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Arequipa Perù
Cosa vedere a Lima la capitale del Perù Come ogni anno non vedo l’ora che arrivino le vacanze per programmare Leggi tutto
CattedraleCusco
Nell'ultima tappa del mio viaggio vi indico cosa vedere a Cusco "l'ombelico del mondo" in Perù perché in passato è Leggi tutto
MachuPicchu
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LagoTiticaca
Quando penso a: "Che cosa vedere in Perù" mi viene in mente un dei luoghi che mi hanno sempre ammaliata: Leggi tutto

Cosa vedere a Lima la capitale del Perù

Come ogni anno non vedo l’ora che arrivino le vacanze per programmare un viaggio all’estero in luoghi lontani. Dopo tanti anni di attesa, decido che quest’anno la mia meta sarà il Perù. Ed allora mi documento almeno sulle prime città da visitare leggendo su una guida: “Cosa vedere in Perù: Lima ed Arequipa”.

Lima Perù di notte

Dopo un volo di circa 16 ore, arrivo a Lima di sera  e la prima cosa che mi meraviglia sono i giganteschi edifici costruiti a picco sul mare dotati di una vista straordinaria sul golfo nel quartiere di Chorrillos. Senza conoscere la città, guardo sulla guida e trovo la sezione “Cosa vedere in Perù” che mi consiglia di fare una passeggiata nel quartiere residenziale di Miraflores e prendere la strada che conduce verso il mare per ammirare il panorama, che in effetti mi lascia senza fiato, perché trovandomi in alto riesco a vedere tutta la costa illuminata e un grande Cristo con le braccia spalancate che sembra quasi darmi il benvenuto.

Vedo molti giovani che passeggiano, gente che corre per mantenersi in forma, ci sono peruviani mescolati ad altre culture un vario melting pot e arrivo fino ad un centro commerciale dove trovo ristoranti e anche negozi con marche a me note. Mi trovo a mio agio in questo ambiente occidentale, ma dopo un po’ mi pongo immediatamente una domanda: “Ma sarà tutto così o ci saranno dei luoghi in cui conoscere gli usi e costumi locali?”. Con questo punto interrogativo, mi dirigo verso l’albergo per riposarmi.

Statua Inca

Il giorno seguente vado a visitare il museo Larco che grazie alle suoi moti reperti, contribuisce a capire in maniera approfondita la storia del popolo Inca. Molti manufatti statue e anche una sezione dedicata alla sessualità che era molto presente nella società precolombiana.

Nel pomeriggio vado a visitare la Cattedrale di Lima che si trova accanto alla Plaza Mayor al centro della città. Risale all’inizio del XVI secolo. L’edificio di colore bianco è in stile coloniale e presenta due gigantesche torri gemelle a spirale che sono visibili da ogni punto del centro cittadino. L’architettura è chiaramente influenzata dagli stili europei, come si vede dalle ampie colonne e dagli esterni di colore bianco. La facciata centrale comprende tre enormi portoni tra cui la porta del perdono e le sue torri sono in stile neoclassico.

VulcanoMisti

Arequipa la città bianca

Il mattino seguente prendo un volo aereo che mi porta direttamente ad Arequipa. Atterrata e arrivata in città, mi ritrovo immersa in un paesaggio quasi desertico dove all’orizzonte troneggia il vulcano Misti che si trova a 5822 metri di altezza e vicino al quale furono ritrovate sei mummie e rari reperti Inca. 

Arequipa Perù

Faccio un giro per la città e mi accoglie un bellissimo parco pieno di verde e fiori luogo ideale per riposarsi all’ombra, leggere un libro o fare due chiacchiere tra amici, come fanno gli abitanti del luogo. Mi immergo nella via principale che brulica di gente del posto ma anche turisti, negozietti che vendono beni di prima necessità, abbigliamento e souvenir. Ma come sono solita fare, dopo un po’ mi dirigo verso una via meno trafficata che mi collega ad un’altra stradina composta da ciottoli bianchi su cui batte il sole che crea un effetto molto luminoso, è un paesaggio tranquillo ma luccicante e vagamente medievale, che mi ricorda perché Arequipa sia chiamata “la città bianca”.

ArequipaPlazadearmasBallerina

Successivamente mi reco nella piazza principale la Plaza De Armas, dove prima di tutto ammiro l’imponente cattedrale e poi sento una musica provenire dal fondo della piazza e scopro che si sta svolgendo uno spettacolo di danza eseguito da bellissime ballerine peruviane adornate con costumi tipici.

Il Convento di Santa Catalina

ArequipaMuseoSantaCatalina

Successivamente inizio la visita del Convento di Santa Catalina dove la guida mi conduce attraverso un dedalo di stradine contornate da edifici che vanno dall’arancione al blu, nelle quali si respira un’aria di misticismo e tranquillità. Si narra che dopo essere entrate nel patio principale, le novizie passate sotto l’arco antecedente al cortile erano tenute a rispettare il voto del silenzio e a dedicare la propria vita alla preghiera. Dopo quattro anni le monache potevano decidere se prendere i voti o lasciare il convento.

ArequipaConventoSantaCatalinadipinto

La mummia Juanita

Continuo il tour recandomi presso il Museo Santuarios Andinos dove si può vedere, conservata in una teca ad umidità controllata, la mummia Juanita. Durante un ascesa del monte Ampato (6288 metri) gli antropologi Johan Reinhard e Miguel Zárate trovarono all’interno di un cratere un involucro, caduto dal sito inca sovrastante, in cui tutto si era conservato perfettamente grazie al ghiaccio. Per loro meraviglia, l’involucro conteneva una mummia perfettamente conservata di una giovanissima donna. Inoltre trovarono disseminati lungo il fianco della montagna molti oggetti che erano stati lasciati come offerta agli dei Inca; tra questi oggetti c’erano statue e cibo. Dopo un paio di giorni tutto fu portato ad Arequipa. La Mummia che possiamo vedere nella teca,  è il corpo congelato di una ragazza inca che visse per circa 12-14 anni, morendo all’incirca tra il 1440 ed il 1450. Si pensa sia deceduta a causa di un soffocamento con una coperta, dopo l’assunzione di droghe o alcol per sacrificarla agli dei.
Nel museo si entra dopo avere lasciato ogni cosa, cellulare e macchina fotografica in un armadietto. Vietati scatti e flash per precauzioni di tipo scientifico legate alla necessità di provvedere alla conservazione del corpo, rimarrete veramente sorpresi nell’ammirare la mummia perfettamente conservata, in cui è ben visibile il volto e una parte del corpo.

Per cena mi reco in un ristorante tipico per assaporare qualche pietanza caratteristica e decido di prendere un buonissimo filetto di alpaca alla griglia, non sapendo ancora che ne vedrò molti durante il viaggio e diventerà il mio animale preferito!!

Tornata in hotel, mi guardo allo specchio mi accorgo di avere la faccia arrossata dal sole e gli occhi che mi bruciano e capisco che nei prossimi giorni sicuramente dovrò utilizzare una crema solare e gli occhiali da sole, perché qui è necessario proteggersi per non rimanere ustionati!!

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Luoghi da vedere in Perù: la Cruz del Condor e Chivay paesino di soli local

Nell’ultima tappa del mio viaggio vi indico cosa vedere a Cusco “l’ombelico del mondo” in Perù perché in passato è stata la capitale dell’impero Inca e si trova a 3400 metri d’altezza.

Un’informazione: per visitare molti dei suoi musei e i siti archeologici nelle vicinanze, è stato creato un biglietto integrato valido per dieci giorni , valutatene l’acquisto.

Cuscopanoramica

Mi chiedo: “Cosa vedere a Cusco l’ombelico del mondo in Perù?”.

Per prima cosa inizio a percorrere la strada principale che porta nella piazza principale e mi fermo nelle varie bottegucce che vendono souvenir, per cercare qualche ricordino da portare ai miei amici e trovo delle belle calamite decorate in stoffa e due bellissimi paia di orecchini molto colorati in stile peruviano, che tengo come ricordo.

CattedraleCusco

Dopo una lunga passeggiata finalmente arrivo in Plaza De Armas e mi trovo a bocca aperta per lo stupore. È un bellissimo esempio di architettura coloniale spagnola ed è caratterizzata da portici in legno che la circondano, al cui interno si trovano negozi di brand rinomati e al primo piano tanti ristorantini che affacciano sulla piazza.

Ma trovo veramente stupenda la Cattedrale patrimonio mondiale dell’Umanità, costruita sopra quello che un tempo fu il palazzo dell’imperatore Inca Viracocha, composta da tre chiese: El Triunfo nella quale si può ammirare l’imperdibile Cristo Nero a cui però è vietato fare foto, El Templo De la Sagrada Familia e La Compañia del Jesús una delle più imponenti chiese barocche del Perù contenente un pulpito d’oro.

Al centro della piazza svetta una statua in bronzo, edificata per rendere onore a Pachacuteq uno dei più valorosi condottieri degli Inca che hanno reso grande l’impero.

StatuaPachacuteqCusco

Dopo aver visitato le chiese mi accorgo che è già l’ora del tramonto, così mi siedo su una panchina e in men che non si dica vengo avvolta da una luce rosa che illumina non solo l’intera piazza, ma anche la collina davanti a me mettendo in risalto le luci accese delle case, creando un’atmosfera magica che mi porta a dire: “Desidero che questo momento non passi mai, perché qui in questa piazza lontanissima dalla mia patria mi sento proprio a casa” e capisco anche perché Cuzco venga definita come “l’ombelico del mondo”. Immortalo questo attimo con una bellissima foto, poi euforica mi alzo per continuare il tour serale.

Cuscopiazzatramonto

Voglio continuare la visita e mi chiedo: “Cosa vedere a Cusco l’ombelico del mondo in Perù?”. Addentrandomi nella cittadina scopro il rione pedonale caratteristico di San Blas chiamato anche il quartiere degli artigiani, formato da saliscendi con scalini in pietra che bisogna scendere con cautela, perché sono abbastanza scivolosi. Ai lati le piccole stradine in stile medioevale sono abbellite da piccoli negozietti che vendono oggetti di artigianato locale e che accompagnano il visitatore fino alla piazza del quartiere, nella quale si svolge il mercatino e si trova una bellissima fontana che di sera si colora. È possibile inoltre visitare le numerose gallerie d’arte contenenti le opere più famose degli artisti della città. Nelle vie traverse troviamo tanti piccoli ristorantini e barucci in cui è possibile degustare un delizioso caffè locale, prodotto con i chicchi di alta qualità provenienti da Quillabamba.

CuscoSanBlas

Vi suggerisco di cenare in uno dei ristorantini tipici, per assaggiare il piatto caratteristico di Cuzco che è il porcellino d’India. Non ci crederete ma viene presentato vestito con tanto di cappellino peruviano in testa, da vedere assolutamente ma anche da assaggiare, perché è veramente delizioso.

    Cuscoporcellinod'india

Alla mattina mi alzo di buon ora e mi chiedo: “Cosa vedere a Cusco “l’ombelico del mondo” in Perù”. Vado a visitare San Pedro un mercato coloratissimo e pieno non solo di abiti tipici peruviani, ma anche dei più svariati generi alimentari e moltissimi fiori, il tutto accompagnato da un’allegra atmosfera in cui si canta e si balla.

CuscomercatoSanPedro

Di fianco al mercato troviamo la caratteristica chiesa di San Pedro ricca di preziose decorazioni e dipinti, in cui si può ammirare il soffitto in stile Mudéjar il cui rivestimento è costituito da un insieme di paglia, canne e fango sagomati in modo da sembrare travi di legno. Da non perdere inoltre l’altare intagliato nel legno di cedro e ricoperto da foglie d’oro e d’argento, che le forniscono l’appellativo di “Cappella Sistina delle Ande!!”.

Merita una particolare spiegazione il perché le Madonne, contenute nelle chiese peruviane, siano vestite con abiti a forma triangolare. La Madonna fin dai tempi antichi, fu identificata con la dea Pacha Mama ovvero la Madre Terra.  Per questo viene raffigurata con lunghi abiti sontuosi come quelli delle principesse incaiche, con una caratteristica forma triangolare inequivocabile citazione della montagna intesa come luogo sacro. I preziosi vestiti che variano nei dipinti o nelle statue, riproducono quelli veri donati dai devoti che li comprano e li regalano alle parrocchie, per omaggiare la Madonna.

CuscoChiesaSanPedro1

Mi perdo a girare tra le stradine della città che contengono diversi stili di abitazioni, alcune sembrano addirittura coloniali ed alcune  vie invece sono interamente formate da pietre in caratteristico stile medievale.

Cuscovia

Proseguo la mia visita chiedendomi: “Cosa vedere a Cusco l’ombelico del mondo in Perù?”. Nel pomeriggio vado a vedere il Museo Inka. Gli interni ospitano una ricca collezione di oggetti in metallo e in oro, gioielli, ceramiche, tessuti e mummie.

Continuo poi con la visita del tempio Coricancha. Dedicato principalmente al Dio Sole Inti, era il tempio più importante nell’Impero Inca. I muri esterni ed interni e i pavimenti del tempio erano coperti da fogli d’oro ed anche nel giardino vi erano statue d’oro. Le porte erano dorate, i muri costituiti da smeraldi. Oggi resta molto poco del tempio di Coricancha. Si possono vedere parte delle sezioni delle mura in pietra per le quali gli Inca erano famosi. Il museo interno espone alcuni manufatti ritrovati sul sito. Vi consiglio di andare a vederlo anche di sera, perché è illuminato in maniera molto suggestiva.

Coricanchanotte

 

Continuo a girare per le stradine di Cusco chiedendo indicazioni agli abitanti del luogo che sono molto solari, allegri e disponibili. E’ bellissimo vedere i loro bellissimi vestiti colorati e le bombette ogni volta diverse per fogge e colori, portati dalle donne.

peruviani

Nel pomeriggio vado a vistare il sito archeologico Inca di Sacsayhaman che svetta sulla città di Cuzco, dominandola. Venne costruito dall’imperatore Pachacutec nel VI secolo come centro cerimoniale. Anticamente la città di Cuzco se osservata dall’alto, sembrava un puma la cui testa era rappresentata proprio da Sacsayhaman. Da vedere nel sito sono i torrioni che si trovano lungo la parete principale, il tempio che era usato come nucleo delle cerimonie religiose dedicate al Dio Sole e le grotte sotterranee.

Si narra che alcune persone abbiano cercato di arrivare fino al fondo del tunnel più lungo ma non ci siano riuscite, forse perché la leggenda dice che portasse fino al tempio di Coricancha che si trovava nel centro storico di Cuzco e avesse le pareti ricoperte d’oro in onore di Inti il dio del Sole.

Sacsayhaman1

Il giorno in cui ho visitato il sito, c’era un raduno di monaci buddhisti che meditavano sulle pietre di questo luogo che loro considerano sacro. Ero stupita di vedere tante persone ferme e silenziose ed ordinate che stavano in preghiera.

Sacsayhaman2

Sarà perché il giorno in cui ho visitato la fortezza il cielo era pieno di nuvole grigie minacciose di pioggia, ma ho avuto all’inizio una sensazione di spaesamento, poi è spuntato il sole che mi ha fatto contemplare la bellezza di questo luogo costituito per lo più da pietre maestose.

Inoltre rappresenta uno strepitoso punto panoramico, da cui si può ammirare in tutta la sua bellezza la città di Cuzco dall’alto.

Un ultimo giro per la città mi permette di vedere un bellissimo negozio che vende solo flauti che è lo strumento principale che usano i musicisti per produrre musica andina e un coloratissimo negozietto di tessuti peruviano.

Cuscotessutiperuviani

Ora purtroppo devo salutare questa magnifica città in cui mi sono sentita veramente “a casa” e sicura. Ma credo che tornerò per approfondire alcuni temi legati a riti religiosi antichi tramandati per secoli, come il ricorso a curanderos per guarire malattie fisiche o mentali.

Questo tema mi ha appassionato una volta tornata in Italia, leggendo il libro “La profezia della curandera” di Hernàn Huarache Mamani che vi consiglio.

Arrivederci Cusco, a presto Perù!!

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Suggerimento

Quello che hai appena letto è l’itinerario che ti consiglio per visitare Cusco, ma se non hai voglia di vederla in autonomia su Civitatis potrai trovare vari tour guidati che ti aiuteranno a girare la città al meglio.

Un free tour in cui pagherai la guida per quello che ritieni sia il giusto per il tour:

https://www.civitatis.com/it/cusco/free-tour-cusco/

 

Se volete leggere anche le altre tappe del mio tour in Perù, potete cliccare sui link qui sotto:

Luoghi da vedere in Perù: la Cruz del Condor e Chivay paesino di soli local
Che cosa vedere in Perù. L’isola di Taquile e il Lago Titicaca: finzione o realtà?
Machu Picchu 2.430 metri di altitudine che fanno girar la testa per la bellezza

 

Questo che state per leggere è uno degli itinerari più belli in assoluto nel mondo, perchè si arriverà a vedere una delle sette meraviglie del mondo: il Machu Picchu.

Le saline di Maras

Ma andiamo per ordine. Il quarto giorno di tour inizia con la visita alle saline di Maras utilizzate dal popolo Inca per l’estrazione del sale e costituite oggi sono da circa 3000 stagni colorati, dove viene conservata l’acqua salata proveniente dalla montagna “Qaqawiñay. E’ un paesaggio veramente magico, incredibile che mi ammalia per la straordinaria combinazione di colori che i raggi del sole compongono, riflettendosi sullo specchio di acqua e sale.

Aguzzando la vista, vedo degli uomini che caricano sulle loro spalle pesanti pacchi di sale e mi immagino come sia duro questo lavoro. Dopo poco, visto che si sta avvicinando l’ora del pranzo, li vedo sedersi e tutti insieme tirare fuori del cibo e metterlo in comune. Le loro facce da concentrate e tirate per lo sforzo, si distendono e si aprono in un sorriso. Iniziano a chiacchierare tra di loro, mangiare e sorridere. Come al solito penso che questo popolo ha proprio in bel carattere in confronto a noi occidentali, che siamo sempre lamentosi ed arrabbiati per qualcosa!

SalineMaras

Lasciato questo luogo straordinario, il bus mi porta alla stazione dove prendo l’Inca Trail il treno che mi porterà verso una delle destinazioni che attendo di vedere con ansia. Viaggio per due orette immersa nel verde di luoghi ancora inesplorati e accompagnata dall’imponente catena montuosa delle Ande, dalla quale ogni tanto si intravedono delle casette in pietra o dei contadini che portano al pascolo il loro gregge.

IncaRail

Aguas Calientes

Dopo questo itinerario rilassante ed emozionante al tempo stesso, arrivo ad Aguas Calientes località che mi lascia un po’ frastornata, perché è piena di negozietti strapieni di oggetti sia peruviani che internazionali, piccoli market, molti hotel e ristoranti di tutti i generi che accolgono i turisti con musica ad alto volume. Avvolta da questo rumore costante e dalla folla che passeggia per l’unica via presente, mi sento spaesata e penso che questo non sembra affatto Perù e spero che il luogo per cui sono arrivata fin qui e che ho ammirato molte volte nei documentari, sia ancora intatto e conservi la sua aurea di magia che mi sono sempre immaginata.

Machu Picchu: la montagna sacra

Il mattino presto mi sveglio e prendo il bus che deve portarmi alla mia meta tanto attesa. Guardo incuriosita dai finestrini la strada, che curva dopo curva mi porta sempre più in alto, avvolta da una fitta vegetazione. Dopo un percorso di circa venti minuti, arrivo alla meta. Scesa dalla navetta, mi dirigo verso l’entrata e con gioia mi accorgo che non sono presenti bancarelle o negozi ma solo gente che, pacificamente, si mette in coda per fare il biglietto ed entrare nel sito più famoso di tutto il Perù. Eccomi finalmente sono arrivata: il Machu Picchu “la vecchia montagna” che si trova a 2.430 metri di altitudine che fanno girar la testa per la bellezza!!

L’emozione che avevo trattenuto, esplode quando finalmente varco il cancello e mi trovo dentro il sito eletto come una delle sette meraviglie del mondo e patrimonio dell’Umanità. La guida ci conduce attraverso un itinerario pieno di sali-scendi ed ora capisco perché mi avevano chiesto se non avessi problemi fisici prima di partire, il fiato tra uno scalino e l’altro inizia a mancare, ma in fondo mi trovo a 2.430 metri d’altitudine!

Machu Picchu 2

Tra una sosta e l’altra visito delle case di pietra molto ben conservate, che ospitavano gli abitanti del tempo. Infatti alcuni studi sostengono che questa fosse una sorta di residenza estiva dell’imperatore Inca Pachacutec e della nobiltà. Ancora un po’ di salita e dopo una breve discesa all’improvviso, eccola: la montagna sacra si palesa davanti ai miei occhi in tutta la sua bellezza ed imponenza. Scoppio in un pianto liberatorio carico di emozione.

MachuPicchu

La guida ci lascia del tempo libero e dopo aver fato foto e selfie di rito, mi siedo su una roccia e inizio a contemplare la montagna. La leggenda narra che la città sia stata costruita dall’imperatore Inca Pachacutec nell’anno 1440 e fu abitata fino alla conquista da parte degli spagnoli nell’anno 1532. Poi fu riscoperta grazie ad una spedizione peruviana dell’Università di Yale, capitanata da Hiram Bingham nel 1911. Non mi dilungo sulla storia perché tutta la documentazione che ho trovato su questa misteriosa città si basa in realtà solo quasi su leggende e supposizioni, perché non ci è pervenuto nulla di scritto.

Però percepisco come in questo luogo si respiri un’atmosfera incantata, spirituale e serena che mi trasmette quiete, calma e tranquillità. Continuando con la visita, arrivo ad un punto a precipizio sulla montagna ed avvolta da una leggero soffio di vento, sento pervadermi un senso di libertà.

Mi sembra quasi che la montagna si umanizzi e con le sue braccia voglia proteggere, quello che nasconde al suo interno, ovvero una bellissima città costruita da forti pietre che, intrecciate l’una con l’altra, creano delle solide abitazioni. Mi siedo nuovamente su una roccia a contemplare la montagna e mi immagino come dovessero vivere gli abitanti dell’epoca senza acqua, luce, gas, riscaldamento e la nostra costante connessione ad internet. Mi pervade un senso di pace a quel pensiero che mi viene in mente l’idea di disconnettermi dai social per un po’ di giorni e rigenerarmi.

Machu Picchu

Improvvisamente sento una voce che mi chiama e che mi riporta alla realtà, è la mia giuda che mi informa che il tempo a disposizione è finito e purtroppo dobbiamo uscire dal sito.

A malincuore mi dirigo verso l’uscita, però quello che mi porterò dietro da questa visita, saranno delle sensazioni meravigliose che mi accompagneranno per tutta la vita e che daranno il via ad un percorso di cambiamento interiore che ha fatto si che nascesse questo blog e che io finalmente diventassi “La Principessa dei Viaggi”!!

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Suggerimento

Quello che hai appena letto è l’itinerario che ti consiglio per visitare Machu Picchu, ma se non hai voglia di vederlo in autonomia su Civitatis potrai trovare due tour guidati, che ti aiuteranno a visitare al meglio la montagna sacra:

https://www.civitatis.com/it/cusco/escursione-2-giorni-machu-picchu/

https://www.civitatis.com/it/cusco/escursione-machu-picchu-montagna/

 

Se volete leggere l’intero tour del Perù, cliccate sui link qui sotto:

Luoghi da vedere in Perù: la Cruz del Condor e Chivay paesino di soli local
Che cosa vedere in Perù. L’isola di Taquile e il Lago Titicaca: finzione o realtà?
Cosa vedere a Cusco “l’ombelico del mondo” in Perù

Quando penso a: “Che cosa vedere in Perù” mi viene in mente un dei luoghi che mi hanno sempre ammaliata: il Lago Titicaca. Il fascino deriva dal racconto di mia mamma che, approdata in questo paese nel lontano 1976, si era ritrovata come catapultata in un mondo completamente lontano da quello occidentale nel quale gli abitanti delle isole galleggianti del lago Titicaca avevano le dita curve per l’artrosi poiché vivendo in questo luogo, avevano spesso i piedi a mollo nell’acqua dovendo tutti i giorni ricostruire con giunchi nuovi quelle parti dell’isola che a causa dell’acqua diventavano marce. Ma mi sono sempre chiesta se questo racconto fosse finzione o realtà.

Arrivata vado in albergo per il riposare, mi godo dalla mia stanza un tramonto che non dimenticherò mai per i suoi colori sbalorditivi che si trasformano di minuto in minuto dal celeste al blu, dall’arancione al nero con sfumature di viola, un incredibile spettacolo della natura.

LagoTiticacatramonto

Il popolo Uros: finzione o realta’?

La mattina seguente con il battello arrivo alle famose isole galleggianti, dove gli abitanti del luogo gli Uros mi accolgono allegramente mostrandomi le loro capanne e vendendoci il loro artigianato locale che è uno dei mezzi di sostentamento primario. Ma una domanda continua a ronzarmi in testa e non troverà mai una vera risposta. “Il Lago Titicaca: finzione o realtà?”.

LagoTiticacaUros

Sono certa che i primi abitanti di queste isole fossero residenti nel lago Titicaca. Ma al giorno d’oggi questi colorati peruviani che mi hanno accolto cordialmente, abitano veramente qui oppure la sera prendono le loro barche e tornano a dormire sulla terra ferma? La guida mi assicura che vivono sull’isola e che si recano in città solo il sabato per partecipare al mercato e comprare il cibo tramite il baratto, ma mi rimarrà sempre il dubbio se sia finzione o realtà e me ne vado un po’ perplessa, perché mi aspettavo qualcosa di meno turistico, più tipico e non delle capanne moderne con in cima pannelli solari e grosse cisterne di acqua.

Tequilelocal

L’isola di Taquile

Un altra meta che annovero tra i suggerimenti di: “Che cosa vedere in Perù” è un isoletta che si trova oltre le isole galleggianti. 

Prendo la motonave e dopo mezz’oretta raggiungo l’isola di Taquile abitata dai nativi Aymara, famosi nel mondo per la loro abilità di tessitori. Questa terra incontaminata non solo è l’esempio di un territorio poco frequentato e ancora integro, ma offre un panorama ineguagliabile con un belvedere a picco sul mare azzurro.

Tequileisoleabitanti

Dopo pranzo però la guida mi avverte che entro le 14 tutti i visitatori devono assolutamente lasciare l’isola di Taquile, regola che hanno imposto gli autoctoni ai turisti. Negli anni passati infatti gli stranieri restavano tutto il giorno sull’isola ed avendo la possibilità di incontrare i bambini, li trattavano come poveri regalando loro cibo o pochi spiccioli. La gente del luogo orgogliosa delle proprie origini e non indigente, vedendo questo comportamento, ha iniziato a proibire ai piccini di avvicinarsi ai visitatori fino a stabilire una chiusura dell’isola, cosicché i bimbi tornati alle due da scuola non incontrassero più estranei. Ma non so se credere a questa storia: è finzione o realtà?

IsolaTequile

Anche se non sono convinta che la storia sia vera, alle alle 14 puntuali riprendo il traghetto per ritornare a Puno.

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