Molte volte noi tendiamo a fare dei paragoni con gli altri o tra le situazioni tipo: “Questo è meglio di quello” oppure paragoniamo noi stessi con qualcuno che è più bello, più intelligente o più bravo.
Un altro tipo di paragone è ammirare per esempio  una montagna e poi ricordarsi che tanti anni prima ne abbiamo vista una ancora più bella di questa.
Infine possiamo paragonare noi stessi con un maestro, un eroe, o una persona ideale. Questa comparazione non rende la mente agile, bella ed inclusiva ma ottusa.

Perchè continuiamo a fare paragoni?

Infatti quando facciamo continuamente paragoni che cosa capita? Quando vediamo un’ alba meravigliosa ma la paragoniamo immediatamente ad un’altra, non stiamo veramente guardando la bellezza che abbiamo davanti e un paragone del genere ci impedisce di avere una sguardo autentico.

Perchè facciamo paragoni con gli altri?

Se mentre due persone parlano ed una dice all’altra: “Conosco una persona molto migliore di te” la prima non sta cercando di conoscere realmente l’altra, perché la sua mente è occupata da qualcos’altro. Non ci deve quindi essere alcun paragone per conoscere qualcun altro e guardarlo davvero. Infatti soltanto quando guardo l’altro senza un’idea preconcetta posso comprenderlo senza pregiudizi. Quando c’è paragone finisce la dignità umana, quando invece non lo faccio la mia preoccupazione è di capire l’altro; in questa comprensione c’è intelligenza e dignità umana. Ma fino a quando la mente continua a fare paragoni, non c’è amore, perché c’è giudizio. Quando i genitori amano veramente i propri figli non fanno paragoni tra di loro.

Ma allora perché paragonate voi stessi con qualcuno di più intelligente, di più ricco o migliore di voi? In questo modo la mente diventa sempre più dipendente da questi paragoni, disegnando uno schema nel quale l’animo si ritrova prigioniero e non riesce a guardare nulla in maniera nuova ed innocente ma lo fa con pregiudizi che limitano la mente, eliminando l’amore.

Cosa si vuole fare realmente

Una delle cose più complicate da scoprire è ciò che si vuole fare realmente.
E se non siete in grado di capirlo, finirete col fare qualcosa che non vi interessa per nulla e la vostra vita sarà infelice. Per attenuare l’infelicità cercherete distrazioni nei film, nei libri, nella politica, nel bere, nella tossicodipendenza o magari in qualche genere di riforma sociale.
Se si è all’oscuro di ciò che si desidera realmente e si diventa medici, politici, avvocati o qualunque altra cosa, non potrà esserci felicità, perché tali professioni non sono altro che un mezzo di distruzione di sé e degli altri se non le si vuole realmente praticare.

Cosa si vuole fare realmente

Dovete scoprire da soli ciò che amate fare veramente, non dovete pensarlo in termini di vocazione per essere parte della società, perché non è questo il modo di scoprire ciò che si ama realmente.
Quando ci piace fare qualcosa non vi sono problemi di scelta, quando si ama si lascia fare all’amore che vi porterà all’agire corretto, perché l’amore non è ricerca di successo e non porta all’imitazione.

Se fate qualcosa per cui non provate amore, non sarete mai liberi.
Per scoprire che cosa amate fare veramente, bisogna essere dotati di grande intelligenza.

Non cominciate a pensare di dovervi guadagnare da vivere con le vostre passioni all’inizio.  Scoprite cosa amate fare e vi arriveranno anche le idee per mantenervi.

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