In un mondo sempre più frenetico, il turismo sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Nuove tendenze di viaggio stanno cambiando radicalmente il modo in cui concepiamo le vacanze. Tra le più innovative c’è sicuramente il turismo lento o “slow tourism” in inglese. Scopri il fascino del turismo lento. Cosa è e perché è importante.
In un’epoca in cui anche le vacanze sembrano un’attività frenetica, il turismo lento è nato proprio in contrasto a questo fenomeno. Si propone di diffondere un nuovo concetto di viaggio, basato sul piacere di esplorare i luoghi, le tradizioni, la natura e la cultura di un posto lentamente, per poter apprezzare tutto al meglio.
Anche se il fenomeno è emerso solo di recente, le sue radici sono molto più antiche. Il turismo lento è strettamente legato al movimento slow food e slow cultural, avviato dallo scrittore e sociologo Carlo Petrini nel 1986. Petrini fondò Slow Food come risposta alla diffusione della cultura del fast food, promuovendo un ritorno alla cucina tradizionale e localmente prodotta.

Questa filosofia si estese presto oltre il cibo, dando vita a movimenti come Slow Cities e Slow Medicine. Era solo naturale che questo ethos si estendesse anche al turismo.
L’Italia, celebre per le sue attrattive turistiche, è in prima linea nel movimento del turismo lento. Molte regioni italiane si prestano magnificamente a un’esplorazione lenta, dai parchi naturali e riserve faunistiche alle pittoresche città d’arte. Le statistiche indicano un numero sempre maggiore di viaggiatori che optano per un ritmo più lento durante le loro vacanze in Italia.
La popolarità del turismo lento è dovuta ai numerosi benefici che porta con sé. Viaggiare lentamente permette di scoprire destinazioni meno conosciute e apprezzare le qualità uniche e le sfumature che potrebbero passare inosservate durante i viaggi più frenetici. Questo porta a un’esperienza di viaggio più autentica e arricchente.

Inoltre, il turismo lento promuove la sostenibilità incoraggiando il consumo di prodotti locali e stagionali, sostenendo le economie locali e riducendo l’impatto ambientale. I viaggiatori spesso scelgono mezzi di trasporto eco-friendly come treni o biciclette, riducendo le emissioni di carbonio e immergendosi nei paesaggi che attraversano.
Le esperienze offerte dal turismo lento sono varie e mirano a favorire un legame più profondo con il luogo visitato. Alcuni esempi includono:

In conclusione, il turismo lento offre un’alternativa rinfrescante al ritmo frenetico dei viaggi moderni, consentendo alle persone di assaporare il viaggio e creare connessioni significative con i luoghi che visitano. Mentre i viaggiatori privilegiano sempre più la sostenibilità e le esperienze autentiche, il fascino del turismo lento continua a crescere.
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Se sei un appassionato di vino, amante della buona cucina o semplicemente desideroso di esplorare un paesaggio collinare pittoresco, Barolo è una destinazione da non perdere nel nord Italia e più precisamente nelle Langhe.
Questa affascinante località, situata nella regione del Piemonte, è famosa per il suo vino omonimo e offre molto di più di quanto si possa immaginare in una sola giornata. In questo articolo, esploreremo come massimizzare la tua visita a Barolo in un giorno, dalla degustazione di vini alla scoperta della cultura e della storia locali.
Vediamo quali sono le attrazioni da vedere in questo piccolo borgo, anche se si hanno a disposizione poche ore per visitarlo.

Il tuo tour può iniziare con una visita al Castello di Barolo che è una delle icone storiche e culturali più affascinanti del paese.
L’Origine Medievale
Il Castello di Barolo ha origini medievali che risalgono al X secolo. In quel periodo, la struttura era utilizzata come fortezza per proteggere il territorio circostante, poi nel corso dei secoli, il castello è passato di mano in mano, diventando di proprietà di famiglie nobili e aristocratiche.

La Famiglia Falletti di Barolo
Ma la storia del Castello di Barolo è strettamente legata alla famiglia Falletti di Barolo, che acquisì la proprietà del castello nel XVII secolo.
È grazie a questa famiglia che il castello ha assunto un ruolo centrale nella produzione del vino Barolo. La marchesa Giulia Falletti sposò il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, un appassionato di agricoltura e viticoltura. Insieme, si dedicarono al miglioramento delle tecniche di produzione del vino, contribuendo in modo significativo alla rinascita e all’evoluzione del Barolo.
Dopo la morte del Marchese Carlo nel 1838, Giulia Falletti continuò il suo lavoro nell’azienda vinicola. La Marchesa infatti svolse un ruolo chiave nella modernizzazione e nell’innovazione della produzione vinicola nella regione del Barolo. Collaborò con importanti esperti di enologia dell’epoca per migliorare le tecniche di vinificazione e aumentare la qualità del vino prodotto.
Una delle maggiori contribuzioni della Marchesa Giulia Falletti fu l’uso dell’etichetta sulle bottiglie di Barolo. Fu uno dei primi produttori a utilizzare un’etichetta distintiva per identificare e promuovere il vino Barolo, creando così un’identità riconoscibile per il prodotto. Questo è stato un passo importante nella storia del marketing del vino.
Il lavoro instancabile della Marchesa Giulia Falletti e il suo impegno per la produzione di vino di alta qualità contribuirono alla crescita della fama del Barolo come un vino pregiato. La sua eredità continua a vivere attraverso il vino Barolo e la sua figura è celebrata nella regione e nell’industria vinicola.
Oggi, il Castello di Barolo ospita il Museo del Vino (WiMu), che offre ai visitatori un’opportunità unica per esplorare la storia del vino Barolo. Attraverso esposizioni interattive e cimeli storici, i visitatori possono imparare come il vino sia profondamente intrecciato nella cultura e nella tradizione piemontese. Il museo è un tributo all’eredità della famiglia Falletti di Barolo e alla loro dedizione alla produzione di vino di alta qualità.
La visita si snoda attraverso quattro piani e 25 stanze, in un’atmosfera evocativa in equilibrio tra luce e buio. L’allestimento creato dallo svizzero François Confino, uno dei più eccellenti allestitori museali a livello mondiale, è stato pensato per essere una “discesa in profondità nella cultura del vino”.

La visita inizia dal terzo piano ed ogni piano ha un tema specifico.
È il piano dedicato alle divinità antiche, alle stagioni, alla natura, alla notte ed al buio delle cantine dove il vino ha tempo di maturare.
Qui si narra la storia del vino partendo dalla Mesopotamia e arrivando all’Egitto, alla Grecia e all’Impero Romano.
Si va dal medioevo fino all’800, scoprendo le influenze del vino nella letteratura nell’arte e nella musica.
Il piano nobile è dedicato alle due figure più importanti della famiglia: il marchese Carlo Tancredi e sua moglie Juliette Colbert. A seguire trovano spazio figure di spicco del Risorgimento quali: Camillo Benso Conte di Cavour, Silvio Pellico ma anche tante persone che vivevano nel borgo ed hanno aiutato i marchesi a creare il loro vino.

Una visita a Barolo non sarebbe completa senza una degustazione di vini. Numerose cantine locali aprono le loro porte ai visitatori per offrire degustazioni guidate.
Cantine famose come la Cantina Marchesi di Barolo, la Cantina Ceretto e la Cantina Abbona, sono ottimi punti di partenza. Assaggia i diversi tipi di Barolo e scopri le sfumature e i sapori unici di questo vino prelibato.
Dopo aver assaporato il vino, perché non fare una passeggiata tra i vigneti circostanti?
Questa è un’ottima opportunità per immergerti nella bellezza naturale della regione e apprezzare il territorio, che rende il Barolo così speciale.
Puoi scegliere per esempio un sentiero panoramico che ti condurrà tra i filari di uva Nebbiolo, il vitigno principale utilizzato per produrre il Barolo.

Se sei un appassionato di escursionismo e ami la natura, Barolo è il luogo perfetto per te. Questa affascinante regione vinicola offre una rete di sentieri escursionistici che ti permettono di esplorare le colline ondulate, i vigneti e i panorami mozzafiato. Ecco alcuni sentieri che potrai pecorrere.
1. Sentiero del Barolo chinato (chinato wine trail)
Questo sentiero panoramico ti offre la possibilità di immergerti nella cultura del vino Barolo, mentre ti godi una passeggiata tra i vigneti. Il sentiero del Barolo Chinato ti condurrà attraverso vigneti, boschi e piccoli villaggi, offrendoti panorami spettacolari e la possibilità di assaporare il famoso Barolo Chinato, una variante aromatizzata del Barolo.
2. Sentiero Barolo
Il Sentiero Barolo è un percorso che attraversa i vigneti e le colline intorno a Barolo. Questa passeggiata ti porterà attraverso alcune delle zone di produzione del vino Barolo più rinomate, consentendoti di ammirare la bellezza dei vigneti e di conoscere meglio il territorio della regione.
3. Sentiero dei sori
Questo sentiero segue un percorso pittoresco attraverso i vigneti, passando per alcune delle principali località vinicole della zona. Lungo il percorso, potrai godere di una vista straordinaria sulla campagna circostante e scoprire le storie dei “sori“, i vigneti che producono il Barolo.
4. Sentiero della vendemmia
Il Sentiero della Vendemmia è ideale per coloro che desiderano sperimentare l’atmosfera della vendemmia. Questo sentiero ti porterà attraverso i vigneti in un momento chiave della produzione del vino, consentendoti di vedere l’uva appena raccolta e il lavoro dei contadini locali.
5. Sentiero delle Brunate
Questo sentiero ti porterà alla Cappella delle Brunate, da cui puoi godere di una vista panoramica che ti lascerà senza fiato sui filari del Barolo. È un’escursione piacevole e relativamente breve che ti permette di esplorare la cultura e la spiritualità locali.
6. Sentiero del Neirole
Il Sentiero del Neirole ti condurrà attraverso boschi e vigneti, offrendoti una fuga tranquilla nella natura. Lungo il percorso, potrai ammirare antiche strutture antiche e paesaggi rurali mozzafiato.
La regione del Piemonte è un luogo ideale per il cicloturismo. Puoi noleggiare una bicicletta e percorrere le strade di campagna, godendoti la vista sui vigneti e i paesaggi rurali con o senza guida turistica.

Una visita a Barolo non sarebbe completa senza assaporare la cucina piemontese. Ristoranti locali offrono piatti deliziosi come carne cruda all’albese, tajarin con sugo di tartufo, agnolotti al plin e fritto misto alla piemontese. Approfitta di questa opportunità per gustare i sapori autentici del Piemonte.
In un solo giorno a Barolo, avrai l’opportunità di immergerti nella cultura del vino, esplorare la bellezza della campagna piemontese e assaporare le delizie culinarie locali. Non importa se sei un intenditore di vino o un semplice amante del viaggio, Barolo ti lascerà un ricordo indelebile della sua bellezza e della sua passione per il vino. Pianifica la tua visita e preparati a vivere un’esperienza straordinaria.
Ci sono tantissimi alloggi per dormire in questo meraviglioso paese e nei dintorni.
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Pistoia è una bellissima città italiana situata nella regione Toscana con affascinanti monumenti ed edifici storici, una vivace cultura artistica e una cucina deliziosa.
Dall’esplorazione delle sue stradine acciottolate alla degustazione delle prelibatezze locali, sono molte le attività che possono rendere indimenticabile il tour di Pistoia. Inoltre è una città piccola che può essere facilmente esplorata a piedi o in bicicletta
Ospita molti monumenti che riflettono il suo passato e il suo presente. Dallo splendido Duomo di Pistoia alla bellissima Piazza della Sala, questi monumenti fanno parte di ciò che rende Pistoia così unica.
Per girarla tutta non ci vuole molto, si può fare tutto a piedi e quindi vi suggerisco cosa fare a Pistoia in un giorno e quali sono i monumenti e le chiese da visitare assolutamente.
Per arrivare a Pistoia si possono utilizzare i mezzi pubblici come treni e bus, che potete prenotare direttamente su Busbud.
La Cattedrale di San Zeno anche nota come il Duomo di Pistoia risalente al XII secolo, presenta una facciata in stile romanico danneggiata più volte da incendi ed eventi atmosferici. È stata il centro del potere ecclesiastico e civile per secoli e custodisce al suo interno autentici tesori.
Ma perchè la chiesa è dedicata proprio a questo Santo? Ci sono due leggende in merito a questa attribuzione.
La prima narra come il vescovo San Zeno mentre camminava per la città, incontrò un gruppo di persone raccolte intorno a un bimbo morto. Commosso dal loro dolore, pregò Dio chiedendogli di riportarlo in vita e con grande stupore di tutti, il bambino si svegliò e continuò a vivere.
La seconda leggenda ci racconta di come intitolare la chiesa a San Zeno fu un gesto di gratitudine da parte dei pistoiesi, perche salvò la città da una altrimenti disastrosa alluvione del fiume Ombrone.

San Zeno era già celebre per aver compiuto atti miracolosi ed infatti a Verona aveva difeso la cattedrale dalle acque del fiume Adige, scongiurandone l’esondazione.
A dominare l’imponente facciata le due statue marmoree di San Jacopo, e San Zeno. Il portico invece comprende una Madonna col Bambino in terracotta di Andrea della Robbia, realizzato tra il XIV e il XV secolo
Alla sinistra si trova il campanile, alto più di 66 metri, nato come torre di guardia longobarda e sulla cima si possono notare i merli a coda di rondine simbolo dell’antica fede ghibellina della città.
Da non perdere all’interno nella Cappella di San Jacopo uno dei pezzi d’argento più preziosi d’Italia ovvero il dossale di San Jacopo, pesante quasi una tonnellata e composto da 628 figure scolpite, alcune dal Brunelleschi.
Il Battistero è stato costruito sopra le rovine della vecchia chiesa preesistente di Santa Maria in Corte. Nella lunetta sopra la porta sono presenti tre statue raffiguranti la Vergine col Bambino, San Giovanni e San Pietro.

All’interno possiamo ammirare il fonte battesimale realizzato da Lanfranco da Como del quale troviamo la firma dentro la vasca.
Il palazzo costituisce uno dei vertici della Fondazione Pistoia Musei, dedicato all’arte antica e moderna.
Il percorso inizia con il Museo Tattile costituito da modellini che riproducono in scala i principali monumenti della città. Poi si possono ammirare le sale del Museo della Cattedrale di San Zeno che accolgono importanti arredi liturgici appartenuti alla cattedrale di Pistoia nel corso di più secoli.
Inoltre sono ospitati delle tempere di Boldini, la collezione Bigongiari cpn oltre 40 dipinti sul Seicento fiorentio e la sala contenente l’arazzo fiammingo “Arazzo Millefiori”.
Palazzo Pretorio edificato tra il 1367 e il 1389 è da sempre sede del tribunale della città. La facciata datata a partire dal XV secolo è molto particolare, perchè la decorazione espone gli stemmi dei podestà e dei commissari che abitarono il palazzo.

Molto suggestiva è la corte interna, dove è ancora ben conservato il trecentesco banco di pietra dove sedeva il Podestà durante le udienze.
Le logge interne sono state decorate a partire dal quindicesimo secolo da artisti quali Valiani, Machol e Marini con affreschi e tempere che fanno rivivere gli sfarzi di Pistoia delle epoche più ricche.
Il Palazzo del Comune detto anche Palazzo di Giano o Palazzo degli Anziani è dal XIII secolo uno dei simboli di Pistoia e nasce come sede del governo della città voluto da Giano Della Bella per ospitare il consiglio degli anziani e il gonfaloniere di giustizia.
Al suo interno ha sede il Museo Civico d’Arte Antica che raccoglie l’intera storia artistica di Pistoia dal XIII al XX secolo.
Nell’atrio si trova il Miracolo una scultura in bronzo di Marini, donata alla città dal suo autore nel 1975. Ritrae un cavallo nell’atto di disarcionare il cavaliere dopo essersi imbizzarrito per un evento improvviso.

La facciata è in pietra serena e sopra ogni arco vi è uno stemma. In quello centrale è scolpito lo stemma dei guelfi, a destra quello cittadino e a sinistra troviamo il giglio di Firenze, mentre in alto a sinistra si possono ammirare i gigli di Carlo d’Angiò.
Sulla parete a destra del balcone centrale troviamo una testa in marmo sovrastata da una mazza. Alcuni pensano appartenga a Museto II vinto nella guerra delle Baleari proprio da un pistoiese, altri invece dicono che appartenga al più grande traditore di Pistoia: Filippo Tedici, ma il mistero non è ancora stato svelato.
La Torre di Catilina è situata in un angolo della Piazza del Duomo ed aveva la funzione di torre di guardia. E’ interamente costruita con pietra lavorata e conci ed è alta circa 30 metri.

La torre prende il nome dal romano Lucio Sergio Catilina. Prima di marciare su Roma, Catilina decise di andare verso nord per organizzare un esercito numeroso, però passando dalla montagna pistoiese si trovò ad affrontare alcune legioni che avevano sbarrato l’accesso della Via Emilia. Proprio qui si tenne uno scontro cruento in cui l’esercito romano vinse e Catilina fu gravemente ferito.
Catturato dai nemici e successivamente giustiziato. il suo corpo fu sepolto in Via Tomba di Catilina di fianco alla Piazza del Duomo e in ricordo fu eretta anche la Torre che prende il suo nome.
Ma non è finita qui, perchè vi indico cosa fare a Pistoia in un giorno ammirando piazze e chiese vicino al centro.
Il nome Ospedale del Ceppo deriva da due leggende. La prima narra che nel XIII secolo la Madonna apparve ai coniugi Antimo e Bendinella, ai quali venne ordinato di costruire un ospedale nel luogo in cui sarebbe cresciuto un ceppo fiorito nella stagione invernale. Da qui il nome di questo antico ospedale, fondato sempre nel XIII secolo.
La seconda storia fa derivare il nome dal tronco di ceppo usato nell’antichità per raccogliere le offerte dei fedeli.
L’ospedale sorto per aiutare i poveri e curare gli infermi, è stato molto utilizzato nel medioevo, quando la città fu attaccata dalle peste nera.

Presenta un loggiato, di ispirazione brunelleschiana, compiuto fra il 1512 e il 1517 e decorato da medaglioni di Benedetto Buglioni e Giovanni della Robbia. Il fregio illustra le sette opere di misericordia ovvero dare alloggio ai pellegrini, seppellire i morti, visitare gli infermi e i carcerati, dar da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati e vestire i nudi, intervallate dalle Virtù Prudenza, Fede, Carità, Speranza e Giustizia, e dalle due arpie
Il museo ospitato dal vecchio ospedale presenta un’area dedicata alla storia della sanità pistoiese e una ricca collezione dei ferri chirurgici, databili tra il Settecento e i primi decenni del Novecento. Troviamo inoltre la sezione dedicata all’ex Ospedale psichiatrico e quella dell’Accademia Medica. La visita si conclude nel giardino dell’ex ospedale, con il teatrino anatomico.
Da questo edificio si accede anche al percorso della Pistoia sotterrranea che rappresenta l’antico percorso del torrente Brana. La camminata si sviluppa sotto l’ospedale del Ceppo e si estende per circa 650 metri, il più lungo d’Italia.
L’itinerario raccoglie inoltre testimonianze della storia pistoiese, tra i quali un ponte romano, due mulini e lavatoi di epoca medievale.
Nell’antichità in Piazza della Sala si trovava il palazzo del Gastaldo rappresentante del re che governava al suo posto, poi l’edificio venne abbattuto e alla piazza venne dato questo nome dal termine di origine longobarda, che serviva per indicare il palazzo dove si esercitava il potere.
Successivamente, durante il periodo comunale, la Sala divenne la sede delle attività commerciali della città e in seguito sui lati della piazza e nelle vie intorno aprirono piccole botteghe e negozi che affiancarono il mercato ortofrutticolo che ora si svolge quotidianamente.

Il pozzo circolare del Leoncino che troviamo in piazza, è affiancato da due colonne ioniche che erano necessarie a sorreggere un’architrave collegata ad una carrucola per attingere l’acqua. Sopra questa nel 1529 fu collocata la riproduzione di un leoncino in pietra arenaria con la zampa sinistra sopra lo stemma della città, a simboleggiare il definitivo dominio di Firenze su Pistoia.
Poichè la piazza veniva utilizzata per il commercio e gli scambi, le vie circostanti hanno preso nomi caratteristici quali: via del Cacio, via dei Fabbri o via degli Orafi.
Piazza della Sala è inoltre collegata ad un’altra piccola piazzetta, chiamata Piazza degli ortaggi, sulla quale si affacciava il piccolo ghetto ed era luogo di sosta dei pellegrini nell’antichità.
Oggi ospita il gruppo scultoreo in bronzo Giro del Sole opera dell’artista pistoiese Roberto Barni in cui tre giovani uniti un unico centro, sembrano dirigersi verso punti diversi con gli occhi bendati e una lampada a olio nella mano destra fonte di conoscenza. Essi durante i giorni di mercato facilmente si confondono con la folla nella zona anche adibita alla vendita dei fiori.
Ma cosa fare a Pistoia in un giorno ancora? Ci sono tante chiese che non potete perdervi per la loro ricchezza di dipinti, pupiti ed organi.
Piazza dello Spirito Santo ospita oltre alla statua del Cardinale Forteguerri, l’omonima chiesa in origine intitolata a Sant’Ignazio di Loyola.
Fu edificata a partire dal 1647 per iniziativa della famiglia Rospigliosi per accogliere i Gesuiti.

La facciata in pietra è contraddistinta da una grande severità, l’interno a navata unica con cappelle laterali venne arricchito per volontà del Papa pistoiese Clemente IX, che ne affidò il completamento a Bernini. Egli realizzò l’imponente altare maggiore e Pietro da Cortona la grande tela con l’apparizione di Cristo a Sant’Ignazio di Loyola
Inoltre il Cardinale, prima che diventasse Papa con il nome di Clemente IX fece realizzare il grande organo realizzato dal fiammingo Hermans, decorato in foglia d’oro.
La chiesa che si erge in Piazza Mazzini e fu edificata fuori delle mura della città dai Padri Minori Conventuali venuti a Pistoia verso il 1220, rappresenta gli ideali francescani di povertà, umiltà e fratellanza
La facciata è a capanna, ed è caratterizzata da un rivestimento marmoreo a strisce bianche e verdi, al centro, invece, si trova il rosone circolare, tipico dello stile gotico.

Gli interni presentano degli affioramenti decorativi affrescati che raffigurano le Storie di San Francesco lungo le pareti laterali della chiesa, con i personaggi in scala naturale inseriti in suggestive quinte architettoniche.
Anche le altre cappelle accolgono affreschi di pregevole manifattura e uno splendido organo a canne realizzato a fine ‘800.
Per arrivare a questa chiesa prendiamo Via Abbi Pazienza il cui nome deriva da una leggenda secondo la quale durante una battaglia in età medievale una famiglia pugnalò un avversario, accorgendosi poi di aver fatto del male a un caro amico, a cui venne ripetuta più volte la frase: “Abbi pazienza! Abbi pazienza!”.
La chiesa di Sant’Andrea risale all’alto medioevo e già allora veniva chiamata ‘pieve’, perchè dotata di fonte battesimale e ricordata come “seconda per dignità soltanto alla Cattedrale”.
L’aspetto attuale è opera di Gruamonte, scultore e architetto che insieme al fratello Adeodato ha inscritto il proprio nome nell’architrave del portale maggiore che rappresenta l’arrivo dei Magi e l’offerta dei doni a Gesù Bambino.
Al suo interno la pieve ospita una bellissima collezione di opere d’arte tra cui due crocifissi lignei attribuiti a Giovanni Pisano, un affresco del Cinquecento di Bernardino da Signoraccio, un crocifisso del Volto Santo e due splendidi affreschi di Gerino Gerini e il gioiello rappresentato dal pulpito di Giovanni Pisano.
Io dormito presso il B&B Relais Buonfanti a gestione famigliare in cui mi sono trovata molto bene.
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La Toscana è una delle regioni più affascinanti e suggestive d’Italia, con un’abbondanza di città e paesi che offrono una vasta gamma di attrazioni culturali, storiche e artistiche.
Ma la più bella di tutte è sicuramente Firenze ed ho creato un itinerario apposito, per farvi scoprire cosa vedere in questa magnifica città in tre giorni. Se non avete voglia di girarla da soli, potete prenotare un tour guidato della città con una guida esperta e preparata.
Arrivare a Firenze e girare la Toscana è veramente facile e comodo con i mezzi pubblici ovvero treni e bus, che potete prenotare sul sito di Busbud.
La Cattedrale in stile gotico è stata costruita sul sito dove si ergeva l’antica cattedrale di Firenze, la Chiesa di Santa Reparata, i cui resti sono visibili nella cripta.
Se volete saltare la coda, comprate un unico biglietto in cui sono comprese tutte le attività del Duomo: cupola, campanile, battistero e museo, accompagnati da un’applicazione che fa da guida.

La facciata del Duomo è interamente rivestita in marmo bianco, verde, rosa ed è arricchita da numerosi bassorilievi e statue. La decorazione esterna, che comprende anche grandi rose e un bellissimo portale, è stata realizzata tra il 1876 e il 1887 su disegno di Emilio De Fabris che ha conferito all’edificio un aspetto molto elegante e raffinato.
All’interno del Duomo, si trovano numerose opere d’arte, tra cui un ciclo di affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari, che rappresentano il Giudizio Universale e la Gloria del Paradiso. Inoltre, la cattedrale ospita anche un magnifico mosaico sulla cupola, realizzato tra il 1572 e il 1579 su disegno di Giorgio Vasari.
All’entrata si trova anche un meraviglioso orologio progettato da di Paolo Uccello con affreschi dei quattro profeti. L’orologio mostra le 24 ore dell’ora italica, il modo in cui si teneva conto delle 24 ore del giorno che finivano al tramonto, usato fino agli ottocento. E’ uno dei pochi orologi di questo tipo, ancora funzionante.
Ma è soprattutto la cupola del Duomo a impressionare per la sua grandiosità e la sua bellezza. Realizzata da Brunelleschi tra il 1420 e il 1436, è la più grande cupola in muratura del mondo e si estende per oltre 45 metri di diametro. E’ stata costruita senza l’uso di impalcature, utilizzando una serie di tecniche innovative e di ingegneria che hanno permesso di creare un’opera di straordinaria bellezza e audacia.
Il modo migliore per ammirare la cupola è salire i suoi 463 gradini: il percorso porta attraverso l’ interno della cupola e permettendo di vedere da vicino i bellissimi affreschi di Giorgio Vasari.
Per salire a visitare la cupola. bisogna comprare un pass unico e prenotare la data e orario della salita che non si può più cambiare.
Ma continuiamo ad entrare nel dettaglio di cosa vedere a Firenze in tre giorni.
Costruito a partire dal XIII secolo, Palazzo Vecchio era originariamente il palazzo del governo cittadino e rimase tale fino alla metà del XVI secolo, quando la sede del governo venne trasferita in un altro edificio. Oggi viene utilizzato come museo e rappresenta uno dei principali luoghi di interesse turistico della città.
L’edificio presenta uno stile architettonico che mescola elementi gotici, rinascimentali e barocchi. La facciata principale del palazzo è delimitata da una torre alta di circa 94 metri, chiamata Torre di Arnolfo, che offre una vista panoramica sulla città.
Se volete visitare Palazzo Vecchio con l’aiuto di una guida molto preparata, prenotate il tour guidato di Palazzo Vecchio.

L’interno di Palazzo Vecchio è ricco di opere d’arte e decorazioni, tra cui affreschi di grandi artisti come Giorgio Vasari e Michelangelo. Tra le stanze più famose del palazzo si trovano la Sala dei Cinquecento, la Sala dei Priori e la Cappella di Eleonora.
La Sala dei Cinquecento è la sala principale del palazzo ed ospita una serie di dipinti e affreschi, tra cui il celebre ciclo di affreschi di Giorgio Vasari che rappresenta le gesta degli antenati della famiglia Medici.
La Sala dei Priori era originariamente la stanza in cui si riuniva il Consiglio dei Priori, il più alto organo decisionale della città di Firenze. La sala è decorata con affreschi che rappresentano la storia della città, nonché con statue e arazzi.
La Cappella di Eleonora è una piccola cappella che era utilizzata come luogo di preghiera privata dalla famiglia Medici. La cappella è decorata con affreschi di Agnolo Bronzino e di altri artisti rinascimentali.
Ma le sorprese non sono finite qui, perchè dopo il Duomo c’è un altra meraviglia da visitare a Firenze, che la rende famosa in tutto il mondo: Piazza della Signoria. Qui infatti si concentrano alcuni dei monumenti e dei luoghi di interesse più importanti della città, che rendono questa piazza un luogo imperdibile per chi visita Firenze.
Continuando l’itinerario su cosa vedere a Firenze in tre giorni, arriviamo alla parte per me più emozionante ovvero le numerose statue presenti in piazza della Signoria.
Piazza della Signoria è famosa anche per un monumento che ogni volta lascia a bocca aperta milioni di persone ed è il celebre David di Michelangelo.
Questa scultura in marmo bianco è alta circa 5 metri è stata realizzata realizzata dal grande artista rinascimentale Michelangelo Buonarroti e raffigura il biblico eroe Davide. La statua fu realizzata tra il 1501 e il 1504, su commissione della Repubblica di Firenze

Quello che oggi ammiriamo nella pizza è una copia, perchè l’originale si trova nella Galleria dell’Accademia, dove è esposta al centro di una sala appositamente creata per accoglierla.
La scultura rappresenta Davide poco prima di combattere contro il gigante Golia ed è caratterizzata da una grande tensione muscolare e da un’espressione intensa e determinata del volto.
Oltre alla sua indiscussa bellezza artistica, il David di Michelangelo rappresenta anche un simbolo della libertà e dell’indipendenza della città di Firenze, che all’epoca della sua realizzazione era in lotta contro le potenze straniere che minacciavano la sua autonomia.
Se devo essere sincera a colpirmi in modo particolare in Piazza della Signoria c’è anche un’altra che non si può non notare: la Fontana di Nettuno.

La Fontana di Nettuno venne commissionata dal granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici e realizzata da Bartolomeo Ammannati tra il 1563 e il 1575.
La fontana è costituita da una grande vasca circolare in marmo bianco, al centro della quale si erge una statua di Nettuno, il dio romano del mare, anch’essa in marmo bianco. Nella figura di Nettuno, si può notare l’influenza dell’arte greca, con la figura del dio che assume una posa eroica e potente, sorretta da due tritoni ai suoi piedi.
Intorno alla vasca si trovano quattro statue di bronzo che rappresentano i quattro corsi d’acqua che attraversano la Toscana: l’Arno, il Mugnone, il Chianti e il Greve. Queste statue, realizzate da artisti come Giambologna e Tadda, sono poste su piedistalli decorati con putti e motivi floreali.
Ci sono tre teorie che si contendono il primato nel definire da dove derivi il soprannome: Loggia dei Lanzi.
La Loggia della Signoria viene chiamata Loggia dei Lanzi, primo perché pare che qui si accamparono nel 1527 di passaggio verso Roma, i lanzichenecchi ovvero il Corpo di Guardia del Granduca Cosimo I e poi perchè si ritiene che il nome derivi dalle lance (in antichità le “lanze”) ovvero le armi usate dalla Guardia del Granduca.
Questo è un vero e proprio museo a cielo aperto gratuito, in cui ammirare la maestria di alcuni fra i più grandi scultori.
A fare la guardia sugli scalini d’entrata due leoni, che secondo miti passati, servivano a proteggere i luoghi dalle presenze negative. L’edificio è caratterizzato dalla presenza di numerose statue, alcune delle quali di grande valore artistico.

Tra queste, spiccano la statua del Perseo con la testa di Medusa realizzata da Benvenuto Cellini, il Ratto delle Sabine di Giambologna, la statua di Ercole e Caco, opera di Baccio Bandinelli e la statua di Giuditta e Oloferne scolpita da Donatello.
La Loggia dei Lanzi è stata utilizzata nel corso dei secoli come sede delle cerimonie pubbliche e come luogo di rappresentanza del potere politico fiorentino. Oggi è aperta al pubblico come spazio espositivo e luogo di incontro per turisti e cittadini.
Ma continuando a scoprire su cosa vedere a Firenze in tre giorni, non potete non ammirare alcuni dei più importanti musei dell’arte italiana.
Il Museo degli Uffizi di Firenze è uno dei musei più importanti del mondo e racchiude una vasta collezione di opere d’arte, che spazia dal periodo Medievale fino al Rinascimento e che rappresenta un patrimonio culturale di inestimabile valore per l’arte italiana.
Alcune delle opere d’arte più famose e importanti che si possono ammirare al Museo degli Uffizi includono:

Ma la collezione del Museo degli Uffizi comprende anche numerose altre opere d’arte di grande valore e di grande bellezza, tra cui dipinti, sculture, stampe e disegni.
Tra le altre opere di particolare rilievo si possono citare la Venere di Urbino di Tiziano, la Madonna degli Orefici di Donatello, il Bacco di Caravaggio, il San Girolamo nello studio di Antonello da Messina e molti altri ancora.
I biglietti si possono prenotare on-line sul sito ufficiale del museo oppure si può saltare la fila, prenotando una visitata guidata.
In sintesi, il Museo degli Uffizi rappresenta un tesoro dell’arte italiana, dove ogni opera d’arte racconta una storia unica e straordinaria.
La Galleria dell’Accademia è un museo d’arte che ospita una ricca collezione di opere d’arte, ma è soprattutto famosa per la sua imponente statua di marmo del David di Michelangelo. Questa scultura rappresenta una delle opere più famose e ammirate di tutti i tempi, e sicuramente il principale del museo.
Oltre al David, il museo ospita anche una vasta collezione di opere d’arte, tra cui sculture, dipinti e affreschi di artisti rinascimentali italiani. Tra le opere più importanti e famose ci sono:
Se non volete fare la fila per vedere il David e le altre grandi opere, potete prenotare il biglietto in precedenza.
Il Giardino delle Rose è una vera e propria oasi di pace e tranquillità, dove si possono ammirare migliaia di rose provenienti da tutto il mondo, coltivate in oltre 400 varietà diverse. Il giardino è suddiviso in tre aree principali, ciascuna dedicata a diverse tipologie di rose: rose antiche, rose moderne e rose rampicanti.

E’ stato inaugurato nel 1895 e da allora è diventato uno dei luoghi più amati dai fiorentini e dai turisti che visitano la città anche perchè l’ingresso è gratuito. Oltre alle rose, il giardino è arricchito da statue, fontane, siepi, aiuole e pergolati, che creano un’atmosfera romantica e suggestiva.
All’interno del giardino si trova anche un’antica torre medievale, la Torre del Gallo, risalente al XIII secolo, che offre una vista panoramica sulla città ancora più spettacolare rispetto a quella dal giardino stesso.
Il Giardino delle Rose è aperto tutti i giorni dell’anno, ad eccezione dei lunedì, e l’ingresso è gratuito. La visita al giardino è un’esperienza unica per ammirare la bellezza e la varietà delle rose, e per godere della vista panoramica sulla città di Firenze.
La Piccola Farmacia Letteraria è una libreria indipendente situata in via di Ripoli 7, non si trova in centro ma sono sicura che non vi pentirete di averla visitata e di aver comprato qualche libro.
Nel piccolo spazio di appena 35 metri quadri, sono esposti i libri che hanno lo scopo di curare l’anima. Potrete trovare testi di ogni genere, suddivisi per categorie in base alla patologia o allo stato emotivo di cui si soffre, infatti il catalogo è basato sulla cura degli stati d’animo e delle emozioni.

Pensate che i libri hanno un bugiardino dove sono descritte indicazioni, posologia ed effetti collaterali e sono suddivisi in più di 60 categorie. Sono sicura che valga la pena una visita.
In sintesi, Firenze è una città che ti lascia senza parole, dove ogni monumento, ogni museo, ogni strada ti fa sentire come se fossi parte di una grande e meravigliosa opera d’arte. Visitarla è un’esperienza unica, che ti riempie il cuore e la mente di emozioni indimenticabili.
Se non avete voglia digirarla tutta a piedi, potete prendere il celebre bus CitySeeing Hop on – Hop Off, che vi porterà a vedere i monumenti più famosi, dandovi la possibilità di salire e scendere quando volete!!
A Firenze è pieno di b&b, guesthouse ed hotel che potete prenotare su Booking.
Se avete molti giorni a disposizione, non può mancare nel vostro tour toscano una degustazione di vini per piccoli gruppi nella campagna toscana.
Se invece volete partecipare ad un’esperienza insolita che farà felici anche i bambini, prenotate il tour dei misteri e delle leggende di Firenze.
NOTA FINALE:
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