tHai mai scelto una destinazione non per i suoi monumenti, ma perché lì potevi vivere al meglio il tuo hobby preferito? Se la risposta è sì, fai parte di una rivoluzione silenziosa che sta cambiando il volto dei viaggi: il turismo delle passioni.
Fino a pochi anni fa, il turismo era una questione di luoghi: Parigi per la Tour Eiffel, Roma per il Colosseo. Oggi, il paradigma è cambiato. Come travel blogger, osservo sempre più persone che non cercano una “vacanza”, ma una condivisione di momenti di vita.
Comunità affettive
L’idea che oggi definiamo “turismo delle passioni” ha radici profonde. Già negli anni ’80, sociologi come Régis Debray avevano previsto un paradosso: più il mondo diventa globale e digitale, più sentiamo il bisogno di “tribalizzarci” ovvero di legarci a comunità locali o a gruppi che condividono i nostri stessi interessi.
Il filosofo Michel Maffesoli parlava di “comunità affettive” gruppi fluidi dove conta il “sentirsi insieme”. Questa visione è stata trasformata da Bernard Cova nel cosiddetto marketing tribale: non compriamo un viaggio solo per il suo valore d’uso, ma per la sua capacità di farci sentire parte di un gruppo.

Il salto di qualità: dalla destinazione alla persona
La vera svolta teorica è avvenuta nel 2022, quando il concetto di turismo delle passioni è stato formalizzato.
Il cambiamento è radicale:
Prima: Turista → Esperienza → Consumo.
Oggi: Persona → Passione → Condivisione.
Il cuore del viaggio non è più il brand o il prezzo, ma l’incontro. Immagina di essere un appassionato di astronomia: il tuo viaggio perfetto non è solo andare in un deserto, ma incontrare una comunità locale di astrofili che condivide con te quella notte stellata. Non sei più un cliente, sei un membro della “tribù”.

Perché dovresti viaggiare seguendo le tue passioni?
Viaggiare in questo modo trasforma una semplice vacanza in un’esperienza di crescita. Ecco i vantaggi principali:
Autenticità: non vedi solo la facciata turistica, ma entri nel tessuto sociale del luogo.
Connessione: incontri persone (locali e altri viaggiatori) con cui hai già qualcosa in comune.
Sostenibilità: il turismo delle passioni spesso valorizza destinazioni meno note, riducendo l’overtourism nelle grandi città.
FAQ – Domande frequenti sul turismo delle passioni
Che cos’è il turismo delle passioni?
È un modello di viaggio dove la motivazione principale non è la località geografica, ma la possibilità di praticare o approfondire una passione (sport, arte, fotografia, enogastronomia, ecc.) insieme a una comunità che condivide lo stesso interesse.
Chi ha ideato il concetto di turismo delle passioni?
Il concetto è stato formalizzato nel 2022 all’interno di un progetto, attingendo alle teorie sociologiche sul marketing tribale di Bernard Cova e alle riflessioni sulle comunità di Maffesoli.
Quali sono le differenze tra turismo esperienziale e delle passioni?
Mentre il turismo esperienziale si concentra su “cosa fai” (un’attività particolare), il turismo delle passioni si concentra sul “con chi lo fai” e sul senso di appartenenza a una comunità, mettendo al centro la relazione umana e lo scambio di competenze tra appassionati.
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