraverso la visita a varie chiese importanti ed anche del Museo D’Arte Orientale.

Ho creato per voi una piccola mappa che potete anche scaricare sul link sottostante, così potrete orientarvi meglio e capire dove sono ubicati i monumenti che descrivo nell’articolo. Potete salvarla e poi stamparla per portarvela dietro in formato cartaceo.

Da vedere a Torino centro. Una passeggiata tra vicoli e musei

Per aprire e stampare la mappa scaricabile, cliccate sul link qui sotto:

                       

Da vedere a Torino centro. Una passeggiata tra vicoli e musei

PER GIRARE TORINO CON I MEZZI PUBBLICI:

Tram: 4                tram        Bus: 11, 58

Presso la stazione di Porta Nuova prendere i mezzi tram o bus alla fermata Porta Nuova a e scendere alla fermata Garibaldi per iniziare il tour a piedi.

Cliccate sul numero del tram o bus nei link sopra per vedere il tragitto o andate sul sito ufficiale GTT TORINO: http://www.gtt.to.it/cms/

Via Garibaldi

Partendo da Piazza Castello troviamo un’altra delle vie più importanti di Torino: via Garibaldi. Dopo aver cambiato nome e aspetto più volte, nel 1882 sostituisce in modo definitivo via Dora Grossa e viene dedicata all’eroe del risorgimento italiano Giuseppe Garibaldi.

Una curiosità: con i suoi 963 metri di lunghezza è la seconda strada pedonale più lunga d’Europa e collega piazza Castello con Piazza Statuto, snodo nevralgico della città perché si trova la seconda stazione più importante: Porta Susa.

Via Garibaldi insieme a via Roma, via Po e via Lagrange è il luogo d’eccellenza per lo shopping torinese ma anche per gli appassionati di bancarelle, che troveranno dei deliziosi souvenir rappresentati da oggetti fatti a mano dagli stessi artigiani che hanno i banchi.

Basilica del Corpus Domini

Girate a destra in via Porta Palatina e poi la prima a sinistra e vi ritroverete in un’adorabile piazzetta. Se alzate la testa potrete vedere un grande piercing sanguinante attaccato all’angolo di un palazzo. È opera dell’architetto Corrado Levi, si chiama “Baci rubati” ed era nata come installazione temporanea ma, per fortuna non è più stata più rimossa.

Da vedere a Torino centro

Proprio nella piazzetta in cui si trova l’opera possiamo anche ammirare la Basilica del Corpus Domini che è una chiesa in stile barocco, ma è all’interno che si trovano delle decorazioni marmoree degne di essere ammirate.

Inoltre la chiesa è piena di commemorazioni dell’evento celebrato dalle cronache dell’epoca, in cui si racconta di come due ladri saccheggiarono la chiesa di San Pietro Apostolo in Val di Susa prendendo anche il santissimo sacramento contente l’ostia. Per rivendere ciò che avevano rubato raggiunsero Torino il giorno della festa del Corpus Domini. Ma proprio dove oggi sorge la chiesa, il mulo che trasportava l’ostia inciampò e sgualcì le sacche facendo fuoriuscire il contenuto. Pare che il Santissimo si librò in aria, illuminando la piazza.

Piazza Palazzo di Città 

Sempre pensando a: “Cosa ci sia da vedere a Torino centro”, continuate dritto e vi ritroverete in piazza Palazzo di Città un tempo conosciuta anche come Piazza delle Erbe, perché contenitore di bancarelle di frutta e verdura ed ora sede di Palazzo Civico.

Questa piazza è finemente incorniciata da portici e al centro troviamo la statua dedicata ad Amedeo VI di Savoia detto anche il “Conte Verde” per il colore delle sue armi e del suo abbigliamento durante i tornei cavallereschi, che lo ritrae mentre sottomette un soldato Moro in ricordo delle guerre d’Oriente contro bulgari e turchi.

Piazza palazzo di città

A cavallo tra l’autunno e l’inverno diventa sede di una delle installazioni più conosciute ovvero le annuali “Luci d’Artista”, infatti a natale la piazza viene sormontata da migliaia di cubi luminosi blu e rossi, che vi lasceranno a bocca aperta. Se vi trovate a Torino d’estate, qui nelle vicinanze sono presenti tantissime gelaterie, in cui potete godervi un gelato classico o una dissetante granita.

Museo D’Arte Orientale

Sempre pensando a: “Cosa ci sia da vedere a Torino centro” è quasi d’obbligo una visita al MAO acronimo di Museo D’Arte Orientale nel quale si possono ammirare circa 1500 opere, suddivise in 5 sezioni.

Per maggiori informazioni e prenotazioni, visitate il sito ufficiale: https://www.maotorino.it/it

Per maggiori informazioni leggete l’articolo completo.

Basilica della Consolata

Continuando con l’itinerario su: “Cosa ci sia da vedere a Torino centro”, tornate in Piazza Palazzo di Città, prendete via Sant’Agostino, girate in via San Domenico e a pochi passi troviamo la Basilica della Consolata.

Basilica della Consolata

Anche se è da sempre nota come “Consolata”, sarebbe più corretto definirla “Consolatrice” perché il vero nome della Chiesa è “Santuario di Santa Maria della Consolazione”, infatti il pronao reca la scritta latina AUGUSTAE TAURINORUM CONSOLATRIX ET PATRONA ovvero “Consolatrice e protettrice della Città di Torino”.

asilica Consolata Madonna

Una curiosità: la grande venerazione dei torinesi per questa Chiesa è dovuta ad un quadro raffigurante la Madonna, di cui si conserva tuttora una copia all’interno dell’attuale cripta del santuario.

La leggenda racconta che il dipinto, durante i vari rimaneggiamenti della chiesa andò perduto. Un non vedente il cui nome sarebbe Giovanni Ravacchio proveniente da Brianḉon, giunse a Torino in pellegrinaggio, affermando di aver visto in sogno e poi come apparizione proprio la Madonna. Quest’ultima gli avrebbe indicato il luogo preciso in cui si trovava il dipinto scomparso ovvero nei sotterranei dell’antica chiesa di Sant’Andrea. Infatti l’icona fu ritrovata e il Ravacchio riacquistò la vista. A seguito di questo evento miracoloso, la chiesa fu restaurata, denominata “Basilica” e il quadro fu collocato al suo interno. L’episodio non è comprovato da una documentazione ufficiale, però nella Chiesa si trova una lapide del 1595 che pare confermare l’accaduto, in quanto riprodurrebbe il testo di una pergamena ufficiale dell’epoca.

Madonna in rame

Quando entro nella Basilica ogni volta rimango a bocca nell’ammirare la stupenda statua della Madonna in rame argentato, perché non ne ho mai vista un’altra così bella. Quindi sono andata a leggere la storia che narra di come questa sia la terza statua collocata nel santuario.

La prima realizzata nel 1798 in getto d’argento, fu trafugata dai francesi in epoca napoleonica, portata alla Zecca e fusa. Anche la seconda fu rubata e la terza del 1878 a sua volta ha attraversato un momento di difficoltà quando nell’800 un folle tentò di tagliarle la testa.

Una curiosità: nella parte finale della Chiesa è presente una parte dedicata agli ex voto che sono più di 13.000. Forse vi chiederete che cosa rappresentano. Ebbene sono dei quadretti che raffigurano delle persone che si sono trovate in difficoltà o in pericolo di vita e si sono salvate per intercessione della Madonna. Costoro come ringraziamento, hanno dedicato e regalato dei quadretti a Maria.

Ex voto Consolata

Oggi è possibile ammirare una galleria di ex voto, per lo più del periodo della seconda guerra mondiale in cui sono raffigurati incidenti stradali, incendi, crolli di edifici, scene di guerra, macchine, bici, terremoti, alluvioni, fiumi, tribunali, sale operatorie ed altro ancora. In tutti i dipinti l’elemento onnipresente è lei: la Consolata.

L’ex voto più antico del 1670 è simboleggiato da quello di Antonia Margherita Nobenasca moglie di un mercante di Savona, che fu tormentata per nove anni dal diavolo.

Invece uno dei più attuali del 1978 è stato donato alla Consolata da un uomo che è riuscito a liberarsi dalla droga e poi è diventato medico.

Anche il ciclista Nino Defilippis ha donato un quadretto in cui dedica alla Madonna una delle sue vittorie.

Rondò della forca

Da Porta Nuova: bus 52 scendere a Don Bosco

Da Piazza Castello: andare in via Bertola e prendere la linea bus 72 scendere a Rondò della Forca

 Dalla basilica potete facilmente arrivare a piedi al Rondò della Forca. Si chiama così perché tra il 1835 e il 1853 avvenivano le esecuzioni dei condannati a morte, che erano pubbliche per intimorire i cittadini e prevenire ulteriori delitti.

Durante le condanne però, da luogo di morte la piazza si trasformava quasi in un palcoscenico in cui partecipavano venditori, giocolieri e cantastorie. Addirittura si racconta che il pubblico manifestasse il suo gradimento per la condanna, tirando pietre al condannato o alla polizia se non era soddisfatto. Un’ ulteriore curiosità macabra è rappresentata dalla diceria che si contasse il numero dei giri che il corpo del condannato avrebbe fatto prima di fermarsi e che questo numero sarebbe stato giocato al lotto.

Rondò della Forca

Questo luogo oggi giorno non ha più nulla di pauroso. Infatti dove prima c’era il patibolo, ora si trova una statua di San Giuseppe Cafasso che porge una croce ad un condannato. Infatti egli era soprannominato “Il prete della Forca”, perché accompagnava i condannati che si trovavano in carcere fino al momento dell’impiccagione.

Basilica di Santa Maria Ausiliatrice

Da Porta Nuova: bus 52 scendere a Don Bosco

Da Piazza Castello: andare in via Bertola e prendere la linea bus 72 scendere a Rondò della Forca

Per finire l’itinerario su: “Cosa ci sia da vedere a Torino centro”, se volete ammirare qualcosa di unico, imponente e meraviglioso non potete tralasciare la visita alla Basilica di Santa Maria Ausiliatrice che si trova proprio accanto al Rondò della Forca.

Maria Ausiliatrice

La Chiesa è nascosta da altri edifici quindi non si nota immediatamente, ma quando da corso Regina Margherita si scopre la via che conduce al santuario e la si percorre, si rimane a bocca aperta dalla maestria con cui è stata costruita.

Fu voluta da San Giovanni Bosco e realizzata sul modello di San Giorgio Maggiore a Venezia del Palladio. Don Bosco fondò qui il suo primo oratorio, che diede vita all’opera salesiana e visse qui fino al giorno della sua morte, infatti nella chiesa è presente un dipinto che celebra Don Bosco e al di sotto troviamo la cripta che contiene il suo corpo. Riuscì a realizzare il sogno di “trasformare i lupi in agnelli” grazie alla sua dedizione nell’aiutare, assistere ed educare i giovani poveri e gli emarginati. 

Cripta Don Bosco

Ora la Basilica è gestita dai salesiani che ne hanno fatto un centro di aggregazione con molte attività dedicate sia alle famiglie che ai ragazzi, come per esempio un centro di formazione professionale.

Dipinto Santa Maria Ausiliatrice

Entrate per ammirare il dipinto di Maria Ausiliatrice posizionato sopra il tabernacolo, la cupola ed un bellissimo crocifisso che si trova nella parte retrostante l’altare maggiore. Sono conservate oltre alle spoglie di Don Bosco quelle del suo allievo Michele Rua, Domenico Savio e Maria Mazzarello.

Se volete soggiornare qui, è presente anche la casa di accoglienza per i turisti Mamma Margherita, dove potrete tranquillamente pernottare.

Tutte le informazioni le potete trovare al sito ufficiale:

https://basilicamariaausiliatrice.it/ospitalita/

Se vi fermate a Torino più di un giorno e volete vedere il centro della città con i suoi monumenti leggete gli altri due articoli che vi riporto di seguito:

Cosa vedere a Torino in un giorno

Cosa vedere a Torino in due giorni: un itinerario tra piazze e musei

Suggerimento

Quello che hai appena letto è l’itinerario che ti consiglio per visitare Torino, ma se non hai voglia di vederla in autonomia su Civitatis potrai trovare vari tour guidati che ti aiuteranno a girare la città al meglio.

Un free tour in cui pagherai la guida per quello che ritieni sia il giusto per il tour:

https://www.civitatis.com/it/torino/free-tour-torino/

Un tour della parte sotterranea della città:

https://www.civitatis.com/it/torino/tour-sotterranei-torino/

Il bicerin famosa bevanda della tradizione piemontese prende origine dalla bavareisa ed è composto da tre ingredienti principali: caffè espresso, cioccolata e crema di latte che si uniscono a formare una bevanda gustosa, frutto di esperienza, storia e scelta di materie di prima qualità. Ma dov’è nato il bicerin?

Deve il suo nome proprio al bicerin letteralmente biccherino in piemontese, che era la maniera in cui veniva servito, ovvero dentro a piccoli bicchieri di vetro trasparente senza manico.

Questa deliziosa bevanda sprigiona nel palato una serie di gusti che, mescolandosi tra loro, creano una deliziosa scioglievolezza.

Dov’è nato il Bicerin

La storia del bicerin

Ancora non vi ho svelato dov’è nato il bicerin, quindi vediamo insieme la sua storia.

Nel 1763 apre a Torino un piccolo locale che inizia a proporre questa bevanda, che ottiene subito un incredibile successo e grazie alla quale i torinesi battezzano il bar: “Al bicerin”. È così che dal lontano 1763 la ricetta originale viene tenuta nascosta tra le mura dell’antico caffè e viene tramandata dai proprietari di generazione in generazione.

Ancora oggi il bicerin servito nel caratteristico bicchiere di vetro accompagnato da tipici biscotti piemontesi. Il segreto per assaporare al meglio la bevanda è non mescolarla e lasciare che le varie componenti si fondano direttamente sul palato.

Questa delizia ha conquistato il palato di molti personaggi illustri, tra i quali Camillo Benso Conte di Cavour e Alexandre Dumas. Addirittura questo caffè è citato nel romanzo: “Cimitero di Praga” di Umberto Eco.

Umberto Eco

La bevanda poi si diffuse poi anche in altri bar della città, diventando uno dei simboli di Torino.

I migliori locali torinesi per assaggiare un ottimo bicerin

Dov'è nato il bicerin

Al Bicerin

Il Bicerin è nato proprio in questa confetteria che ne porta il nome, custodisce gelosamente la ricetta originale e mantiene un’atmosfera di altri tempi con i suoi piccoli tavolini di marmo. Io l’ho assaggiato proprio qui per la prima volta e ne sono rimasta deliziata.

Indirizzo: piazza della Consolata 5 – Torino

Sito web: https://bicerin.it/

Al Bicerin caffetteria Torino

Pasticceria e confetteria Stratta

Qui il Bicerin non viene servito nella sua ricetta originale con crema di latte, ma con la panna montata. Assaggiatelo per vedere se vi piace!

Indirizzo: piazza San Carlo 191 – Torino

Sito Web: https://www.stratta1836.it/

Guido Gobino

 Gobino è uno dei maitre chocolatier più famosi di Torino e propone anche lui le due varianti di bicerin con crema di latte o con panna.

Indirizzo: via Lagrange 1 – Torino

Sito Web: https://www.guidogobino.it/

Nel 20021 la Regione Piemonte ha incluso il bicerin nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte.

Quindi ora che vi ho rivelato dov’è nato il bicerin, vi racconto una curiosità: da questa bevanda è nato un liquore al gianduiotto a base di crema di gianduia confezionata in una bottiglia a forma di Mole Antonelliana che si trova per lo più nei supermercati, ma attenzione non lasciatevi ingannare, perché non si tratta del bicerin originale!!

Se volete degustare un buon bicerin o assaporare i tipici gianduiotti torinesi associati ad una visita eno-gastronomica di Torino, potete appoggiarvi ai food tour “Do it better experience” https://doeatbetterexperience.com/it/ scegliere la città di Torino e partecipare al Torino Tour Pasticcini che prevede anche la degustazione dello squisito bicerin.

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Vi chiederete: “Che cosa vedere a Torino in due giorni?“. Ho creato un itinerario su misura per chi desidera girare la città in maniera guidata, sia a piedi che con i mezzi pubblici, per vedere il centro e le sue bellezze,

Poiché Torino è molto ben collegata con i mezzi pubblici e la metropolitana, vi indicherò le possibili combinazioni di tram e bus per visitarla in tutta tranquillità.

Cosa vedere a Torino in due giorni? Propongo un itinerario molto interessante e vario per la visita di questa stupenda città che molte volte viene considerata come triste e grigia. Questa è solo una leggenda metropolitana, perché in realtà è una città molto solare e luminosa, ve ne accorgerete quando verrete a visitarla.

Tutti gli itinerari si possono seguire separatamente o insieme, dipende dai giorni che avete a disposizione per la visita.

Per avere degli sconti sui musei vi consiglio la tessera turistica di Torino che include l’accesso gratuito in numerosi musei, sia del capoluogo piemontese che della sua regione:

ITINERARIO: TEATRO REGIO, VIA PO, PIAZZA VITTORIO, PIAZZA CARIGNANO E CONSERVATORIO

Ho creato per voi una piccola mappa che potete anche scaricare al link sottostante, così da potervi orientarvi meglio e capire dove sono ubicati i monumenti che descrivo nell’articolo. Potete salvarla e poi stamparla, per portarvela dietro in formato cartaceo.

Cosa vedere a Torino in due giorni un itinerario tra piazze e musei

Cosa vedere a Torino in due giorni

Per visitare Torino da Piazza Castello a Piazza Vittorio con i mezzi pubblici.

Tram: 13, 15               tram        Bus: 5556, 61

Per raggiungere Piazza Vittorio partendo da Piazza Castello, recatevi presso la fermata di Piazza Castello e prendete i tram o bus alla fermata Castello verso Gran Madre e scendete alla fermata Vittorio.

Cliccate sul numero del tram o bus soprastanti per vedere il tragitto o andate sul sito ufficiale GTT TORINO:

Teatro Regio il tempio dell’opera lirica

Se vi state chiedendo: “Che cosa vedere a Torino in due giorni?” ecco qui un itinerario per voi.

Da Piazza Castello percorrendo i portici che contornano la piazza, dirigendosi verso via Po e la collina torinese, possiamo ammirare il famoso Teatro Regio dove ogni anno viene proposto in cartellone il meglio della lirica e del balletto. La splendida cancellata che potete osservare all’entrata è stata scolpita in bronzo da Umberto Mastroianni ed è intitolata “Odissea Musicale” in omaggio al teatro lirico. I tre gruppi maggiori raffigurano la Danza, la Tragedia e la Commedia, affiancate da un bassorilievo di maschere e di figure drammatiche. Inoltre la facciata dell’edifico, è stata dichiarata, dal 1997, patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

TeatroRegioPortone

L’interno del teatro è simile per forma alla cassa di un violoncello e la platea invece ricorda un’ostrica semiaperta e se guardiamo in alto, possiamo ammirare un meraviglioso lampadario composto da 1762 sottilissimi tubi in alluminio che creano un incredibile effetto a stalattite. 

TeatroRegioTorino

Inoltre il teatro offre delle visite guidate al “dietro le quinte” per chi desidera scoprire luoghi che solitamente sono chiusi al pubblico.

Per vedere tutte le iniziative, basta recarsi sul sito ufficiale del teatro e prenotarsi.

Passeggiando sotto i portici di Via Po

Continuiamo la visita passeggiando per via Po, che è una delle strade storiche del centro di Torino e collega Piazza Castello con Piazza Vittorio Veneto. È caratterizzata dai tipici portici torinesi, sotto i quali troviamo numerosi negozi, librerie, alcune bancarelle che vendono libri usati e caffè storici come il caffè San Carlo, il caffè Torino, caffè Moquita, caffetteria Stratta e in cui potete fare una pausa e se visitate la città in inverno, assaporare una buona cioccolata calda accompagnata da ottime torte.

Una curiosità riguardo a via Po è che, percorrendola sul lato sinistro, si può notare che i portici sono continui, non subiscono interruzioni in prossimità degli incroci, come invece succede nel lato destro. Fu il re Vittorio Emanuele I di Savoia ad ordinare di erigere i portici in questo modo: così i reali anche in caso di pioggia o di neve non si sarebbero bagnati, recandosi da Palazzo Reale alla chiesa della Gran Madre.

Il simbolo di Torino: la Mole Antonelliana

In questo itinerario su cosa vedere a Torino in due giorni, possiamo ammirare il monumento più fotografato di Torino.

Quasi alla fine di Via Po se girate a sinistra in via Montebello, potrete ammirare il simbolo di Torino: la Mole Antonelliana. Doveva essere una Sinagoga, ma poi fu acquistata dal Comune che ne fece un’opera commemorativa all’unità nazionale.        

Ma perché la Mole si chiama così? E’ definita Mole perché fu la costruzione in muratura più alta del mondo, Antonelliana perché la progettò Alessandro Antonelli. Subì negli anni importanti ristrutturazioni con cemento armato e travi di acciaio, per cui essa non può più considerarsi una struttura esclusivamente in muratura.

Ma quanto costa visitare la Mole Antonelliana? Vi consiglio di fare il biglietto che comprende l’ingresso anche all’ascensore panoramico, perché si gode di una delle viste più belle di Torino.   

MoleAntonelliana

Il Museo del Cinema: tour virtuale dentro i film che hanno fatto la storia del cinema 

Un’informazione: per visitare i musei in tranquillità, potete comprare la “TORINO + PIEMONTE CARD” che vi darà accesso a degli sconti nel poli museali di Torino e Piemonte. Vi lascio il link per potere scegliere quali combinazione si adatta di più alle vostre esigenze.

Se ancora vi ste chiedendo: “Che cosa vedere vedere a Torino in due giorni?” sappiate che la Mole Antonelliana è anche sede del Museo del Cinema, luogo suggestivo e magico che non dovete perdervi. L’intero percorso si sviluppa a spirale verso l’alto su più livelli espositivi, ripercorrendo la storia del cinema dalle origini ai giorni nostri, grazie ad un moderno itinerario interattivo: dal teatro d’ombre alle prime affascinanti lanterne magiche che hanno costituito la preistoria della “settima arte” ai più spettacolari effetti speciali dei nostri giorni.

Quando vado a visitare il Museo del Cinema, mi sembra sempre di entrare in un’altra dimensione perché si respira un’aria magica. Si può passeggiare tra i vari tabelloni che ripercorrono la storia del cinema descrivendone trame e personaggi, guardare il film muto in bianco e nero girato dai fratelli Lumiere, sdraiarsi su un letto gigante alla cui sommità si possono vedere sequenze di vecchi film, fino ad arrivare nella piazza centrale in cui sono presenti delle poltrone sulle quali ci si può sdraiare e guardare un film sul maxi schermo proprio come al cinema.

Il Museo di Arti Decorative Accorsi Ometto

Quasi alla fine di via Po, sulla sinistra potete trovare il Museo di Arti Decorative Accorsi Ometto. Sono presenti sempre delle mostre temporanee molto interessanti, ma assolutamente merita una visita anche solo per ammirare lo “Scrigno” che è ritenuto dalla critica internazionale “il mobile più bello del mondo“, realizzato da Pietro Piffetti il più celebre degli ebanisti piemontesi del Settecento.

Vi assicuro che è veramente un capolavoro di intarsi che vi lascerà a bocca aperta e vi consiglio di non perderlo!!

Piazza Vittorio Veneto una della piazze più grandi d’Europa

Per continuare ad ammirare il centro di Torino in due giorni, ora approdiamo nella magnifica Piazza Vittorio Veneto altro incantevole luogo di ritrovo per eccellenza dei torinesi, non solo perché pieno di locali in cui potrete assaggiare dei buonissimi aperitivi accompagnati da squisiti stuzzichini con una minima spesa, ma perché rimarrete affascinati dalla splendida vista che si gode dalla piazza sulla collina torinese.

PiazzaVittorioTorino

Se arrivate nella golden hour cioè all’ora del tramonto, attraversate la piazza fino a raggiungere ponte Vittorio Emanuele che collega la piazza alla Gran Madre e potrete godere un tramonto mozzafiato affacciati sul fiume Po con la cornice della collina come sfondo, a destra il Monte Dei Cappuccini e in lontananza sulla destra la Basilica di Superga.

Tramontosul PoTorino

Una curiosità: pare che all’interno del pilastro centrale del ponte, in piena costruzione, sia stato murato un vero tesoro: 89 monete di oro, argento e bronzo coniate per celebrare le gesta e le conquiste dell’allora Imperatore Napoleone, un metro in argento massiccio e due targhe in metallo. Le monete furono poi chiuse dentro a uno scrigno di legno mentre il metro e le tavolette in un tubo di vetro lavorato. Furono inseriti entrambi in un contenitore di piombo, resistente al peso della costruzione, incastonato nel pilone centrale del ponte che ancora oggi conserva questo tesoro.

La basilica della Gran Madre e il Santo Graal 

Per continuare a scoprire che cosa vedere a Torino in due giorni, percorrete il ponte fino in fondo andate a visitare la Gran Madre la basilica più famosa della città di Torino. perché legata alla leggenda del Santo Graal. La Chiesa fu costruita per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I di Savoia dopo la sconfitta di Napoleone. Il progetto fu opera dell’architetto Ferdinando Bonsignore che diede alla chiesa forme e proporzioni ispirate dichiaratamente a quelle del Pantheon di Roma.  Infatti proprio l’iscrizione “La nobiltà e il popolo di Torino per il ritorno del re” la fanno più assomigliare ad un momento pagano che non ad una Chiesa Cristina.

Cosa vedere a Torino in due giorni un itinerario tra piazze e musei

L’interno è un vero proprio gioiellino che ospita quattro bassorilievi realizzati da diversi scultori che raffigurano la vita della Vergine e poi se alzate gli occhi non potrete che rimanere incantati dalla meravigliosa cupola.

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All’uscita possiamo notare che alla base della scalinata sono presenti due statue, rappresentanti la Fede e la Religione. Secondo alcuni esoterici, la basilica della Gran Madre è di fondamentale importanza in quanto la statua che rappresenta la religione regge nella mano levata un calice e guarda in una direzione: quella in cui sarebbe nascosto il Sacro Graal ovvero il calice che Gesù usò per consacrare il vino durante l’Ultima Cena. Molte supposizioni si sono fatte strada negli anni, anche se l’ipotesi che sia da qualche parte a Torino, non è ancora stato confermata da nessun ritrovamento!

StatuaReligioneGranMadre

Piazza Carlo Alberto sede della biblioteca Nazionale 

Continuando a scoprire che cosa vedere a Torino in due giorni, se tornate verso via Roma potrete imbattervi in piazza Carlo Alberto famosa per essere la sede della biblioteca Nazionale, ma anche per un aneddoto curioso.

Per sei mesi il filosofo Nietzsche si trasferì a Torino, magnificando in alcune lettere che spedì ai suoi amici le bellezze della città. Affittò per 30 lire al mese un appartamento ammobiliato in via Carlo Alberto 6 da due coniugi che gestivano un’edicola nell’omonima piazza. Inoltre qui terminò la stesura del suo capolavoro “Ecce homo. Ma la permanenza del filosofo è ricordata anche in relazione ad un racconto a metà tra mito e realtà. Nietzsche vedendo un cocchiere fustigare a sangue il proprio cavallo, inveì furibondo contro l’uomo abbracciando e baciando l’animale. Caduto poi a terra in preda a spasmi, il filosofo cominciò ad urlare a squarciagola d’essere il nuovo “Dioniso” e il nuovo “Signore di Torino”.

Un’altra curiosità: l’attuale piazza nei tempi antichi costituiva il giardino dei Principi Savoia Carignano, luogo lussureggiante grazie alla rigogliosa vegetazione e completamente privato. Venne convertito a metà dell’Ottocento in piazza pubblica.

Piazza Carlo Alberto Torino

La Galleria Subalpina il primo piccolo centro commerciale della città

Se prendete i portici che ci trovano in Piazza Carlo Alberto e li percorrete fino al fondo vedrete che ci sono dei gradini, salite e vi troverete nella Galleria Subalpina, che fu progettata da Pietro Carrera alla fine del 1800, esempio di primo piccolo centro commerciale dell’epoca.

GalleriaSubalpina

Ora possiamo trovare vari negozi di antiquariato e il celebre caffè storico Baratti & Milano caratterizzato da un arredamento raffinato grazie all’ampio uso di specchi, marmi, bronzi, dorature e stucchi. Potrete sedervi a prendere un caffè macchiato o un bicerin. I prezzi sono leggermente al di sopra della media, ma ne vale la pena perché vi sembrerà di essere trasportati in un’altra epoca!!

Qui troviamo anche “Il Cinema Romano” che è il più antico cinema torinese, aperto nel 1905 come cinema Lumière e poi a lungo teatro del varietà.

Una curiosità: all’interno della Galleria Subalpina sono state girate alcune scene di vari film tra cui:

  1. Quattro mosche di velluto grigio” di Dario Argento
  2. La donna della domenica” di Luigi Comencini
  3. Un colpo all’italiana” di Peter Collinson

Palazzo Carignano mirabile esempio del barocco Piemontese

Proseguendo in questo itinerario su cosa vedere a Torino in due giorni, ammiriamo una della piazze più belle di Torino – Piazza Carignano – che è un meraviglioso esempio di barocco Piemontese, conserva un’atmosfera romantico-bohemien e dalla quale si accede al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

PiazzaCarignanoTorino

La facciata di Palazzo Carignano in cotto dall’andamento curvilineo, progettata da Guarino Guarini, è uno degli esempi più belli di architettura barocca piemontese nonché sito Unesco dal 1997. Profondamente rinnovato in occasione delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, vi consiglio di visitare il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, perché solo qui potrete vedere due aule parlamentari originali: la Camera del Parlamento Subalpino, l’unica in Europa tra quelle nate dalle costituzioni del 1848 ad essere sopravvissuta integra e la maestosa aula destinata alla Camera del Parlamento del Regno d’Italia.

Due curiosità. Prima: i membri dei Savoia consideravano Palazzo Carignano come la vera dimora di famiglia, perché Palazzo Reale era usato solo come residenza ufficiale e sede dei ricevimenti. Infatti qui nacque Carlo Alberto che lo abitò per più di trent’anni.

Seconda: quando ci fu il restauro, tutto fu mantenuto come nell’ultima seduta del 1860 e perfino l’orologio e il datario sono fermi a quel giorno. 

Museo Egizio il più antico museo al mondo dedicato alla cultura Egizia

In questo itinerario su cose vedere in due giorni non poteva mancare il Museo Egizio di Torino che fu fondato nel 1824 e fu inizialmente utilizzato per esporre le opere ritrovate da Bernardino Drovetti grande ricercatore e collezionista di antichità. In seguito fu acquistato dal re Carlo Felice e nel tempo la collezione è cresciuta fino a comprendere 40.000 reperti. Oggi è considerato il più importante museo al mondo sulla storia egizia dopo quello del Cairo.

museoegizioTorino

Alcune curiosità: qui si può vedere il papiro che racconta lo sciopero più antico della storia, messo in atto dagli operai che stavano costruendo la tomba del faraone Ramesse III. Potrete inoltre ammirare il papiro più famoso del mondo ovvero il Libro Dei Morti in cui erano contenute le istruzioni dettagliate per effettuare il passaggio verso l’aldilà e in cui era illustrato il momento dalla pesatura dell’anima del defunto da parte di Osiride, da cui dipendeva l’accesso o meno alla vita eterna. Inoltre è presente un papiro erotico che attira sempre qualche visitatore curioso con le sue immagini piuttosto esplicite e il testo ironico.

Infine se volete visitare la collezione in autonomia, vi consiglio di noleggiare la video-guida realizzata dal direttore del museo Christian Greco, profondo conoscitore del mondo egizio, al cui interno potrete ascoltare anche qualche aneddoto interessante raccontato proprio da lui in persona. Il museo inoltre per rendere più facile la comprensione dell’antico mondo egizio, organizza molte attività sia per adulti che per i bambini

Il Conservatorio scuola dell’eccellenza musicale torinese

Stiamo per finire l’itinerario che vi sta portando alla scoperta di cosa vedere a Torino in due giorni.

Percorrete via Lagrange primaria via dello shopping in cui troverete i più prestigiosi marchi d’alta moda, poi girate in via Mazzini e potrete facilmente approdare in piazza Bodoni dove si trova il Conservatorio Giuseppe Verdi, scuola d’eccellenza e di alta formazione per tanti giovani musicisti che vogliono fare della musica una professione.

ConservatorioTorino

Una curiosità. Cosa c’era prima in questa piazza? Essa è al centro di molteplici vicende sulla sua destinazione d’uso. Potrà sembrare strano ma dove adesso risuonano dolci note musicali, un tempo non c’era altro che grida di ambulanti che volevano vendere la loro merce perché nell’Ottocento ospitava il “Mercato dei Commestibili “. Nel 1866 l’amministrazione locale decise di costruire un padiglione coperto in ferro e muratura tinteggiato di rosso che conteneva i banchi del mercato. E poiché vicino alla pizza si trovava anche un frequentatissimo lavatoio pubblico le famiglie benestanti, che risiedevano nel nuovo borgo, si lamentarono per anni delle urla e del via vai della gente che affollava la piazza, ma il mercato fu abolito solo nel 1928.

Si decise allora di dare vita al Conservatorio e fu costruito un edificio monumentale, in stile neo-classico con all’interno particolari in stile Liberty. Ma la perla è senza dubbio il salone da concerto, che è stato dichiarato il migliore ambiente acustico di Torino.

Rito da eseguire assolutamente nel periodo estivo, è prendersi un aperitivo o mangiare una pizza nei vari dehors che ora compongono la piazza.

La Chiesa di San Massimo dedicata al primo vescovo di Torino

Non molto lontano dal Conservatorio a ridosso dei giardini Cavour, vi consiglio di andare a visitare la Chiesa di San Massimo di gusto tardo-neoclassico che si trova in via dei Mille ed è dedicata a San Massimo primo vescovo di Torino.

ChiesaSanMassimoTorino

Sono capitata per caso una mattina davanti a questa Chiesa che fortunatamente era aperta ed ho potuto ammirare la stupenda pala della Natività della Vergine del Leganino. Ma ciò che più mi ha colpito è stata la facciata costruita come se fosse un tempio ed adornata da imponenti statue dei profeti.

Una curiosità: nell’abside opera di Francesco Gonin si trova San Massimo che predica ai torinesi, incitandoli a difendersi da Attila il famigerato re degli Unni.

Se volete continuare la visita di Torino, potete anche leggere l’articolo:

Cosa vedere a Torino in un giorno: piazza San Carlo, piazza Castello e Duomo

SUGGERIMENTO

Quello che hai appena letto è l’itinerario che ti consiglio per visitare Torino, ma se non hai voglia di vederla in autonomia su Civitatis potrai trovare vari tour guidati che ti aiuteranno a girare la città al meglio.

Un free tour in cui pagherai la guida per quello che ritieni sia il giusto per il tour:

https://www.civitatis.com/it/torino/free-tour-torino/

Scopri la residenza principale dei Savoia con la visita guidata del Palazzo Reale:

https://www.civitatis.com/it/torino/visita-palazzo-reale-torino/

Tour della Torino magica:

https://www.civitatis.com/it/torino/tour-misteri-leggende-torino/

 

Chiaveviolino Vi lascio una playlist di buona musica in stile anni ’80/’90, da ascoltare mentre fate il tour.