Carema è un comune del Canavese situato al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta, la cui storia è indissolubilmente legata alla viticoltura e alla sua posizione strategica.
Il borgo ha origini romane, testimoniate dal passaggio della via delle Gallie e dal toponimo stesso, che deriverebbe dalla distanza di quaranta miglia da Aosta (ad quadragesimum lapidem) o dal termine cameram, indicante un luogo di dogana.
Nel Medioevo, il borgo assunse una conformazione che conserva tutt’oggi, con case in pietra addossate e viuzze ripide. In epoca moderna, la fama del suo vino crebbe anche grazie alla Olivetti, che lo utilizzava come omaggio prestigioso per i propri clienti.
I “Pilun” e la viticoltura eroica
Il paesaggio è dominato dai Pilun, pilastri scenografici a forma di tronco di cono, costruiti in pietra e calce. Questi elementi svolgono due funzioni cruciali: sostengono le intelaiature delle pergole (chiamate topie) e fungono da termoregolatori, poiché accumulano il calore solare durante il giorno per rilasciarlo gradualmente di notte, proteggendo le viti dagli sbalzi termici.

Si parla di viticoltura eroica perché il vino nasce da terrazzamenti strappati alla montagna, con pendenze che superano il 30% e altitudini che raggiungono i 600-700 metri. La conformazione dei gradoni impedisce la meccanizzazione: ogni operazione, dalla manutenzione dei muretti a secco alla vendemmia, deve essere eseguita manualmente, richiedendo uno sforzo lavorativo quattro volte superiore rispetto a un vigneto comune.

Il protagonista assoluto tra i vitigni è il Nebbiolo, che qui si è adattato al territorio montano sviluppando il biotipo locale Picotener (o Picotendro). Altri vini e vitigni autoctoni o tradizionali menzionati includono il Nero d’Ala, il Pugnet e i Neretti.
Cose da vedere a Carema:
Il Sentiero dei Vigneti: un percorso panoramico istituito nel 2005 che attraversa i terrazzamenti.
La Gran Masun: un edificio alto-medievale che ospita un museo multimediale sul vino.
Il Palazzo Ugonetti: antica cassaforte medievale.
Le fontane storiche: come quella di via Basilia (1571) ornata di stemmi araldici e la fontana di San Matteo (1460).
Gli edifici religiosi: tra cui la chiesa parrocchiale di San Martino e le cappelle di San Rocco e Siei.
Infine, il patrimonio architettonico include le cantine interrate, localmente chiamate grote (o crote). Situate nel centro storico sotto le abitazioni, queste cantine sono fondamentali per l’affinamento del vino Carema, garantendo freschezza e un’escursione termica limitata, ideale per la conservazione delle bottiglie.
Cosa vedere nel borgo
Case caratteristiche
- Le Case a “Topia”: passeggiando nel centro storico, noterai case con ampi balconi in legno e portali in pietra scolpita, progettate per integrarsi con il sistema di coltivazione della vite che spesso arrivava fin dentro i cortili privati.
La Gran Masun (Grand Maison): è l’edificio più iconico del borgo. Una massiccia casaforte medievale in pietra (XIV-XV secolo) che testimonia l’importanza strategica di Carema come porta d’accesso alle Alpi. Oggi ospita un museo multimediale dedicato al vino e alla cultura locale.

Palazzotto degli Ugoni (o Ugonetti): antica residenza dei signori feudali del borgo. Presenta un’architettura severa ed elegante con portali in pietra che richiamano lo stile tipico dell’area tra Piemonte e Valle d’Aosta.
Chiese e Monumenti Religiosi
Chiesa parrocchiale di San Martino: celebre per il suo imponente campanile alto 60 metri, considerato un capolavoro dell’architettura in pietra del Piemonte. La chiesa attuale è un mix affascinante tra il nucleo barocco del ‘700 e un ampliamento neogotico di fine ‘800 ispirato ai battisteri medievali.

Chiesa di San Matteo: risalente al 1649, è un gioiello più intimo situato nel cuore del borgo. Sulla facciata si possono ammirare decorazioni a “goccia rovesciata“, tipiche del Medioevo valdostano.
Cappella di San Rocco: una piccola chiesetta situata in posizione panoramica. È il punto di osservazione perfetto per ammirare dall’alto la “conca” dei vigneti terrazzati e i famosi pilun.

Le Fontane Monumentali
Fontana di Via Basilia: è la più celebre. Fu costruita dai conti Challant-Madruzzo in omaggio ai Duchi di Savoia. Presenta una stele in granito con gli stemmi araldici di Savoia e Francia e una celebre iscrizione latina: “Si quis sitit veniat ad me et bibat” (Chi ha sete venga a me e beva).
Fontana di San Matteo: probabilmente la più antica del paese. Si trova accanto all’omonima chiesa e la sua struttura semplice ma solida in pietra grigia è rimasta pressoché immutata per quasi sei secoli.
Le Crote: il cuore sotterraneo di Carema
- Le “Crote” (le grotte del vino) sono le antiche cantine interrate, scavate spesso nella roccia viva o situate sotto le spesse mura delle case del centro storico. Funzionano come veri e propri “frigoriferi naturali”: grazie alla profondità e alla pietra, mantengono una temperatura costante e un’umidità perfetta tutto l’anno. È qui che il Nebbiolo riposa per anni, trasformandosi nel pregiato Carema DOC attraverso un affinamento lento e silenzioso.

La Crota d’Alma: tra storia, mito e leggenda
Questa cantina storica vanta radici che risalgono all’epoca dell’Unità d’Italia, conservando un’atmosfera sospesa nel tempo dove il vino matura circondato da sculture lignee di rara bellezza. L’elemento che la rende unica è l’apparato decorativo delle antiche botti, adornate con figure intagliate che spaziano dal mito alla realtà: tra i legni si distinguono i volti di Garibaldi, del dio Bacco, di Venere e di vari fauni.

Particolarmente celebre è la botte che raffigura Gianduia, nota anche come la “Botte del Duce”. Il soprannome rievoca il viaggio di Mussolini verso Aosta nel 1939: in quell’occasione la botte fu esposta e si narra che il Duce tentò personalmente di spillarne il vino. Tuttavia, a causa delle rigide norme di sicurezza che vietavano la somministrazione di alcolici durante le manifestazioni ufficiali, non ne uscì nulla. L’episodio alimentò l’ironico stereotipo dell’avarizia dei caremesi, “colpevoli” di non aver servito il vino nemmeno davanti alle autorità.
Oggi la cantina è curata da Oreste Vairetto Piccolo, stimato socio della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema e vincitore del prestigioso riconoscimento dei “Grappoli d’Oro”, a conferma di un legame indissolubile tra la memoria storica del borgo e l’eccellenza enologica contemporanea.
Informazioni per la visita
Le cantine storiche di Carema sono tesori privati custoditi con cura. Per vivere l’esperienza di una visita guidata e scoprire i segreti della Crota d’Alma e del borgo, è necessario contattare l’ente del turismo locale e prenotare il proprio tour:
Sito web di riferimento: visitcarema.it
Contatti: Scrivere all’ente per verificare le disponibilità e gli orari di apertura.
La festa dell’uva e del vino
Questo evento storico si tiene solitamente nell’ultima settimana di settembre e consiste in una passeggiata enogastronomica serale tra le vie del centro storico illuminato, che permette di entrare nelle tipiche crote per degustare il Carema DOC e piatti della tradizione locale.
Per informazioni a settembre visitate la pagina Facebook dell’ufficio turistico di Ivrea: ufficio d’ Ivrea.
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