Perché quando le persone diventano adulte, sembrano perdere ogni gioia per la vita? Perché non riusciamo più ad essere felici?
Quando si è giovani c’è una semplice e spontanea accettazione della vita, un modo di guardare le cose con felicità e leggerezza.
Perché quando cresciamo, diventiamo così insensibili alla bellezza, alla gioia ad un panorama, alla vista della terra, dei cieli, dei mari?

Perché non riusciamo più ad essere felici

La verità è che siamo troppo interessati a noi stessi, quindi desideriamo solo raggiungere una buona posizione lavorativa, diventare qualcuno, sposarci, avere dei figli, comprare una macchina, guadagnare tanto denaro ed avere potere.
Ma tutto questo dopo un po’ ci opprime, perciò perdiamo la gioia di vivere. Se guardiamo i volti delle persone più anziane potremmo renderci conto come la maggior parte di esse siano piene di pensieri, tristi, ansiose, introverse, nevrotiche quasi malate e senza un sorriso. Quindi perché non riusciamo più ad essere felici?
In realtà è lo sforzo che facciamo in ogni istante della nostra vita a lottare, che ci distrugge.
Infatti gli adulti sono impegnati in una serie di battaglie con sé stessi, con la loro famiglia, con la società, con i vicini…

Ma questo lotta continua, ci toglie energie.

Le persone realmente felici non si lasciano imprigionare dallo sforzo anche se questo non significa essere stupidi, ottusi o non fare nulla. Al contrario è soltanto il saggio ad essere veramente libero dalla sforzo e dalla lotta grazie alla sua intelligenza.

intelligenza

Quando sentiamo parlare di assenza di sforzo vogliamo raggiungere questo stato, diventa il nostro obiettivo e lottiamo per esso, ma nel momento in cui lo facciamo siamo di nuovo prigionieri dello sforzo e perdiamo la gioia di vivere. Ecco perché non riusciamo più ad essere felici.
La mente si sente costantemente inferiore e per questa ragione lotta per diventare qualcuno o essere qualcosa.
Però se analizziamo bene il perché, capiamo che la lotta esiste a causa della nostra ambizione, della nostra competitività, della nostra invidia e della nostra avidità.
Raggiungere uno stato in cui non vi sia lotta è lotta esso stesso.

Ma se osservate istante per istante come la mente si fa catturare da questa lotta senza tregua, se guardate soltanto senza tentare di alterarle il momento e di costringere la mente a qualche stato come arrivare alla pace, allora scoprirete che la mente smette spontaneamente di lottare.

Ed è in questo momento, senza più costrizioni che la mente tornerà ad essere felice, pensare positivo ed essere creativa.

 

 

Correlata alla perdita di felicità c’è anche la mancanza di autostima, che ho trattato in un altro articolo: raggiungere-la-felicita-attraverso-lautostima-storia-zen

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